Sci, Bassino: ''Ho messo a posto me stessa, ai Giochi per dare il meglio''
dalla nostra inviata ALESSANDRA RETICOHa 21 anni - la più giovane del gruppo delle gigantiste in gara a Pyeongchang - la sua prima volta alle Olimpiadi: ''Vedere la vita degli atleti, tutti con orari diversi, mi incuriosisce. Che emozione la cerimonia di apertura''
PYEONGCHANG - La chiamano Dory. "Come il pesciolino un po' svampito della Ricerca di Nemo". Magra, uno scricciolo, viso da bambina e bambina di fatto: ha 21 anni Marta Bassino, la piemontese di Borgo San Dalmazzo promessa dello sci. Quattro podi in coppa del mondo in carriera, oro nel gigante dei mondiali juniores 2014 a Jasná, in Slovacchia. Scia da quando ha due anni, papà Maurizio assicuratore con mamma Elena in ufficio, il fratello Matteo di 22 anni maestro di sci. Maestro di sci è anche il suo fidanzato, da tre anni. Ha iniziato la stagione a rilento e poi, prima di partire per PyeongChang, il quarto posto nel gigante di San Vigilio di Marebbe. E' la più giovane del gruppo delle gigantiste, tra i più forti in nazionale. Nella notte italiana (prima manche alle 2.15, seconda alle 5.45) insieme a Federica Brignone, 27 anni, Sofia Goggia, 25 e la veterana Manuela Moelgg, 34, Marta aprirà il cancelletto dei suoi primi Giochi.…
PYEONGCHANG - La chiamano Dory. "Come il pesciolino un po' svampito della Ricerca di Nemo". Magra, uno scricciolo, viso da bambina e bambina di fatto: ha 21 anni Marta Bassino, la piemontese di Borgo San Dalmazzo promessa dello sci. Quattro podi in coppa del mondo in carriera, oro nel gigante dei mondiali juniores 2014 a Jasná, in Slovacchia. Scia da quando ha due anni, papà Maurizio assicuratore con mamma Elena in ufficio, il fratello Matteo di 22 anni maestro di sci. Maestro di sci è anche il suo fidanzato, da tre anni. Ha iniziato la stagione a rilento e poi, prima di partire per PyeongChang, il quarto posto nel gigante di San Vigilio di Marebbe. E' la più giovane del gruppo delle gigantiste, tra i più forti in nazionale. Nella notte italiana (prima manche alle 2.15, seconda alle 5.45) insieme a Federica Brignone, 27 anni, Sofia Goggia, 25 e la veterana Manuela Moelgg, 34, Marta aprirà il cancelletto dei suoi primi Giochi.
Emozionata?
"Moltissimo. Ho impiegato qualche giorno per ambientarmi al Villaggio, per capire come girare, dove andare a mangiare e cose pratiche così. Anche sulla neve meno male che siamo arrivati qualche giorno prima perché sciare su questo fondo ci fa bene".
Cosa l'ha colpita di più?
"Vedere la vita degli atleti. E' bello, mi incuriosisce. Abbiamo tutti orari diversi, c'è chi va e c'è chi viene a pranzo, a qualsiasi ora, si organizza a seconda degli impegni e delle proprie abitudini, esigenze e gusti. E' interessante vedere come si comportano gli altri. E poi è stata bellissima l'esperienza della cerimonia di apertura, davvero emozionante".
Rispetto alla gara di gigante, si considera un'outsider o una favorita?
"Nessuna delle due cose. Mi considero Marta Bassino. Sono qui per fare la mia gara e dare il meglio di me e poi raccogliere quello che viene".
Per arrivarci, quest'anno ha dovuto penare.
"Diciamo anche che ho iniziato la stagione davvero male. Ho fatto molta fatica, non so perché ma non riuscivo proprio a sciare, sono arrivata a un momento di vera confusione. Un blocco più tecnico che mentale, mi sembrava di non saper più come si faceva una curva, proprio come se avessi disimparato. E il fatto di non riuscire a sciare come volevo insieme ai risultati che non arrivavano, mi hanno mandato in crisi".
Come ne è uscita?
"Dopo Kranjska Gora in Slovenia agli inizi di gennaio ho voluto mettere un punto a capo. Mi sono detta: voglio capire cosa c'è che non va. Ho parlato con gli allenatori, mi sono schiarita le idee e piano piano sono tornata a provare buone sensazioni. Infatti da lì subito si sono visti i risultati. Ma prima ho dovuto mettere a posto me stessa".
Emozionata?
"Moltissimo. Ho impiegato qualche giorno per ambientarmi al Villaggio, per capire come girare, dove andare a mangiare e cose pratiche così. Anche sulla neve meno male che siamo arrivati qualche giorno prima perché sciare su questo fondo ci fa bene".
Cosa l'ha colpita di più?
"Vedere la vita degli atleti. E' bello, mi incuriosisce. Abbiamo tutti orari diversi, c'è chi va e c'è chi viene a pranzo, a qualsiasi ora, si organizza a seconda degli impegni e delle proprie abitudini, esigenze e gusti. E' interessante vedere come si comportano gli altri. E poi è stata bellissima l'esperienza della cerimonia di apertura, davvero emozionante".
Rispetto alla gara di gigante, si considera un'outsider o una favorita?
"Nessuna delle due cose. Mi considero Marta Bassino. Sono qui per fare la mia gara e dare il meglio di me e poi raccogliere quello che viene".
Per arrivarci, quest'anno ha dovuto penare.
"Diciamo anche che ho iniziato la stagione davvero male. Ho fatto molta fatica, non so perché ma non riuscivo proprio a sciare, sono arrivata a un momento di vera confusione. Un blocco più tecnico che mentale, mi sembrava di non saper più come si faceva una curva, proprio come se avessi disimparato. E il fatto di non riuscire a sciare come volevo insieme ai risultati che non arrivavano, mi hanno mandato in crisi".
Come ne è uscita?
"Dopo Kranjska Gora in Slovenia agli inizi di gennaio ho voluto mettere un punto a capo. Mi sono detta: voglio capire cosa c'è che non va. Ho parlato con gli allenatori, mi sono schiarita le idee e piano piano sono tornata a provare buone sensazioni. Infatti da lì subito si sono visti i risultati. Ma prima ho dovuto mettere a posto me stessa".