LONDRA - Esordio vincente per la nazionale italiana di volley femminile ai Giochi di Londra. Le azzurre battono 3-1 (25-17, 23-25, 25-19, 25-15) la Repubblica Dominicana. Adesso la testa è rivolta già al prossimo impegno (lunedì alle ore 21) contro il Giappone. Un avvio convincente della ragazze allenate dal ct Massimo Barbolini che hanno avuto un solo momento di vera crisi nella seconda metà del secondo parziale. Per il resto giusto approccio alla gara, buon concentrazione: insomma una pallavolo di buona qualità.
Il modulo delle tre schiacciatrici, che prevede il sacrificio di Caterina Bosetti in ricezione e già consolidato l'anno scorso nella World cup vinta in Giappone, non cambia. A fare da opposto, allora, confermata la diciottenne in diagonale con l'esperta e veterana regista Eleonora Lo Bianco. Buona la prestazione alle bande di Carolina Costagrande, top scorer con 19 punti, va a corrente alterna Antonella Del Core (11 punti) spesso fallosa in attacco ma insostituibile nella ricezione. Al centro già in forma olimpica Simona Gioli (16 punti). Dopo il ko, le ambizioni del tecnico della Repubblica Dominicana Marcos Kwiek sono in calo. Anche se l'allenatore può contare su una Milagros Cabral prima donna di questo gruppo. La squadra dimostra di sfruttare la propria fisicità dimenticando a volte di evitare banali errori. Entusiasmante la rimonta nella seconda fase, troppo contratte e timorose le caraibiche in avvio.
Il primo set comincia con la squadra azzurra che fa vedere subito il meglio del proprio repertorio con i colpi della bomber Carolina Costagrande e il muro. Il vantaggio dell'Italia viene legittimato dagli errori in attacco di una confusionaria Repubblica Dominicana. Un match monocorde con il sestetto diretto da Barbolini capace di variare il gioco, grazie alle scelte della regista Lo Bianco, e far entrare in partita tutte le migliori. Il primo cambio della partita si gioca in famiglia con l'ingresso di Lucia Bosetti al posto della giovane Caterina. Poi la palla veloce servita a Simona Gioli, più volte e mai fermata dalle avversarie, decide il parziale (25-17). Insomma un avvio senza sbavature e buon approccio alla gara.
Incredibile secondo set con l'inerzia della gara che cambia dalla metà del parziale in poi. La Repubblica Dominicana prova a stare in partita e Milagros Cabral diventa un terminale offensivo importante. Ma gli errori al servizio e in attacco fanno vedere una squadra dominicana contratta, che sente l'importanza dell'evento. Niente da fare, il muro azzurro spazza via le ultime certezze delle ragazze caraibiche. L'Italia è padrona del campo, si muove con scioltezza sia nel gioco laterale che per vie centrali. Bene in difesa e ricezione. Poi il balck out dovuto a un calo mentale e fisico che permette alle nordamericae di avvicinarsi. La squadra che ha eliminato Cuba comincia a variare di più il gioco offensivo e prende coraggio. L'Italia non può abbassare la cosiddetta guardia perché La Repubblica Dominicana dimostra di saper sfruttare i cali di concentrazione. Nel finale di set la Repubblica Dominicana rientra in partita grazie ad attacco e difesa. La battuta, viceversa, rimane il punto debole. L'Italia, viceversa, crolla: i sei errore punto azzurri lasciano vivo il set e lanciano la squadra allenata da Marcos Kwiek verso il rush finale avanti nel punteggio. La vera crescita delle caraibiche è in difesa, questo fondamentale fa la differenza con l'Italia che fatica per mettere palla a terra soprattutto con Antonella Del Core. Vince la Repubblica Dominicana 25-23. Un po' di demeriti azzurri, un po' i meriti delle dominicane e la gara torna improvvisamente equilibrata.
Nel terzo set si parte con un atteggiamento azzurro che non va: poca collaborazione e scarsa comunicazione sotto rete. A tenere a galla le caraibiche la solita Milagros Cabral, vero punto di riferimento per il gioco offensivo. In casa azzurra affiora il nervosismo e manca la fluidità ammirata nel primo parziale. A piccoli passi Costagrande e compagne ritrovano i colpi del loro repertorio e riescono a scoraggiare l'avanzata avversaria. E' la svolta, chiude la Gioli con la "prediletta" fast 25-19. Partenza sprint dell'Italia nel quarto parziale, le azzurre hanno fretta e vogliono chiudere bene il debutto ai Giochi olimpici. Un aiuto arriva pure dalla battuta insidiosa di Lucia Bosetti (rimane in campo tutto il set) che manda in tilt la ricezione dominicana. Poi il match per l'Italia diventa in discesa, questa volta il divario è troppo ampio per sprecarlo. La verve positiva delle Repubblica Dominicana cala e scompaiono alcune buone giocate che hanno ridato coraggio nel secondo set. Le azzurre possono guardare al futuro con fiducia (25-15). Nelle altre sfide del girone il Giappone domina contro le campionesse d'Africa dell'Algeria 3-0 e la Russia spazza via le padrone di casa della Gran Bretagna con lo stesso punteggio dopo un avvio poco brillante.
