Rio 2016, Neymar regala l'oro al Brasile nel calcio: la Germania si inchina ai rigori
Il Brasile ha vinto l'oro olimpico di calcio alle Olimpiadi di Rio 2016 battendo la Germania per 6-5 dopo i rigori (1-1 il risultato al termine dei 120 minuti di gioco). Dopo l'errore dal dischetto di Petersen per i tedeschi, il penalty decisivo è stato trasformato da Neymar, che è scoppiato in un pianto liberatorio. Per la nazionale verdeoro si tratta del primo oro olimpico della sua storia nel calcio. Un trionfo che cancella, almeno in parte, i brutti ricordi del Mondiale del 2014 giocato in casa: il Brasile venne infatti eliminato dai tedeschi in semifinale, al termine di un match finito clamorosamente 7-1.
Rio 2016, le lacrime di Neymar per il primo oro nel calcio del Brasile
Un pianto liberatorio per scaricare tutta la tensione. Lacrime di gioia, con la consapevolezza di aver regalato al suo Paese il primo oro olimpico nella storia del calcio. Neymar ha appena battuto il rigore che ha mandato al tappeto la Germania e ha regalato al Brasile la medaglia più ambita ai Giochi di Rio 2016
Poi la partita è cominciata su registri diversi, meno votati al Carnevale, perché le gare che si devono soltanto vincere non sono mai comode. Il Brasile lo sapeva, ed è rimasto attento a non scoprirsi neppure quand’era in fase d’attacco. Non troppi colpi di tacco (qualcuno sì, compreso un numero da circo di Neymar con palla pizzicata per impennare la palombella), molta concentrazione e molta profetica paura che qualcosa potesse sporcare la serata di gloria.
Sembrava tutto facile, ma i legni centrati dai tedeschi erano un segnale. Infatti è bastato correggere un poco la direzione dei tiri ed ecco il meritato pareggio al 59’: Meyer è tutto solo a centro area e può trasformare questa specie di rigore senza arbitro, lo stesso rigore, ma stavolta vero, che al Brasile sarà negato al 74’, quando Luan cade in area e l’arbitro iraniano Faghani dice che non è niente. Pochi minuti prima, il molto celebrato Gabigol, assai deludente qui ai Giochi, era stato sostituito dal laziale Felipe Anderson. Ed è chiaro che col trascorrere dei minuti il Brasile ha visto prendere forma tutti i suoi fantasmi e anche di più. Nessuno di loro è andato via fino all’epilogo, non certo ai supplementari e men che mai durante i calci di rigore, un finale che più denso non si poteva immaginare. Poi il drammone, le lacrime e l’estasi.
NEYMAR: "ORA I CRITICI DEVO RIMANGIARSI TUTTO" - A fine partita Neymar si toglie la siddisfazione di replicare alle accuse che i brasiliani avevano rivolto a lui e alla squadra: "E' una delle cose migliori, che mi sia successa nella vita. Adesso i critici devono rimangiarsi tutto". Alla fine è stato suo il tiro dagli undici metri che ha fatto la storia. "L'unica cosa che avevo in testa era che dovevo segnarlo. Non posso descrivere le mie emozioni, ho realizzato il mio sogno e averlo fatto nel mio Paese mi rende molto orgoglioso". Poi l'annuncio a sorpresa: "Non sarò più il capitano del Brasile. Oggi, da campione, lascio la fascia di capitano - ha spiegato a GloboTv - Sono stato contento di riceverla, è stato un onore, ma oggi la cedo. Tite può scegliere un altro capitano".
Gabriel Jesus festeggia invece indossando la maglia di Fernando Prass, portiere costretto a dare forfait a pochi giorni dal via al torneo per infortunio: "Ho pensato di ricordarlo nel miglior modo possibile". A prendere il suo posto è stato Weverton, che ha consentito a Neymar di entrare nell'olimpo brasiliano con la parata sul rigore precedente di Petersen. E che dell'episodio dà una lettura quasi mistica: "Dio mi ha benedetto. L'oro è nostro ma appartiene a Dio, ho detto a Neymar che Dio gli ha dato una seconda chance, ama lui come ama tutta la squadra".