LONDRA - E le Olimpiadi dei genitori? Quando verrá il giorno in cui saranno assegnate medaglie anche ai papá e alle mamme? Fosse solo per i sacrifici (fisici ed economici) fatti quando i ragazzi/e erano piccoli? Anche loro vivono la stessa tensione dei propri figli.
È vero, signor Roberto Pellegrini?
"Accidenti, sono giorni che ho giá preparato le valigie".
E lei è un veterano, di Olimpiadi.
"Giá, sono alla terza...".
Si sente pronto?
"No".
Non dica così. Gli altri genitori di esordienti cosa dovrebbero dire, allora?
"Non c'è preparazione. Non ci può essere. Non puoi far altro che star lì a guardare, tifare, sperare, soffrire".
Ma lei è un duro...
"Io? Ma se non faccio altro che piangere...".
Non ci si crede...
"Siamo stati a Verona, io e mia moglie Cinzia, per salutare Federica l'altro giorno. Alla fine m'è venuto il magone: lacrime e fitte allo stomaco".
Dolorini, se non altro, dovuti a nobili sentimenti.
"Le guardavamo, quelle ragazze. Tutte, non solo nostra figlia. Bellissime".
La vera medaglia d'oro.
"Tutti i sacrifici, tutti i dubbi evaporati in un solo sguardo. Puf".
Ecco l'orgoglio dei genitori.
"Esatto. Aver visto crescere la propria figlia in questo modo".
Poi, se vince, meglio ancora.
"Per caritá. Federica sono anni che ci fa piangere di gioia".
A Pechino voi non c'eravate...
"No. Ad Atene sì. Però mancammo l'argento".
Ma come?
"Perché Federica, nel 2004, fece segnare il miglior tempo mondiale nei 100".
E voi prenotaste tutto per quella gara.
"Esatto, ma lei ci anticipò".
E a Londra?
"Siamo dal primo giorno...".
Così non c'è il rischio di sbagliare...
"Bravo. E poi dobbiamo per forza essere lì da subito".
Per scaramanzia?
"Macché. Federica, giá dall'aeroporto di Verona, ci ha chiesto un favore".
Si può sapere o è un segreto?
"S'è dimenticata la macchinetta del caffè...".
E quando c'è un ordine del genere...
"Si esegue. Anzi, dobbiamo proprio scappare a comprarla...".
È vero, signor Roberto Pellegrini?
"Accidenti, sono giorni che ho giá preparato le valigie".
E lei è un veterano, di Olimpiadi.
"Giá, sono alla terza...".
Si sente pronto?
"No".
Non dica così. Gli altri genitori di esordienti cosa dovrebbero dire, allora?
"Non c'è preparazione. Non ci può essere. Non puoi far altro che star lì a guardare, tifare, sperare, soffrire".
Ma lei è un duro...
"Io? Ma se non faccio altro che piangere...".
Non ci si crede...
"Siamo stati a Verona, io e mia moglie Cinzia, per salutare Federica l'altro giorno. Alla fine m'è venuto il magone: lacrime e fitte allo stomaco".
Dolorini, se non altro, dovuti a nobili sentimenti.
"Le guardavamo, quelle ragazze. Tutte, non solo nostra figlia. Bellissime".
La vera medaglia d'oro.
"Tutti i sacrifici, tutti i dubbi evaporati in un solo sguardo. Puf".
Ecco l'orgoglio dei genitori.
"Esatto. Aver visto crescere la propria figlia in questo modo".
Poi, se vince, meglio ancora.
"Per caritá. Federica sono anni che ci fa piangere di gioia".
A Pechino voi non c'eravate...
"No. Ad Atene sì. Però mancammo l'argento".
Ma come?
"Perché Federica, nel 2004, fece segnare il miglior tempo mondiale nei 100".
E voi prenotaste tutto per quella gara.
"Esatto, ma lei ci anticipò".
E a Londra?
"Siamo dal primo giorno...".
Così non c'è il rischio di sbagliare...
"Bravo. E poi dobbiamo per forza essere lì da subito".
Per scaramanzia?
"Macché. Federica, giá dall'aeroporto di Verona, ci ha chiesto un favore".
Si può sapere o è un segreto?
"S'è dimenticata la macchinetta del caffè...".
E quando c'è un ordine del genere...
"Si esegue. Anzi, dobbiamo proprio scappare a comprarla...".