LONDRA - Quattro Match point buttati via, l'Argentina che torna sotto un punto e qualche brivido lungo la schiena. Poi Lazko azzecca finalmente la schiacciata che serve per chiudere la storia. L'Italia del volley c'è. I ragazzi di Mauro Berruto, il ct scrittore, tirano fuori la testa da tutti i dubbi e i tormenti esplosi dopo il 3-1 rimediato dai polacchi nella prima partita di Londra 2012. Si è parlato di errori tecnici, di approccio sbagliato, di scarsa concentrazione. Eppure questa squadra potrebbe addirittura credere nell'oro. Però davanti al nemico polacco tutte le premesse sembravano crollate all'improvviso.
Il test con l'Argentina (un 3-1 secco e senza ostacoli, a parte un quarto set sospirato più del dovuto), invece, rimette le cose a posto. Il muro di Mastrangelo e soci è tostissimo, mentre in battuta e attacco ''c'è ancora molto da migliorare'' come dice lo stesso ct, che custodisce nei suoi modi gentili il fastidio per gli schiaffi presi in faccia dopo il ko alla prima. ''Non eravamo scarsi prima, non siamo fenomeni oggi. Scusate la banalità, ma affrontare un evento planetario non è così facile come potrebbe sembrare a qualcuno. C'è una gestione psicologica che conta parecchio. E aver risposto così oggi, con quel primo set impattato alla grande, significa aver ritrovato la strada giusta. Anche se i conti io voglio farli alla fine del girone''.
Un girone che oggi si è rimescolato, azzerando le scarse certezze del primo match. La Polonia, infatti, ha perso con la Bulgaria, rimettendo anche l'Italia in corsa per la testa del girone. I sorrisi, quindi, tornano a brillare. Anche perché, in effetti, la vittoria contro gli argentini non era da considerare scontata, soprattutto dal punto di vista psicologico, visto che l'Italia, a zero punti, viaggiava sul filo del rasoio. Dopo un primo set dominato e chiuso facile 25-17, gli azzurri si sono impantanati in un secondo troppo molle in fase offensiva (21-25). ''Esser tornati subito a galla dimostra che una crescita c'è'' dice Berruto, spiegando l'immediata risposta nel terzo (25-17) e il quarto dominato con quei brividi finali che sembravano fatti apposta per dare un po' di pathos al pubblico dell'Earl'Court e qualche soddisfazione in più agli sponsor infilati nelle dirette tv di questa sfida quasi a senso unico. ''Quando ognuno di noi gioca come sa questa squadra può ottenere tutto'', dice Simone Parodi. Il concetto sintetizza perfettamente la logica di un gruppo che può prendere tutto ma anche perdersi chissà dove. Se Brasile e Russia restano i team favoriti per l'oro, di sicuro l'Italia di Berruto, che ha ricostruito con metodo e passione la testa e il cuore di una squadra che non sapeva più vincere, resta una outsider vera e propria nella corsa alla cima del mondo. ''In questa fase quello che conta è trovare l'armonia prima possibile. Oggi abbiamo giocato bene. A parte quella serie di errori alla fine del quarto set''. Il ragazzone biondo ride: ''lo abbiamo fatto per mettere un po' di paura addosso ai nostri tifosi''. Michal Lazko fa bene a scherzare. In quattro set lui e i suoi compagni hanno stritolato l'Argentina e tutti i dubbi su quella falsa partenza con la Polonia. Buone notizie da Londra: la strada è lunga, ma gli azzurri del volley ci sono. E ci credono davvero.
Il test con l'Argentina (un 3-1 secco e senza ostacoli, a parte un quarto set sospirato più del dovuto), invece, rimette le cose a posto. Il muro di Mastrangelo e soci è tostissimo, mentre in battuta e attacco ''c'è ancora molto da migliorare'' come dice lo stesso ct, che custodisce nei suoi modi gentili il fastidio per gli schiaffi presi in faccia dopo il ko alla prima. ''Non eravamo scarsi prima, non siamo fenomeni oggi. Scusate la banalità, ma affrontare un evento planetario non è così facile come potrebbe sembrare a qualcuno. C'è una gestione psicologica che conta parecchio. E aver risposto così oggi, con quel primo set impattato alla grande, significa aver ritrovato la strada giusta. Anche se i conti io voglio farli alla fine del girone''.
Un girone che oggi si è rimescolato, azzerando le scarse certezze del primo match. La Polonia, infatti, ha perso con la Bulgaria, rimettendo anche l'Italia in corsa per la testa del girone. I sorrisi, quindi, tornano a brillare. Anche perché, in effetti, la vittoria contro gli argentini non era da considerare scontata, soprattutto dal punto di vista psicologico, visto che l'Italia, a zero punti, viaggiava sul filo del rasoio. Dopo un primo set dominato e chiuso facile 25-17, gli azzurri si sono impantanati in un secondo troppo molle in fase offensiva (21-25). ''Esser tornati subito a galla dimostra che una crescita c'è'' dice Berruto, spiegando l'immediata risposta nel terzo (25-17) e il quarto dominato con quei brividi finali che sembravano fatti apposta per dare un po' di pathos al pubblico dell'Earl'Court e qualche soddisfazione in più agli sponsor infilati nelle dirette tv di questa sfida quasi a senso unico. ''Quando ognuno di noi gioca come sa questa squadra può ottenere tutto'', dice Simone Parodi. Il concetto sintetizza perfettamente la logica di un gruppo che può prendere tutto ma anche perdersi chissà dove. Se Brasile e Russia restano i team favoriti per l'oro, di sicuro l'Italia di Berruto, che ha ricostruito con metodo e passione la testa e il cuore di una squadra che non sapeva più vincere, resta una outsider vera e propria nella corsa alla cima del mondo. ''In questa fase quello che conta è trovare l'armonia prima possibile. Oggi abbiamo giocato bene. A parte quella serie di errori alla fine del quarto set''. Il ragazzone biondo ride: ''lo abbiamo fatto per mettere un po' di paura addosso ai nostri tifosi''. Michal Lazko fa bene a scherzare. In quattro set lui e i suoi compagni hanno stritolato l'Argentina e tutti i dubbi su quella falsa partenza con la Polonia. Buone notizie da Londra: la strada è lunga, ma gli azzurri del volley ci sono. E ci credono davvero.