PYEONGCHANG - Telefoni muti, connessione internet in tilt. Mentre allo stadio di PyeongChang ieri sera andava in scena la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali edizione numero XXIII e sugli spalti si consumava il rito delle prove di pace tra le due Coree, il mondo rimaneva in silenzio. Anzi, in panne: un attacco informatico ha interrotto tutte le comunicazioni. Niente selfie, niente post, niente email. Televisioni collegate a internet rimaste al buio. Nella sala stampa i giornalisti hanno avuto difficoltà a trasmettere le proprie cronache. I server sono stati spenti quando l'organizzazione si è accorta di un'anomalia nel traffico dei dati, per evitare danni ancora più gravi.
Il comitato organizzatore ne ha dato notizia stamane, quando anche il sito ufficiale delle Olimpiadi è tornato online: ieri sera è rimasto bloccato, con gli spettatori che non hanno potuto stampare il biglietto comprato per assistere alla cerimonia. In un comunicato, il comitato di PyeongChang ha spiegato che "per alcune ore abbiamo avuto problemi ai nostri sistemi ieri sera, ma non hanno interrotto alcun evento e non hanno avuto effetti sulla sicurezza di atleti e spettatori. Ci scusiamo per l'inconveniente causato a tutte le persone colpite. Tutto adesso sta funzionando bene come previsto e gli esperti di informatica stanno lavorando per tenere sotto controllo i sistemi". E risalire alla fonte dell'attacco.
È stato sferrato nella serata in cui molti erano gli obiettivi sensibili, come sempre in queste occasioni: per la presenza del pubblico, degli atleti e delle autorità, tra cui il vicepresidente americano Mike Pence, il presidente sudcoreano Moon Jae-in e la sorella del leader nordcoreano Kim Jong-un, Kim Yo Jong.
Il comitato organizzatore ne ha dato notizia stamane, quando anche il sito ufficiale delle Olimpiadi è tornato online: ieri sera è rimasto bloccato, con gli spettatori che non hanno potuto stampare il biglietto comprato per assistere alla cerimonia. In un comunicato, il comitato di PyeongChang ha spiegato che "per alcune ore abbiamo avuto problemi ai nostri sistemi ieri sera, ma non hanno interrotto alcun evento e non hanno avuto effetti sulla sicurezza di atleti e spettatori. Ci scusiamo per l'inconveniente causato a tutte le persone colpite. Tutto adesso sta funzionando bene come previsto e gli esperti di informatica stanno lavorando per tenere sotto controllo i sistemi". E risalire alla fonte dell'attacco.
È stato sferrato nella serata in cui molti erano gli obiettivi sensibili, come sempre in queste occasioni: per la presenza del pubblico, degli atleti e delle autorità, tra cui il vicepresidente americano Mike Pence, il presidente sudcoreano Moon Jae-in e la sorella del leader nordcoreano Kim Jong-un, Kim Yo Jong.