Il modulo delle tre schiacciatrici, che prevede il sacrificio di Caterina Bosetti in ricezione e già consolidato l'anno scorso nella World cup vinta in Giappone, non cambia. A fare da opposto, allora, confermata la diciottenne in diagonale con l'esperta e veterana regista Eleonora Lo Bianco. Buona la prestazione alle bande di Carolina Costagrande, top scorer con 19 punti, va a corrente alterna Antonella Del Core (11 punti) spesso fallosa in attacco ma insostituibile nella ricezione. Al centro già in forma olimpica Simona Gioli (16 punti). Dopo il ko, le ambizioni del tecnico della Repubblica Dominicana Marcos Kwiek sono in calo. Anche se l'allenatore può contare su una Milagros Cabral prima donna di questo gruppo. La squadra dimostra di sfruttare la propria fisicità dimenticando a volte di evitare banali errori. Entusiasmante la rimonta nella seconda fase, troppo contratte e timorose le caraibiche in avvio.
Il primo set comincia con la squadra azzurra che fa vedere subito il meglio del proprio repertorio con i colpi della bomber Carolina Costagrande e il muro. Il vantaggio dell'Italia viene legittimato dagli errori in attacco di una confusionaria Repubblica Dominicana. Un match monocorde con il sestetto diretto da Barbolini capace di variare il gioco, grazie alle scelte della regista Lo Bianco, e far entrare in partita tutte le migliori. Il primo cambio della partita si gioca in famiglia con l'ingresso di Lucia Bosetti al posto della giovane Caterina. Poi la palla veloce servita a Simona Gioli, più volte e mai fermata dalle avversarie, decide il parziale (25-17). Insomma un avvio senza sbavature e buon approccio alla gara.
Incredibile secondo set con l'inerzia della gara che cambia dalla metà del parziale in poi. La Repubblica Dominicana prova a stare in partita e Milagros Cabral diventa un terminale offensivo importante. Ma gli errori al servizio e in attacco fanno vedere una squadra dominicana contratta, che sente l'importanza dell'evento. Niente da fare, il muro azzurro spazza via le ultime certezze delle ragazze caraibiche. L'Italia è padrona del campo, si muove con scioltezza sia nel gioco laterale che per vie centrali. Bene in difesa e ricezione. Poi il balck out dovuto a un calo mentale e fisico che permette alle nordamericae di avvicinarsi. La squadra che ha eliminato Cuba comincia a variare di più il gioco offensivo e prende coraggio. L'Italia non può abbassare la cosiddetta guardia perché La Repubblica Dominicana dimostra di saper sfruttare i cali di concentrazione. Nel finale di set la Repubblica Dominicana rientra in partita grazie ad attacco e difesa. La battuta, viceversa, rimane il punto debole. L'Italia, viceversa, crolla: i sei errore punto azzurri lasciano vivo il set e lanciano la squadra allenata da Marcos Kwiek verso il rush finale avanti nel punteggio. La vera crescita delle caraibiche è in difesa, questo fondamentale fa la differenza con l'Italia che fatica per mettere palla a terra soprattutto con Antonella Del Core. Vince la Repubblica Dominicana 25-23. Un po' di demeriti azzurri, un po' i meriti delle dominicane e la gara torna improvvisamente equilibrata.
Nel terzo set si parte con un atteggiamento azzurro che non va: poca collaborazione e scarsa comunicazione sotto rete. A tenere a galla le caraibiche la solita Milagros Cabral, vero punto di riferimento per il gioco offensivo. In casa azzurra affiora il nervosismo e manca la fluidità ammirata nel primo parziale. A piccoli passi Costagrande e compagne ritrovano i colpi del loro repertorio e riescono a scoraggiare l'avanzata avversaria. E' la svolta, chiude la Gioli con la "prediletta" fast 25-19. Partenza sprint dell'Italia nel quarto parziale, le azzurre hanno fretta e vogliono chiudere bene il debutto ai Giochi olimpici. Un aiuto arriva pure dalla battuta insidiosa di Lucia Bosetti (rimane in campo tutto il set) che manda in tilt la ricezione dominicana. Poi il match per l'Italia diventa in discesa, questa volta il divario è troppo ampio per sprecarlo. La verve positiva delle Repubblica Dominicana cala e scompaiono alcune buone giocate che hanno ridato coraggio nel secondo set. Le azzurre possono guardare al futuro con fiducia (25-15). Nelle altre sfide del girone il Giappone domina contro le campionesse d'Africa dell'Algeria 3-0 e la Russia spazza via le padrone di casa della Gran Bretagna con lo stesso punteggio dopo un avvio poco brillante.