ISTANBUL - "Sono andato in Turchia, lo scorso settembre, ad Antalya. Tre giorni: andato, preso, tornato. Mi sono informato su internet, in quali paesi reperire l'eritropietina. Ho portato con me 1500 euro, li ho cambiati in lire turche, li ho messi sul banco del farmacista. Non ha fatto storie e mi ha dato quello che chiedevo. In certi paesi, quelli poveri, non chiedono la ricetta...".
REP TV Ankara: "Accuse scandalose"
FOTO Caso Schwazer sui siti esteri
Queste, in sintesi, le parole con cui Alex Schwazer ha raccontato come, quando e dove si è procurato la sostanza dopante rilevata da un controllo antidoping della Wada, con conseguente esclusione del marciatore, oro a Pechino nella 50 km, dai Giochi londinesi. Parole che, dalla conferenza stampa di Bolzano, hanno fatto il giro del mondo. Scatenando l'indignazione dei media turchi.
Poche ore dopo la confessione pubblica di Alex, ecco il sito del quotidiano Hurriyet titolare sulla sua homepage: "Ha preso il doping e dà la colpa alla Turchia". Poi, nell'articolo, si definiscono "brutte" la parole dell'ormai ex campione, giudizio espresso anche dal quotidiano Milliyet. Nell'articolo viene messo particolarmente in rilievo il fatto che la Turchia sia stata definita da Schwazer un "paese povero", dove basta il denaro per procurarsi senza problemi l'eritropoietina.
Il quotidiano Radikal si limita a definire la confessione "scioccante". Molto severa invece la stampa sportiva. Il giornale Samanyolu, il primo a dare la notizia, parla di "accusa scandalosa" da parte dell'atleta, mentre la testata on line 'Haber a' accusa l'azzurro di "calunnia".
La collaboratrice di Sabah Jasmine Taskin ha invitato Schwazer a rivelare con precisione in quale farmacia abbia comprato l'Epo, per consentire alle autorità turche di indagare. Antalya, località sul Mediterraneo, durante l'estate è meta di un flusso turistico internazionale, fatto di europei (in particolare russi e tedeschi) ma anche arabi, caucasici, ultimamente anche iracheni.
REP TV Ankara: "Accuse scandalose"
FOTO Caso Schwazer sui siti esteri
Queste, in sintesi, le parole con cui Alex Schwazer ha raccontato come, quando e dove si è procurato la sostanza dopante rilevata da un controllo antidoping della Wada, con conseguente esclusione del marciatore, oro a Pechino nella 50 km, dai Giochi londinesi. Parole che, dalla conferenza stampa di Bolzano, hanno fatto il giro del mondo. Scatenando l'indignazione dei media turchi.
Poche ore dopo la confessione pubblica di Alex, ecco il sito del quotidiano Hurriyet titolare sulla sua homepage: "Ha preso il doping e dà la colpa alla Turchia". Poi, nell'articolo, si definiscono "brutte" la parole dell'ormai ex campione, giudizio espresso anche dal quotidiano Milliyet. Nell'articolo viene messo particolarmente in rilievo il fatto che la Turchia sia stata definita da Schwazer un "paese povero", dove basta il denaro per procurarsi senza problemi l'eritropoietina.
Il quotidiano Radikal si limita a definire la confessione "scioccante". Molto severa invece la stampa sportiva. Il giornale Samanyolu, il primo a dare la notizia, parla di "accusa scandalosa" da parte dell'atleta, mentre la testata on line 'Haber a' accusa l'azzurro di "calunnia".
La collaboratrice di Sabah Jasmine Taskin ha invitato Schwazer a rivelare con precisione in quale farmacia abbia comprato l'Epo, per consentire alle autorità turche di indagare. Antalya, località sul Mediterraneo, durante l'estate è meta di un flusso turistico internazionale, fatto di europei (in particolare russi e tedeschi) ma anche arabi, caucasici, ultimamente anche iracheni.