Rio 2016

Rio 2016, Bach: "Il doping russo? Non vogliamo privare gli alteti del diritto di difendersi"

Il numero uno dello sport mondiale nel discorso d'apertura della 129esima sessione del Cio: "La giustizia deve essere indipendente dalla politica". Poi sulla città olimpica: "I siti sono pronti, la storia parlerà di una nuova Rio dopo i Giochi"

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RIO DE JANEIRO - Il discorso d'apertura  della 129esima sessione del Cio, il suo presidente non riesce a prescindere dal caso doping della Russia. E quella di Thomas Bach, presidente del Comitato olimpico internazionale, pare l'ennesima apertura agli atelti di Putin, con la difesa della scelta di affidare alle singole federazioni la scelta sull'eventuali esclusioni, per poi affidare il parre finale a una commissione di esperti dello stesso Cio: "Non si può privare un atleta di un diritto elementare - ha detto - che è poi quello di provare la sua innocenza. Non si può punire un uomo per le colpe del suo governo se non è direttamente implicato. E' una questione di giustizia. E la giustizia deve essere indipendente dalla politica. Chiunque risponda a una violazione della legge con un'altra violazione della legge distrugge la giustizia".

Toni più leggeri quando si parla della città e della manifestazione. Al via mancano pochissimi giorni, ma il numero uno dello sport mondiale non vuol sentir parlare dei ritardi di Rio: "I carioca sono pronti, i brasiliani sono pronti, i siti sono pronti e, cosa più importanti, gli atleti sono pronti. La storia parlerà di una Rio de Janeiro prima dei Giochi e di una Rio de Janeiro dopo i Giochi".