Rio 2016, il campione con l'ombrello: vince l'oro e non vuole andarsene
Thiago non voleva più uscire dal campo. Aveva il sopra della tuta di qua, le scarpe chiodate buttate di là, la testa chissà dove e il cuore ancora alto. Quando l'addetta ai concorrenti, alta esattamente la metà di lui ma felice almeno quanto lui per quanto era accaduto e di quanto ancora stava accadendo all'interno dello Stadio Olimpico, con la torcida operante come se la gara non fosse finita e l'oro del salto con l'asta non avesse ancora un padrone, gli si avvicina per chiedergli di spicciarsi (perché alla fine anche uno Stadio Olimpico deve chiudere…) lui sorride e dice: "Arrivo!". Raccoglie tutto in fretta e furia, butta gli indumenti quasi tutti bagnati per la pioggia nella borsa e la segue facendo passerella sotto la tribuna centrale davanti a un pubblico estasiato. Era bellissimo e umanissimo. Thiago Braz stava diventando il primo campione olimpico con l'ombrello. Più che verso la gloria sembrava diretto alla fermata dell'autobus in una giornata d'autunno