PYEONGCHANG - E' stata una festa, nonostante il diluvio di otto gol a zero piovuti sulla squadra coreana unificata di hockey femminile. Il gioiello della diplomazia del Cio, di Seul e di Pyongyang che hanno voluto essere presenti e godersi l'incredibile frutto della mediazione delle scorse settimana: nella tribuna del Kwandong Center si sono seduti il presidente della Corea del sud Moon Jae-in, la sorella del leader del nord Kim Yo-jong e il presidente del Cio Thomas Bach, ormai un terzetto scolpito nella storia di queste Olimpiadi invernali di PyeongChang. Sia Moon che Bach si sono congratulati alla fine con le giocatrici che hanno raccolto l'ovazione del pubblico.
Il significato di questa squadra non ha impedito al campo di emettere il suo duro verdetto, si sapeva che la Svizzera era n.6 del mondo mentre le Coree non erano nemmeno tra le prime venti. L'equilibrio è durato pochissimo, un parziale di 3-0 è stato seguito ad un altro 3-0 per chiudere con altri due reti di scarto. Ma questo non ha scoraggiato il pubblico, che ha sostenuto e festeggiato fino alla fine la squadra trascinato dalle cheerleader di Pyongyang, che hanno eseguito coreografie, cantato slogan ("Siamo la stessa cosa") e ritmato anche le canzoni occidentali nel loro abito rosso che creava macchie porpora all'interno del palaghiaccio.
Nella formazione iniziale schierata dalla coach canadese Sarah Murray non c'era nessuna giocatrice del nord, anzi ce n'erano due che giocano abitualmente negli Stati Uniti e in Canada. Ma già nel primo tempo ne sono entrate tre, compresa la portabandiera Hwang Chung Gum. Lunedì la Corea unita è attesa dall'esame della Svezia, poi arriverà il derby asiatico col Giappone, ma intanto la partita più importante, giocare dalla stessa parte, è già stata vinta.
Il significato di questa squadra non ha impedito al campo di emettere il suo duro verdetto, si sapeva che la Svizzera era n.6 del mondo mentre le Coree non erano nemmeno tra le prime venti. L'equilibrio è durato pochissimo, un parziale di 3-0 è stato seguito ad un altro 3-0 per chiudere con altri due reti di scarto. Ma questo non ha scoraggiato il pubblico, che ha sostenuto e festeggiato fino alla fine la squadra trascinato dalle cheerleader di Pyongyang, che hanno eseguito coreografie, cantato slogan ("Siamo la stessa cosa") e ritmato anche le canzoni occidentali nel loro abito rosso che creava macchie porpora all'interno del palaghiaccio.
Nella formazione iniziale schierata dalla coach canadese Sarah Murray non c'era nessuna giocatrice del nord, anzi ce n'erano due che giocano abitualmente negli Stati Uniti e in Canada. Ma già nel primo tempo ne sono entrate tre, compresa la portabandiera Hwang Chung Gum. Lunedì la Corea unita è attesa dall'esame della Svezia, poi arriverà il derby asiatico col Giappone, ma intanto la partita più importante, giocare dalla stessa parte, è già stata vinta.