LONDRA - Un palazzetto ribollente di tantissimi polacchi che sono arrivati a Londra cantando a squarciagola gli stessi cori con cui hanno sostenuto la loro squadra di calcio agli Europei in Polonia. Solo che adesso lo hanno fatto a spese nostre, e il pubblico, ha dato alla Polonia quella spinta in più per sbatterci via dal palazzetto di Earls Court con un bel po' di ferite addosso. E a maggior beffa il fatto che sull'altra panchina fossero seduti due cari amici della pallavolo italiana: il ct Andrea Anastasi, già per tre anni alla guida dell'Italia e da un anno e mezzo in Polonia, e il secondo Andrea Gardini.
La nazionale di pallavolo comincia male le Olimpiadi: un secco 3-1 per gli altri (parziali 21-25, 25-20, 25-23, 25-14) . Illudendoci pure. La partenza infatti era sembrata discreta. Un inizio un po' in difficoltà ma poi la squadra del torinese (e torinista) Mauro Berruto si era distesa. La partita sembrava incanalarsi bene, l'Italia aveva cominciato con una partenza lenta, ma poi era riuscita a portarsi via comunque il primo set (25-21). Le bordate di Savani, Zaytsev e Lasko, fra i migliori, davano una certa sicurezza. Ma quell'Italia lì non si è più rivista, è scomparsa o quasi in quello stesso istante. Mastrangelo ha cercato di infondere un po' di sicurezza e tranquillità ma anche lui si è messo a battibeccare con l'arbitro, segno di nervosismo che ha contaminato la squadra. I punti su battuta sono cominciati a non entrare più, il muro di Mastrangelo e Fei ha spizzato palle e comunque si è slabbrato, le schiacciate iniziali di Savani e Zaytsev sparite. Berruto ha spesso scosso la testa, passeggiando nervosamente mentre sull'altra panchina Anastasi e Gardini sedevano tranquilli controllando perfettamente la situazione. Kurek, Bartman e Winiarski hanno martellato la difesa azzurra. Tre set consecutivi persi, il terzo punto a punto, ma l'ultimo senza praticamente giocarlo, hanno ributtato l'Italia indietro. Proprio quando la nazionale doveva avere una reazione d'orgoglio è crollata. Prossimo appuntamento l'Argentina: la salita si fa ancora più dura.
Alla fine tutti suonano la stessa note grave del pianoforte: la tensione dell'esordio. "La squadra era in evidente apprensione - ha detto il coach Mauro Berruto - ci sono venuti meno i punti di riferimento e abbiamo ceduto". Lo stesso per Alessandro Fei: " Era l'esordio all'Olimpiade, abbiamo risentito molto della tensione. Abbiamo cominciato con qualche difficoltà nel secondo set e da lì non ci siamo più ripresi". Michal Lasko è stato anche spietato: "E' stata una brutta giornata in generale e comunque un pessimo quarto set. Non so cosa dire, dovevamo rompere il ghiaccio e non ci siamo riusciti. Penso anche io che abbiamo sentito troppo la tensione dell'esordio olimpico: abbiamo fatto errori che solitamente non facciamo. Dovevamo giocare più veloci e più sciolti. Mi dispiace perché non siamo riusciti a fare nulla di quello che avevamo in mente".
La nazionale di pallavolo comincia male le Olimpiadi: un secco 3-1 per gli altri (parziali 21-25, 25-20, 25-23, 25-14) . Illudendoci pure. La partenza infatti era sembrata discreta. Un inizio un po' in difficoltà ma poi la squadra del torinese (e torinista) Mauro Berruto si era distesa. La partita sembrava incanalarsi bene, l'Italia aveva cominciato con una partenza lenta, ma poi era riuscita a portarsi via comunque il primo set (25-21). Le bordate di Savani, Zaytsev e Lasko, fra i migliori, davano una certa sicurezza. Ma quell'Italia lì non si è più rivista, è scomparsa o quasi in quello stesso istante. Mastrangelo ha cercato di infondere un po' di sicurezza e tranquillità ma anche lui si è messo a battibeccare con l'arbitro, segno di nervosismo che ha contaminato la squadra. I punti su battuta sono cominciati a non entrare più, il muro di Mastrangelo e Fei ha spizzato palle e comunque si è slabbrato, le schiacciate iniziali di Savani e Zaytsev sparite. Berruto ha spesso scosso la testa, passeggiando nervosamente mentre sull'altra panchina Anastasi e Gardini sedevano tranquilli controllando perfettamente la situazione. Kurek, Bartman e Winiarski hanno martellato la difesa azzurra. Tre set consecutivi persi, il terzo punto a punto, ma l'ultimo senza praticamente giocarlo, hanno ributtato l'Italia indietro. Proprio quando la nazionale doveva avere una reazione d'orgoglio è crollata. Prossimo appuntamento l'Argentina: la salita si fa ancora più dura.
Alla fine tutti suonano la stessa note grave del pianoforte: la tensione dell'esordio. "La squadra era in evidente apprensione - ha detto il coach Mauro Berruto - ci sono venuti meno i punti di riferimento e abbiamo ceduto". Lo stesso per Alessandro Fei: " Era l'esordio all'Olimpiade, abbiamo risentito molto della tensione. Abbiamo cominciato con qualche difficoltà nel secondo set e da lì non ci siamo più ripresi". Michal Lasko è stato anche spietato: "E' stata una brutta giornata in generale e comunque un pessimo quarto set. Non so cosa dire, dovevamo rompere il ghiaccio e non ci siamo riusciti. Penso anche io che abbiamo sentito troppo la tensione dell'esordio olimpico: abbiamo fatto errori che solitamente non facciamo. Dovevamo giocare più veloci e più sciolti. Mi dispiace perché non siamo riusciti a fare nulla di quello che avevamo in mente".