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Montano: "Troppo debole in difesa"
Di Francisca: "Ora parto per l'Africa

Lo sciabolatore spiega la sconfitta con Occhiuzzi, ma conta di rifarsi nella prova a squadre nonostante l'infortunio: "Sento una puntura di spillo, ma con l'adrenalina della gara sparisce". La fiorettista pensa ad un impegno umanitario: "Voglio dedicare a questo progetto almeno un mese"dall'inviato MATTIA CHIUSANO
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LONDRA - Guai a parlare di cambio della guardia nella scherma. Ma certo la tentazione è forte, con una finale del fioretto tutta italiana, ma senza la Vezzali, e le semifinali della sciabola con un solo azzurro, che non è né Montano né Tarantino. Come a Pechino, anche stavolta il campione di Atene, fotografatissimo divo dello sport italiano, tra reality e fidanzate famose (in realtà da anni ce n'è una sola, Antonella Mosetti), è uscito troppo presto per il suo talento. Ma se in Cina il riscatto nella prova a squadre fu immediato, bisogna attendere anche stavolta che il gruppo azzurro salga in pedana insieme, per vedere se davvero si può parlare di viale del tramonto.

Per ora l'immagine è questa, Tarantino che esce per un cartellino rosso alla stoccata decisiva (lui sì che si sta per ritirare), e Montano che perde contro il compagno di squadra Occhiuzzi. E stavolta c'entra poco la lesione muscolare alla coscia sini…
LONDRA - Guai a parlare di cambio della guardia nella scherma. Ma certo la tentazione è forte, con una finale del fioretto tutta italiana, ma senza la Vezzali, e le semifinali della sciabola con un solo azzurro, che non è né Montano né Tarantino. Come a Pechino, anche stavolta il campione di Atene, fotografatissimo divo dello sport italiano, tra reality e fidanzate famose (in realtà da anni ce n'è una sola, Antonella Mosetti), è uscito troppo presto per il suo talento. Ma se in Cina il riscatto nella prova a squadre fu immediato, bisogna attendere anche stavolta che il gruppo azzurro salga in pedana insieme, per vedere se davvero si può parlare di viale del tramonto.

Per ora l'immagine è questa, Tarantino che esce per un cartellino rosso alla stoccata decisiva (lui sì che si sta per ritirare), e Montano che perde contro il compagno di squadra Occhiuzzi. E stavolta c'entra poco la lesione muscolare alla coscia sinistra (gli scatti per rialzarsi dopo svariate cadute promettono bene): Aldo ha perso per essere stato troppo attento al suo avversario. "Ero troppo concentrato nel prevedere gli attacchi di Diego, che invece ne portava di molto buoni. La mia difesa non era all'altezza di un'Olimpiade. Troppo tardi mi sono messo a lavorare a centro pedana, e i punti sono entrati. Potevo fare di più, mi sono bruciato questa chance". Un destino, evidentemente, perseguita Montano in queste ultime settimane: proprio contro Occhiuzzi, nella finale degli Assoluti, arrivò l'infortunio alla coscia che sembrava potesse addirittura negargli i Giochi. "Ma ora è come se sentissi una puntura si spillo che scompare immediatamente: con la gara e l'adrenalina".

Montano & Vezzali, il passato che non passa, promette rivincite, anche se questa Olimpiade appartiene ormai ad altri. Elisa Di Francisca, col suo tormentato percorso verso il trionfo di sabato, zeppo di sigarette, delusioni, liti, addirittura un ritiro, ha vissuto con stupore e stordimento anche il giorno dopo la medaglia d'oro. Un giro per Londra, contesa dalle televisioni, un'idea che ha preso piede rapidamente. Per sfruttare al meglio il suo successo olimpico, dandogli anche un contenuto sociale. "A ottobre vorrei partire per l'Africa. Sarà una bella esperienza, sento il bisogno di dare. Contatterò un'associazione umanitaria, non so ancora quale, basta che sia seria. Voglio dedicare a questo progetto almeno un mese. Paura che mi rapiscano? Peggio per loro se lo fanno". La Di Francisca parla anche dell'abdicazione della regina Vezzali: "Non sono io che ho interrotto la striscia di vittorie di Valentina Vezzali alle Olimpiadi. L'ha battuta la Errigo, e se questo è accaduto è perchè Arianna è stata bravissima e lei ha sbagliato qualcosa". Uno dei suoi segreti è la spontaneità, un modus vivendi che non prevede atteggiamenti da star: "Questo momento me lo sono sempre immaginato bello e stupendo, e così è stato. I festeggiamenti ci saranno a casa, con i miei familiari, così come la presa di coscienza. E' qualcosa di importante che porterò con me". Per la Vezzali, solo complimenti: "E' stata la portabandiera, ha vinto il bronzo con un assalto da cardiopalma. E' sempre una grande campionessa".