Scherma

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Delusione dal fioretto uomini
L'Italia resta senza medaglie

Gli azzurri, che partivano come grandi favoriti, restano all'asciutto: Cassarà e Aspromonte sono usciti nei quarti di finale, Baldini è arrivato fino in semifinale, ma prima è stato sconfitto dall'egiziano Abouelkassem e poi, nella finale per il bronzo, dal sudcoreano Choi per 15-14. Oro al cinese Lei
dal nostro inviato MATTIA CHIUSANO

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LONDRA - Ha resistito il più arrabbiato e meno quotato, mentre gli altri due, il campione ed il vicecampione del mondo, sono crollati troppo presto. Lasciando da solo Andrea Baldini, che appena sfogata l'adrenalina nei primi assalti della mattinata, non è più riuscito a trovare la grinta che sembrava poterlo portare lontano: quando il cinese Lei Sheng ha preso il largo in semifinale non è stato più possibile recuperare, copione simile nella finale per il bronzo perso col coreano del sud Choi all'ultima stoccata nella finale per il terzo posto. "Potevo fare di più, il quarto posto è il piazzamento peggiore" scandisce l'aviere di Livorno. Non sono stato abbastanza lucido, alla fine dovevo sempre recuperare. La rabbia per l'esclusione dalle Olimpiadi di Pechino? L'ho abbandonata tre anni fa, qui volevo vincere divertendomi". Polemico Baldini sulla fase in cui le sue stoccate non entravano per un problema elettrico che ha costretto Choi a cambiare divisa: "Questo non è più sport, noi atleti ci siamo abituati a questo problema del wireless, ci sono volute tre stoccate per spingere l'arbitro a controllare la sua divisa".

Una delusione, il fioretto maschile, che arrivava con le credenziali di una tripletta ai Mondiali di Catania. Ma sono usciti ai quarti sia Valerio Aspromonte, argento nel 2011, che Andrea Cassarà, attesissimo non solo per l'oro di un anno fa, ma anche per le potenzialità che ne potrebbero fare un campione imbattibile. Entrambi sono stati spazzati via dal nuovo mondo della scherma, un cinese alto uno e novantadue ed un egiziano, ma soprattutto da se stessi. Clamoroso il crollo di Aspromonte, fiorettista frascatano che conduceva 8-4 con il cinese Lei Sheng (poi vincitore della medaglia d'oro): da quel momento ha incassato 11 stoccate consecutive. "Ho vissuto trenta secondi di buio, nei quali Lei, per bravura o fortuna, ha piazzato stoccate che non ha mai trovato contro di me. Ero in balia del cinese, non riuscivo nemmeno a pensare come uscirne. Undici stoccate di seguito: mai successo, nemmeno da ragazzino. Adesso devo aspettare altri quattro anni". Per Cassarà si può parlare più di crollo fisico, non solo emotivo, contro l'egiziano Abouelkassem. Il bresciano ha cambiato la tuta tra un assalto e l'altro, è uscito dalla pedana disidratato implorando di bere sei-sette litri d'acqua: "Ho iniziato a sentire subito una gamba che faceva male, non riuscivo a concentrarmi perché ero troppo stanco. È stato un quadriennio molto pesante, ed ultimamente non sono stato troppo bene. Temo una ricaduta nella toxoplasmosi, dopo la crisi di marzo, i valori del sangue non sono i soliti".