Colletta per un biglietto: il papà dell'olimpionico Hill ai Giochi grazie a Uber
dal nostro inviato ETTORE LIVINIEllis Hill, pensionato e autista della Pennsylvania, è il padre di Darrell, pesista Usa. Non aveva i soldi per andare a vedere il figlio: un passaggio in auto alla persona giusta ha fatto scattare l'idea: mobilitazione globale
RIO DE JANEIRO - La favola olimpica di Ellis Hill, pensionato e autista di Uber della Pennsylvania, è iniziata 10 giorni fa, il 26 luglio. Il suo cellulare ha emesso un bip. Sullo schermo è apparsa la chiamata per una corsa dall'aeroporto di Philadelphia. E ad aspettarlo al terminal ha trovato Liz Willock, la bionda impiegata che in quel viaggio avrebbe sconvolto la sua esistenza. "Devo andare a Cherry Hill", ha detto lei. Diciassette chilometri, dice Google Maps, 25 minuti di viaggio. Tempo di fare due chiacchere. E dopo pochi minuti Ellis, sorridendo sotto i suoi baffetti brizzolati, ha sfoderato l'orgoglio di padre: "Sa che mio figlio Darrell tra due settimane gareggerà alle Olimpiadi per gli Stati Uniti?". Liz ha fatto i complimenti, ha chiesto in che specialità (lancio del peso, poteva intuirlo dal corpone massiccio del babbo), poi gli ha posto la più naturale delle domande: "Quando partirà per andare a ve…
RIO DE JANEIRO - La favola olimpica di Ellis Hill, pensionato e autista di Uber della Pennsylvania, è iniziata 10 giorni fa, il 26 luglio. Il suo cellulare ha emesso un bip. Sullo schermo è apparsa la chiamata per una corsa dall'aeroporto di Philadelphia. E ad aspettarlo al terminal ha trovato Liz Willock, la bionda impiegata che in quel viaggio avrebbe sconvolto la sua esistenza. "Devo andare a Cherry Hill", ha detto lei. Diciassette chilometri, dice Google Maps, 25 minuti di viaggio. Tempo di fare due chiacchere. E dopo pochi minuti Ellis, sorridendo sotto i suoi baffetti brizzolati, ha sfoderato l'orgoglio di padre: "Sa che mio figlio Darrell tra due settimane gareggerà alle Olimpiadi per gli Stati Uniti?". Liz ha fatto i complimenti, ha chiesto in che specialità (lancio del peso, poteva intuirlo dal corpone massiccio del babbo), poi gli ha posto la più naturale delle domande: "Quando partirà per andare a vederlo?". Un attimo d'esitazione. Poi l'omone al volante ha deciso di dire la verità: "Niente Rio - ha confessato sorridendo - non posso permettermelo".
"Lì per lì sono rimasta senza parole - ha raccontato Willock -. Amo lo sport e la famiglia. Immagino quanto può soffrire un genitore che non riesce a seguire il figlio alle Olimpiadi". E nella sua testa è scattata la pazza idea. "Se trovasse un biglietto ci andrebbe?" ha chiesto Ellis. E di fronte al suo imbarazzo ("Dio Mio, non la conosco nemmeno!", ha risposto) ha fatto scattare la macchina organizzativa: ha chiamato l'agenzia per cui lavora - specializzata in organizzazioni di viaggi sanitari in giro per il mondo - e ha chiesto se poteva dare una mano per la logistica. Il giorno dopo ha messo in piedi una campagna di crowdfunding per raccogliere i soldi necessari a mandare Ellis a Rio. E la gara di solidarietà è scattata virale online.
"Aiutate il papà del mio compagno di allenamenti a coronare il suo sogno", ha scritto su Twitter l'argento mondiale Ryan Withing. Pochi minuti dopo sono iniziate a piovere offerte: Uber ci ha messo 1.500 dollari di tasca sua decine di donatori digitali, 152 in tutto, hanno versato oboli di pochi dollari. In 48 ore si è raggiunta la cifra necessaria (7.500 dollari) e domenica scorsa, mentre usciva da messa, Ellis ha scoperto - ascoltando una radio locale - che il suo sogno era diventato realtà. Tra pochi giorni - grazie allo spirito d'iniziativa di Liz - sbarcherà sotto il Corcovado per applaudire il "piccolo" Darrell (si fa per dire, è alto 1,91, pesa 145 kg. e lancia a 21,24 metri di distanza una palla di ferro da 7,2 kg.) in corsa per una medaglia. "Non lo vedo da due mesi per via degli allenamenti, sono felice" ha confessato Ellis. "Con tutte le brutte cose che succedono nel mondo sono contenta di essere stata utile per realizzare il desiderio di una persona che lo meritava", ha commentato Liz. "Dio è buono, grazie a tutti!", ha twittato l'atleta americano. La partenza per Rio è prevista nei prossimi giorni. All'aeroporto Uber manderà una sua macchina a prendere un emozionatissimo Ellis. E lui, per una volta, salirà in auto dalla portiera del cliente.
"Lì per lì sono rimasta senza parole - ha raccontato Willock -. Amo lo sport e la famiglia. Immagino quanto può soffrire un genitore che non riesce a seguire il figlio alle Olimpiadi". E nella sua testa è scattata la pazza idea. "Se trovasse un biglietto ci andrebbe?" ha chiesto Ellis. E di fronte al suo imbarazzo ("Dio Mio, non la conosco nemmeno!", ha risposto) ha fatto scattare la macchina organizzativa: ha chiamato l'agenzia per cui lavora - specializzata in organizzazioni di viaggi sanitari in giro per il mondo - e ha chiesto se poteva dare una mano per la logistica. Il giorno dopo ha messo in piedi una campagna di crowdfunding per raccogliere i soldi necessari a mandare Ellis a Rio. E la gara di solidarietà è scattata virale online.
"Aiutate il papà del mio compagno di allenamenti a coronare il suo sogno", ha scritto su Twitter l'argento mondiale Ryan Withing. Pochi minuti dopo sono iniziate a piovere offerte: Uber ci ha messo 1.500 dollari di tasca sua decine di donatori digitali, 152 in tutto, hanno versato oboli di pochi dollari. In 48 ore si è raggiunta la cifra necessaria (7.500 dollari) e domenica scorsa, mentre usciva da messa, Ellis ha scoperto - ascoltando una radio locale - che il suo sogno era diventato realtà. Tra pochi giorni - grazie allo spirito d'iniziativa di Liz - sbarcherà sotto il Corcovado per applaudire il "piccolo" Darrell (si fa per dire, è alto 1,91, pesa 145 kg. e lancia a 21,24 metri di distanza una palla di ferro da 7,2 kg.) in corsa per una medaglia. "Non lo vedo da due mesi per via degli allenamenti, sono felice" ha confessato Ellis. "Con tutte le brutte cose che succedono nel mondo sono contenta di essere stata utile per realizzare il desiderio di una persona che lo meritava", ha commentato Liz. "Dio è buono, grazie a tutti!", ha twittato l'atleta americano. La partenza per Rio è prevista nei prossimi giorni. All'aeroporto Uber manderà una sua macchina a prendere un emozionatissimo Ellis. E lui, per una volta, salirà in auto dalla portiera del cliente.