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Berruto, a Londra senza limiti
"Vogliamo restare fino all'ultimo giorno"

Il ct azzurro parla a pochi giorni dal via del torneo olimpico: "Sei o sette squadre in lotta per le medaglie: ci sono tutte le più forti tranne Cuba. Finalmente ci siamo, abbiamo lavorato tanto per arrivare in forma a questo impegno"di ROBERTO MARCELLETTI
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ROMA - Alla vigilia dei Giochi olimpici il ct della nazionale maschile di volley Mauro Berruto ha idee chiare e obiettivi precisi. Dal punto di vista tattico attenzione puntata sull'alternanza dei due liberi (uno per la difesa Giovi e l'altro per la ricezione Bari), sulla duttilità del gruppo e sulla capacità dei giocatori di interpretare le partite a secondo delle esigenze. Un cammino lungo ma carico di speranze.

Berruto ci siamo, adesso si fa sul serio.

"Finalmente ci siamo, abbiamo lavorato tanto per arrivare a questo impegno, il più importante, con la massima serenità".
Le Olimpiadi offrono sempre sensazioni particolari.
"E' un'emozione non solo particolare, direi importante che non si riesce a comprendere finché non ci sei dentro".
Come si è chiusa la fase preparatoria?
"Siamo soddisfatti, E' andato tutto come previsto dal punto di vista tecnico, tattico e fisico. L'unica cosa che non possiamo allenare è l'aspett…
ROMA - Alla vigilia dei Giochi olimpici il ct della nazionale maschile di volley Mauro Berruto ha idee chiare e obiettivi precisi. Dal punto di vista tattico attenzione puntata sull'alternanza dei due liberi (uno per la difesa Giovi e l'altro per la ricezione Bari), sulla duttilità del gruppo e sulla capacità dei giocatori di interpretare le partite a secondo delle esigenze. Un cammino lungo ma carico di speranze.

Berruto ci siamo, adesso si fa sul serio.

"Finalmente ci siamo, abbiamo lavorato tanto per arrivare a questo impegno, il più importante, con la massima serenità".
Le Olimpiadi offrono sempre sensazioni particolari.
"E' un'emozione non solo particolare, direi importante che non si riesce a comprendere finché non ci sei dentro".
Come si è chiusa la fase preparatoria?
"Siamo soddisfatti, E' andato tutto come previsto dal punto di vista tecnico, tattico e fisico. L'unica cosa che non possiamo allenare è l'aspetto emotivo. E' difficile farlo, quando si comincia a giocare ne capiremo di più".

La novità tattica dei due liberi è maturata nel tempo?
"Bari e Giovi sono due ragazzi con una una storia particolare, hanno sempre fatto la staffetta. Agli Europei, alla World cup e alle qualificazione di Sofia. Alla fine sono stati bravi a convincermi delle loro qualità e della possibilità di avere qualcosa in più dalla loro presenza".
Così ci saranno due specialisti in campo.
"Certo, Bari si concentra sulla ricezione, Giovi sulla difesa. Insomma la squadra è composta da otto giocatori coinvolti tutti alla stessa maniera e mi fa piacere. La somma totale dei fattori ha prevalso sulla decisione di averli entrambi".
Alle Olimpiadi si va con dodici atleti...
"Su questo argomento possiamo parlare per ore. E' l'unica manifestazione dove si va in dodici e non in quattordici ed è anche la più importante. Le regole sono queste e bisogna rispettarle. Noi ci siamo adeguati facendo una squadra con diverse soluzioni".
Questa Italia non è solo difesa, anzi...
"Avere due liberi non significa giocare in difesa, è una cattiva lettura. Il gruppo è dotato di tre o quattro bombardieri di livello assoluto sia in attacco che alla battuta. Il muro, poi. è uno dei migliori fondamentali. E possiamo puntare su una fase offensiva importante se la difesa ci permette di rigiocare più palloni. Le partite si vincono nella fase break. La scelta del doppio libero ci permette di avere ancora più colpi da sparare".

A Londra vederemo una formazione 'poco tradizionale'.
"In effetti portare i giocatori con il cambio naturale è la scelta che di solito si fa. Invece per raggiungere il massimo vogliamo rischiare e sfruttare le possibilità che una rosa di giocatori così composta ci offre".
Finora si è vista una squadra in crescita e non al massimo. Quando sarete al top?
"La preparazione è stata mirata. Guai se a Dallas, nella World league, eravamo già al top. I momenti importanti sono altri. Noi raggiungeremo il picco dall'8 al 12 agosto".
Quindi durante il girone di qualificazione ci sarà ancora da soffrire?
"Il girone è importante e utile solo per evitare di avere un quarto di finale troppo tosto. Ma alle Olimpiadi i giochi si fanno proprio dall'8 agosto in poi. E noi ci saremo".

Ai Giochi ci sono le formazioni migliori. Sarà un torneo di alto livello?
"C'è il meglio in circolazione, tranne Cuba. Oltre ai soliti nomi come Brasile, Stati Uniti, da tenere d'occhio le rivelazioni Germania e Argentina, la Polonia in grande forma, la Serbia che quando arrivano le partite doc non sbaglia e non dimentichiamo l'Italia".
Insomma per le medaglie tante pretendenti.
"Almeno sei o sette squadre. Lo snodo decisivo è la sfida nei quarti, superato quello scoglio si entra in zona medaglia".
E l'Italia vuole esserci?
"Certo, vogliamo restare a Londra fino all'ultimo giorno di competizione e combattere per ottenere il massimo".