✕

Rio 2016, 5 milioni e mezzo di premi per gli azzurri: "Ma prendiamo meno di Pellé"

Spesa record del Coni per gli atleti, ma pesa un'aliquota del 42 per cento. "Per un oro riceviamo meno di quanto prende Pellé in due giorni di allenamento in Cina"
1 minuti di lettura
RIO DE JANEIRO - L'altra faccia della medaglia, anzi del medagliere, è un conto da far impallidire il tesoriere del Coni: 5 milioni e 400mila euro. È il totale dei premi che il Comitato olimpico italiano dovrà pagare entro il 31 dicembre agli atleti italiani andati a medaglia. «Siamo già oltre le somma spesa a Londra». I fattori che hanno fatto lievitare il conto sono due. Il pimo: l’incremento previsto a maggio dalla giunta Coni del corrispettivo dovuto in caso di oro. A Londra ai vincitori delle gare andavano 140mila euro, qui a Rio 150 mila (le “tariffe” per argento e bronzo restano inalterate, 75 e 50mila).

Il secondo è lo splendido comportamento negli sport di squadra: il bonus viene attribuito ai singoli giocatori. La cosa a suo modo beffarda è che, tranne il Coni e Malagò - entusiasti per l’andamento ben oltre le aspettative: Sport Illustrated ci attribuiva 20 medaglie, di cui 6 ori - ques…
RIO DE JANEIRO - L'altra faccia della medaglia, anzi del medagliere, è un conto da far impallidire il tesoriere del Coni: 5 milioni e 400mila euro. È il totale dei premi che il Comitato olimpico italiano dovrà pagare entro il 31 dicembre agli atleti italiani andati a medaglia. «Siamo già oltre le somma spesa a Londra». I fattori che hanno fatto lievitare il conto sono due. Il pimo: l’incremento previsto a maggio dalla giunta Coni del corrispettivo dovuto in caso di oro. A Londra ai vincitori delle gare andavano 140mila euro, qui a Rio 150 mila (le “tariffe” per argento e bronzo restano inalterate, 75 e 50mila).

Il secondo è lo splendido comportamento negli sport di squadra: il bonus viene attribuito ai singoli giocatori. La cosa a suo modo beffarda è che, tranne il Coni e Malagò - entusiasti per l’andamento ben oltre le aspettative: Sport Illustrated ci attribuiva 20 medaglie, di cui 6 ori - questi 5,4 milioni di euro scontentano un po’ tutti. Sui social network da giorni si fa osservare che l’Italia è tra i paesi occidentali quello che paga di più i suoi vincitori. L’Australia dà 112mila euro, la Francia 50mila, gli Usa 22,5mila, la Germania 20mila, la Gran Bretagna 0.

La polemica non tiene conto di altri fattori: ogni sistema ha i suoi equilibri. Basti tenere presente che la trionfale spedizione olimpica inglese a Rio è stata costruita con un budget di 350 milioni di sterline utilizzati per la preparazione dei soli atleti di élite: cifre impensabili per il sistema italiano. Ma i famosi 5,4 milioni del Coni, scontentano gli stessi medagliati. Perché sono da considerarsi al lordo di un’aliquota del 42%.
 
Insomma, lo Stato si riprende circa la metà dell’ammontare con cui celebra i trionfi, innescando, ad ogni quadriennio, la stessa polemica: «Alla fine - diceva ieri un medagliato - per un oro olimpico prendiamo meno di quanto prende Pellè in due giorni di allenamento in Cina». La terza componente scontentata dalle dinamiche di distribuzione di questo tesoretto è quella tecnica: negli ultimi quattro anni numerosi, prestigiosi e “medagliati” tecnici azzurri, hanno lasciato l’Italia per andare in Paesi che pagano molto meglio. Possibile che non si riesca a razionalizzare meglio le spese e provare a trattenerli?