LONDRA - Seconda vittoria, in altrettante partite, per l'Italia femminile di volley. Le azzurre superano un coriaceo Giappone con il punteggio di 3-1 (25-22, 25-21, 20-25, 25-22). Prossimo impegno mercoledì alle ore 17.45 contro le padrone di casa della Gran Bretagna. Il match tra Italia e Giappone conquista gli spettatori dell'Earls court e strappa applausi. Il sestetto guidato in panchina da Massimo Barbolini conferma quanto di buono visto in gara uno e lancia chiari messaggi di crescita. A decidere la sfida l'ingresso sotto rete di Francesca Piccinini al posto di Carolina Costagrande, un po' discontinua ma capace di realizzare 17 punti. Bastano pochi scambi all'atleta azzurra per mettere a terra un paio di palloni decisivi e farsi abbracciare e ringraziare dalle compagne. In formazione, invece, la novità della serata riguarda il cosiddetto derby della famiglia Bosetti. Questa volta nel sestetto base entra Lucia al posto della più giovane sorella Caterina. Per la ragazza 15 punti e un doppio lavoro in ricezione e difesa.
Per il resto Antonella Del Core (16 punti) si conferma ad alti livelli e Simona Gioli (15 punti) la più utile. Dal punto di vista tecnico l'Italia fa vedere una buona pallavolo soprattutto nei primi due set con grande pressione a partire dal servizio. Vistoso calo nel terzo parziale, ma la forza di reagire non rovina la festa. A dover per forza trovare un neo alla prestazione allora bisogna prendere di mira la ricezione: da sempre il cosiddetto Tallone d Achille di questo gruppo. In casa nipponica grandi difese che hanno allungato le azioni e in attacco una buona Ebata con 21 punti personali.
Nei primi due set il Giappone insegue sempre. In avvio subito Gioli e il muro fanno la differenza. Spicca la prova di Antonella Del Core che attacca i palloni decisivi e diventa il perno della squadra. Il Giappone difende bene e non concede nulla, poco per fermare il passo vincente dell'Italia. Qualche incertezza nella fase finale del parziale non cambia l'esito, 25-22 per le azzurre. Secondo set più equilibrato che comunque conferma il passo convincente dell'Italia e la voglia da parte delle atlete orientali, abbastanza lucide, di non lasciare scappare via le avversarie. Anzi a metà del parziale il Giappone ottiene il primo vantaggio. Poi ci pensa la premiata ditta Lo Bianco-Gioli con la famosa "fast" a riportare le azzurre avanti. L'allungo è decisivo e addirittura anche il libero Croce, evento storico per un difensore, firma un punto (25-21).
Riapre il match con merito il Giappone. All'improvviso arriva il calo di concentrazione delle ragazze di Barbolini e sui volti delle giocatrici di Manabe torna il sorriso. La squadra nipponica controlla il terzo set: ha il merito di aver velocizzato il gioco e creato parecchi grattacapi alla difesa azzurra. L'attacco italiano è in difficoltà per colpa di un muro orientale ordinato. Nonostante un tentativo di rimonta, la squadra nipponica accorcia le distanze (25-20). Il Giappone cresce tanto e la partita si mette sui binari dell'equilibrio. Bastano piccoli errori a far pendere l'ago della bilancia da una parte oppure dall'altra. A tenere a galla l'Italia le ottime scelte della palleggiatrice Eleonora Lo Bianco che varia molto le soluzioni offensive. E' il momento di Francesca Piccinini, pochi scambi per conquistarsi la gloria: entra per il delicato finale punto a punto. Sarà la sua classe a far pendere l'ago della bilancia dalla parte azzurra (25-22).
A punteggio pieno pure la Russia che supera la Repubblica Dominicana 3-1 con 22 punti (sei muri) della Gamova, vera trascinatrice della squadra allenata da Sergey Ovchinnikov.
Per il resto Antonella Del Core (16 punti) si conferma ad alti livelli e Simona Gioli (15 punti) la più utile. Dal punto di vista tecnico l'Italia fa vedere una buona pallavolo soprattutto nei primi due set con grande pressione a partire dal servizio. Vistoso calo nel terzo parziale, ma la forza di reagire non rovina la festa. A dover per forza trovare un neo alla prestazione allora bisogna prendere di mira la ricezione: da sempre il cosiddetto Tallone d Achille di questo gruppo. In casa nipponica grandi difese che hanno allungato le azioni e in attacco una buona Ebata con 21 punti personali.
Nei primi due set il Giappone insegue sempre. In avvio subito Gioli e il muro fanno la differenza. Spicca la prova di Antonella Del Core che attacca i palloni decisivi e diventa il perno della squadra. Il Giappone difende bene e non concede nulla, poco per fermare il passo vincente dell'Italia. Qualche incertezza nella fase finale del parziale non cambia l'esito, 25-22 per le azzurre. Secondo set più equilibrato che comunque conferma il passo convincente dell'Italia e la voglia da parte delle atlete orientali, abbastanza lucide, di non lasciare scappare via le avversarie. Anzi a metà del parziale il Giappone ottiene il primo vantaggio. Poi ci pensa la premiata ditta Lo Bianco-Gioli con la famosa "fast" a riportare le azzurre avanti. L'allungo è decisivo e addirittura anche il libero Croce, evento storico per un difensore, firma un punto (25-21).
Riapre il match con merito il Giappone. All'improvviso arriva il calo di concentrazione delle ragazze di Barbolini e sui volti delle giocatrici di Manabe torna il sorriso. La squadra nipponica controlla il terzo set: ha il merito di aver velocizzato il gioco e creato parecchi grattacapi alla difesa azzurra. L'attacco italiano è in difficoltà per colpa di un muro orientale ordinato. Nonostante un tentativo di rimonta, la squadra nipponica accorcia le distanze (25-20). Il Giappone cresce tanto e la partita si mette sui binari dell'equilibrio. Bastano piccoli errori a far pendere l'ago della bilancia da una parte oppure dall'altra. A tenere a galla l'Italia le ottime scelte della palleggiatrice Eleonora Lo Bianco che varia molto le soluzioni offensive. E' il momento di Francesca Piccinini, pochi scambi per conquistarsi la gloria: entra per il delicato finale punto a punto. Sarà la sua classe a far pendere l'ago della bilancia dalla parte azzurra (25-22).
A punteggio pieno pure la Russia che supera la Repubblica Dominicana 3-1 con 22 punti (sei muri) della Gamova, vera trascinatrice della squadra allenata da Sergey Ovchinnikov.