ROMA - Caterina Bosetti dalla juniores a titolare alle Olimpiadi. Appena un anno fa la schiacciatrice della nazionale femminile italiana di volley vinceva il mondiale juniores femminile e il premio come migliore giocatrice del torneo. Poi la convocazione in occasione della World cup nella nazionale maggiore al posto di Francesca Piccinini (out per problemi personali) con qualche apparizione di buon livello e successo finale. Adesso ai Giochi: a soli 18 anni (compiuti a febbraio) è la più giovane giocatrice di volley a prendere parte a un'olimpiade ("una bella soddisfazione dopo tanta palestra e allenamento").
Ci sarà con i galloni da titolare e la sorella maggiore Lucia, altro importante tassello nello scacchiere azzurro, in panchina. Nessuna rivalità, finora, "abbiamo caratteristiche differenti: io ho l'estro, Lucia la tecnica e una grande forza mentale". Due sorelle molto diverse che, comunque, a Londra divideranno la camera insieme perché "nella World cup ha portato bene", dice la più giovane. Eppure alle spalle della ragazza c'è una panchina importante con campionesse del calibro di Francesca Piccinini. Nessun timore da parte di Caterina: "Mi hanno accolto bene e mi sono inserita senza problemi in un gruppo consolidato negli anni". Quella di Caterina Bosetti, 180 centimetri di altezza (cinque in più della sorella), è la storia di una ragazza cresciuta a pane e pallavolo, nata in una famiglia dove questa disciplina è qualcosa di più di un semplice hobby.
E' figlia di Giuseppe Bosetti, allenatore in passato della nazionale italiana, e Franca Bardelli, che ha giocato 93 volte con la maglia azzurra. La stessa che indossano le figlie. La giovane atleta dell'Asystel Mc Carnaghi nei tornei pre olimpici è sempre rimasta in campo. Ormai indispensabile nel particolare modulo scelto dal ct Massimo Barbolini che non prevede un opposto di ruolo, ma un martello capace anche di aiutare in seconda linea nella fase di ricezione. Caterina Bosetti ha le caratteristiche per farlo e la freschezza per imporsi: una giocatrice migliorata tanto. Un'atleta che corre: a sette anni veniva già aggregata a giocare nell'Under 13. Nella stagione 2009/2010 viene ingaggiata da Villa Cortese e a soli 15 anni fa il suo esordio nel massimo campionato contro l'Asystel Novara.
Proprio con la squadra lombarda centra la Coppa Italia, primo successo della sua breve carriera. Per la prossima stagione passa al nuovo club Asystel Mc Carnaghi, nato dalla fusione tra Villa Cortese e Asystel Novara. Fuori dal terreno di gioco è imbarazzata dalla popolarità così repentina, imbarazzo che una volta sotto rete scompare. Anzi nei nove metri si muove con la sicurezza di una veterana. Come la maggior parte delle ragazze della sua età ascolta tanta musica e mantiene allegro il gruppo: tra le convocate risulta la più tremenda. La nota dolente di Caterina è la cucina. Con lei conviene andare a cena fuori. Se c'è una cosa che non lascia mai sono i suoi portafortuna: elastico e catenine dei nonni. E con il loro aiuto a Londra vuole "conquistare un podio".
Ci sarà con i galloni da titolare e la sorella maggiore Lucia, altro importante tassello nello scacchiere azzurro, in panchina. Nessuna rivalità, finora, "abbiamo caratteristiche differenti: io ho l'estro, Lucia la tecnica e una grande forza mentale". Due sorelle molto diverse che, comunque, a Londra divideranno la camera insieme perché "nella World cup ha portato bene", dice la più giovane. Eppure alle spalle della ragazza c'è una panchina importante con campionesse del calibro di Francesca Piccinini. Nessun timore da parte di Caterina: "Mi hanno accolto bene e mi sono inserita senza problemi in un gruppo consolidato negli anni". Quella di Caterina Bosetti, 180 centimetri di altezza (cinque in più della sorella), è la storia di una ragazza cresciuta a pane e pallavolo, nata in una famiglia dove questa disciplina è qualcosa di più di un semplice hobby.
E' figlia di Giuseppe Bosetti, allenatore in passato della nazionale italiana, e Franca Bardelli, che ha giocato 93 volte con la maglia azzurra. La stessa che indossano le figlie. La giovane atleta dell'Asystel Mc Carnaghi nei tornei pre olimpici è sempre rimasta in campo. Ormai indispensabile nel particolare modulo scelto dal ct Massimo Barbolini che non prevede un opposto di ruolo, ma un martello capace anche di aiutare in seconda linea nella fase di ricezione. Caterina Bosetti ha le caratteristiche per farlo e la freschezza per imporsi: una giocatrice migliorata tanto. Un'atleta che corre: a sette anni veniva già aggregata a giocare nell'Under 13. Nella stagione 2009/2010 viene ingaggiata da Villa Cortese e a soli 15 anni fa il suo esordio nel massimo campionato contro l'Asystel Novara.
Proprio con la squadra lombarda centra la Coppa Italia, primo successo della sua breve carriera. Per la prossima stagione passa al nuovo club Asystel Mc Carnaghi, nato dalla fusione tra Villa Cortese e Asystel Novara. Fuori dal terreno di gioco è imbarazzata dalla popolarità così repentina, imbarazzo che una volta sotto rete scompare. Anzi nei nove metri si muove con la sicurezza di una veterana. Come la maggior parte delle ragazze della sua età ascolta tanta musica e mantiene allegro il gruppo: tra le convocate risulta la più tremenda. La nota dolente di Caterina è la cucina. Con lei conviene andare a cena fuori. Se c'è una cosa che non lascia mai sono i suoi portafortuna: elastico e catenine dei nonni. E con il loro aiuto a Londra vuole "conquistare un podio".