Pallanuoto

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Il Setterosa saluta Londra
"Non abbiamo le p..."

Finisce ai quarti l'avventura olimpica delle azzurre, battute 9-6 dalle americane. Tania Di Mario: "A certi livelli il talento non basta"
dal nostro inviato FABRIZIO BOCCA

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LONDRA - Si ferma il Setterosa alle Olimpiadi e Tania Di Mario, ancora grondante d'acqua, reduce dalla nazionale di pallanuoto medaglia d'oro alle Olimpiadi di Atene 2004, ribolle dentro. "Credo si sia dimostrato che a certi livelli avere talento non basta, bisogna avere le palle. Ecco a noi sono mancate le palle". Il linguaggio è molto diretto, e comunque la sostanza è quella. La veterana Di Mario, 33 anni, ha fatto tre gol ma ne sarebbero serviti molti altri dalle compagne. Adesso deve anche fare un punto sulla propria vita personale: "Con la nazionale sicuramente mi fermo, con la pallanuoto devo decidere, voglio pensarci".

Vanno avanti gli Stati Uniti, squadra tosta, decisa, cattiva che ha nuotato sopra l'Italia (9-6). La partita, tranne una sfuriata azzurra iniziale, non c'è stata. E' tempo di bilanci dunque. Il Setterosa campione d'Europa a gennaio a Eindhoven, è riuscito a vincere solo una partita su quattro (quella con la Gran Bretagna), ha perso con Australia, Russia e anche gli Usa, appunto. Il bilancio è dunque negativo. L'allenatore Fabio Conti preferisce parlare dell'esperienza di una squadra ripresa da zero, ricostruita, portata alle Olimpiadi, e adesso fermata ai quarti di finale. "In venti mesi abbiamo rimesso in piedi una squadra, abbiamo fatto bene in quattro tornei, la pressione delle Olimpiadi si è fatta sentire.  Ogni partita è diversa dall'altra. Abbiamo giocato una zona totale in difesa e ancora una volta abbiamo avuto più espulsioni rispetto alle avversarie. Solo deluso dagli arbitri; non mi lamento della direzione di gara in questa partita ma nel torneo in generale. Però non voglio creare alibi. Gli Usa, vice campionesse olimpiche a Pechino  sono più forti di noi in questo momento e lo hanno dimostrato. Noi dovevamo fare meglio nel girone di qualificazione".   E comunque da domani si tornerà a lavorare nel silenzio e nell'ombra.

Il Setterosa è partito benissimo, in maniera aggressiva, sorprendente, mettendo dentro due reti in un minuto e mezzo: un rigore della Di Mario e un tiro dalla distanza della Radicchi, in situazione di parità. Grande entusiasmo iniziale, l'Italia ha retto fino al 3-1, poi è crollata. Le americane, più esperte e più precise, capaci di sfruttare ogni errore delle azzurre, hanno messo dentro ben cinque gol consecutivi, riuscendo a chiudere il primo quarto in parità (3-1) e il secondo in netto vantaggio (3-0), letteralmente dominandolo, facendo anche gli ultimi due gol in situazione di parità. Segno di controllo della partita. Sono passati più di 14 minuti  -  ancora un rigore della Di Mario - per vedere, nella terza frazione, un altro gol del Setterosa, che per altro riapriva la partita (6-4), bloccando l'avanzata delle americane. Ma le reti di Rulon (esclusione della Bianconi) e di Villa (esclusione della Abbate) rimettevano l'acqua in salita (8-4) e anzi sostanzialmente la chiudevano. Il gol finale della Cotti (9-6) rendeva solo il risultato dignitoso, almeno quello. Il faro sulla piccola pallanuoto femminile italiana, purtroppo, si è spento stasera e sarà pure dura riaccenderlo