LONDRA - "Questa non è pallanuoto è lotta greco-romana". Elisa Casanova, l'imponente capitano del Setterosa, non ci va tanto per il sottile e protesta per l'arbitraggio che alle Olimpiadi permette una pallanuoto ruvida, durissima, che nella sostanza non consente di muoversi e dunque di giocare. Lo dice alla fine della partita d'esordio che l'Italia ha perso con l'Australia 8-10 (1-2, 3-2, 0-4, 4-2). In gol per l'Italia Radicchi (2) e Di Mario (2), poi uno ciascuno Abbate, Casanova, Pelle, Bianconi. E' stata una gara tutta in salita per il Setterosa, sempre all'inseguimento, sempre in affanno: ogni volta che la nazionale azzurra sembrava rivedere la luce arriva la bordata delle aussie, soprattutto la scatenatissima Gynther.
L'Australia femminile non ha la stessa caratura della corrispondente nazionale uomini battuta il giorno prima dal Settebello, ma anzi ha buona tradizione (bronzo a Pechino). Per dare la misura l'Australia ha chiuso il match con 13 falli complessivi, contro gli appena cinque dell'Italia. E' una questione di mentalità e di scuole, perfettamente ritrovabile anche tra gli uomini. L'Australia è una nazionale fisica, l'Italia è più leggera per trovare gol deve far girare rapidamente e fantasiosamente la palla. Le australiane cercano lo scontro e il duello in acqua, marcano durissimo. Se gli arbitri consentono molto di più di quanto si pensi è facile andare nel pallone, innervosirsi, non trovare la via d'uscita alla partita.
"L'esordio l'abbiamo già dimenticato - dice Elisa ancora in accappatoio e dall'alto della sua imponente figura - guardiamo avanti. Ma se continua così, con questo tipo di arbitraggi, sarà dura vedersela pure con la Gran Bretagna. Ci si sta allontanando sempre più dalla pallanuoto e stiamo entrando nella lotta greco-romana acquatica. Io mi ricordo la pallanuoto di cinque sei anni fa, quando dovevi vincere col gioco e con la fantasia. Questa pallanuoto non è, è un altro sport, wrestling dai...". Lo dice Elisa senza particolare rabbia, e al limite, anche col sorriso sulla bocca, ma decisissima. Del resto il punto di vista del capitano del Setterosa campione d'Europa deve pure contare qualcosa.
Le ragazze sono un po' frastornate, ma non giù di corda anzi. Il ct Fabio Conti ha cercato di essere un minimo più diplomatico. "Noi abbiamo tra i centroboa tra i più forti al mondo, la Casanova e la Frassinetti, ma diventano normali se nemmeno me le fanno giocare. La mia non è una polemica con gli arbitri, anzi forse siamo noi che dobbiamo cambiare. Di solito questi tornei cominciano in una certa maniera, poi gli arbitri fanno una riunione tecnica e si danno una regolata. Vedremo, dobbiamo assestarci. Io nella partita ho visto comunque delle cose buone. Il torneo vero comincerà il 5 agosto".
Dice così perché la competizione olimpica è molto ridotta (due gironi da quattro) e dunque passano tutte, il girone serve soltanto a determinare la classifica per gli incroci poi dei quarti di finale. Filando verso gli spogliatoi Teresa Frassinetti stringe l'occhio e sorride. "Ho capito dai, vuol dire che anche noi dobbiamo menare di più!"
L'Australia femminile non ha la stessa caratura della corrispondente nazionale uomini battuta il giorno prima dal Settebello, ma anzi ha buona tradizione (bronzo a Pechino). Per dare la misura l'Australia ha chiuso il match con 13 falli complessivi, contro gli appena cinque dell'Italia. E' una questione di mentalità e di scuole, perfettamente ritrovabile anche tra gli uomini. L'Australia è una nazionale fisica, l'Italia è più leggera per trovare gol deve far girare rapidamente e fantasiosamente la palla. Le australiane cercano lo scontro e il duello in acqua, marcano durissimo. Se gli arbitri consentono molto di più di quanto si pensi è facile andare nel pallone, innervosirsi, non trovare la via d'uscita alla partita.
"L'esordio l'abbiamo già dimenticato - dice Elisa ancora in accappatoio e dall'alto della sua imponente figura - guardiamo avanti. Ma se continua così, con questo tipo di arbitraggi, sarà dura vedersela pure con la Gran Bretagna. Ci si sta allontanando sempre più dalla pallanuoto e stiamo entrando nella lotta greco-romana acquatica. Io mi ricordo la pallanuoto di cinque sei anni fa, quando dovevi vincere col gioco e con la fantasia. Questa pallanuoto non è, è un altro sport, wrestling dai...". Lo dice Elisa senza particolare rabbia, e al limite, anche col sorriso sulla bocca, ma decisissima. Del resto il punto di vista del capitano del Setterosa campione d'Europa deve pure contare qualcosa.
Le ragazze sono un po' frastornate, ma non giù di corda anzi. Il ct Fabio Conti ha cercato di essere un minimo più diplomatico. "Noi abbiamo tra i centroboa tra i più forti al mondo, la Casanova e la Frassinetti, ma diventano normali se nemmeno me le fanno giocare. La mia non è una polemica con gli arbitri, anzi forse siamo noi che dobbiamo cambiare. Di solito questi tornei cominciano in una certa maniera, poi gli arbitri fanno una riunione tecnica e si danno una regolata. Vedremo, dobbiamo assestarci. Io nella partita ho visto comunque delle cose buone. Il torneo vero comincerà il 5 agosto".
Dice così perché la competizione olimpica è molto ridotta (due gironi da quattro) e dunque passano tutte, il girone serve soltanto a determinare la classifica per gli incroci poi dei quarti di finale. Filando verso gli spogliatoi Teresa Frassinetti stringe l'occhio e sorride. "Ho capito dai, vuol dire che anche noi dobbiamo menare di più!"