ROMA - Niente da fare per l'Italia di volley femminile nella gara di esordio ai Giochi olimpici. Le azzurre vengono sconfitte dalla Serbia 0-3 (25-27, 20-25, 23-25), in ottanta minuti di partita e cominciano con il piede sbagliato l'avventura a cinque cerchi. Il gruppo allenato dal ct Marco Bonitta tornerà sotto rete lunedì alle 14.30 contro la Cina. Le asiatiche, a sorpresa, nella prima giornata sono finite ko contro l'Olanda. L'Italia, si sapeva, è in un girone davvero tosto, ma contro la Serbia deve fare mea culpa per aver gettato al vento l'occasione (tre set point sprecati) di chiudere e portare a casa il primo set. L'opportunità perduta segna l'intero prosieguo della sfida con la Serbia che tiene a bada le volenterose azzurre. Nel sestetto di partenza il tecnico ravennate si affida alle giovani con Orro in regia, Egonu opposto, Sylla a schiacciare e Chirichella al centro. Ad alzare la media dell'età e dell'esperienza sono la capitana Del Core e Martina Guiggi. Nel corso della gara spazio poi alla veterana per eccellenza Eleonora Lo Bianco, richiamata dal ct a inizio luglio, che soprattutto nel terzo set fa sentire la sua presenza nella distribuzione dei palloni. Le difficoltà in ricezione (la più ricercata dal servizio avversario è Sylla), comunque, non consentono di sviluppare un gioco continuo e in grado di dare fastidio a una Serbia, viceversa, ben organizzata. La mina vagante, così come è stata definita l'Italia, del torneo, quindi, non riesce a impensierire più di tante le favorite avversarie. Lo slancio del set inziale si scontra con la dura realtà di un torneo competitivo che, a conti fatti, dopo la prima giornata diventa ancora più in salita. Il sorriso azzurro è tutto nella carica della "ragazzina terribile" Paola Egonu, ormai consacrata opposto, che chiude una buona gara con 19 punti, tre muri, due ace e il quaranta per cento in fase offensiva e nelle difese di Monica De Gennaro. Per il resto troppi errori, difficile così restare in corsa contro una Serbia che può contare su 21 punti di Mihajlovic e 20 punti di Boskovic. Si tratta di due giocatrici che hanno davvero fatto la differenza e si candidano a diventare stelle della competizione brasiliana.
L'Italia funziona. Nel primo set il motore azzurro gira bene con muro, difesa e attacco a tenere le ragazze allenate da Bonitta in partita. Si gioca punto a punto fino al rush finale. L'unica cosa che non va è la mancanza di coraggio nei momenti decisivi della sfida, un atteggiamento che costa caro. In una partita olimpica, per giunta contro una squadra spietata che non regala niente, Chirichella e compagne sprecano la bellezza di tre set point per poi soccombere alla prima occasione da parte delle avversaria. Inevitabile contraccolpo psicologico in avvio di secondo set e crollo delle giovani ragazze italiane, la Serbia ne approfitta e mette un divario di punti importante. L'Italia prova a rientrare in partita, per lunghi tratti gioca alla pari con la Serbia ma, rispetto, al primo parziale fatica di più in attacco. Le ragazze guidate dalla regista Ognjenovic vanno via in scioltezza e le certezze dell'Italia si sgretolano sotto i colpi delle avversarie. Allora è il momento di mettere da parte la linea cosiddetta "verde" per dare spazio in regia a Eleonora Lo Bianco e nel ruolo di opposto a Nadia Centoni. La spinta psicologica non dà i frutti sperati e si torna alla diagonale Orro-Egonu. La Serbia non rallenta e ottiene il doppio vantaggio. Terzo set fotocopia del precedente con la Serbia padrona in avvio di periodo. La decisione di Bonitta, a questo punto, è di affidarsi in regia a Lo Bianco con Orro che torna in panchina. Si vede al centro Danesi per una spenta Chirichella. Un sussulto nella fase centrale del set, con Paola Egonu in cattedra, riavvicina l'Italia alle balcaniche. Il finale punto a punto premia di nuovo la Serbia. Tra gli altri risultati di giornata da segnalare l'impresa dell'Olanda che supera la Cina al tie break 3-2. Mentre gli Stati Uniti hanno asfaltato il Porto Rico per 3-0. Nel girone A la Corea del Sud ribalta il pronostico contro il Giappone vincendo 3-1, tutto facile per il Brasile contro il Camerun e per la Russia (otto ace di Kosianenko) sull'Argentina.
Roberto Marcelletti
L'Italia funziona. Nel primo set il motore azzurro gira bene con muro, difesa e attacco a tenere le ragazze allenate da Bonitta in partita. Si gioca punto a punto fino al rush finale. L'unica cosa che non va è la mancanza di coraggio nei momenti decisivi della sfida, un atteggiamento che costa caro. In una partita olimpica, per giunta contro una squadra spietata che non regala niente, Chirichella e compagne sprecano la bellezza di tre set point per poi soccombere alla prima occasione da parte delle avversaria. Inevitabile contraccolpo psicologico in avvio di secondo set e crollo delle giovani ragazze italiane, la Serbia ne approfitta e mette un divario di punti importante. L'Italia prova a rientrare in partita, per lunghi tratti gioca alla pari con la Serbia ma, rispetto, al primo parziale fatica di più in attacco. Le ragazze guidate dalla regista Ognjenovic vanno via in scioltezza e le certezze dell'Italia si sgretolano sotto i colpi delle avversarie. Allora è il momento di mettere da parte la linea cosiddetta "verde" per dare spazio in regia a Eleonora Lo Bianco e nel ruolo di opposto a Nadia Centoni. La spinta psicologica non dà i frutti sperati e si torna alla diagonale Orro-Egonu. La Serbia non rallenta e ottiene il doppio vantaggio. Terzo set fotocopia del precedente con la Serbia padrona in avvio di periodo. La decisione di Bonitta, a questo punto, è di affidarsi in regia a Lo Bianco con Orro che torna in panchina. Si vede al centro Danesi per una spenta Chirichella. Un sussulto nella fase centrale del set, con Paola Egonu in cattedra, riavvicina l'Italia alle balcaniche. Il finale punto a punto premia di nuovo la Serbia. Tra gli altri risultati di giornata da segnalare l'impresa dell'Olanda che supera la Cina al tie break 3-2. Mentre gli Stati Uniti hanno asfaltato il Porto Rico per 3-0. Nel girone A la Corea del Sud ribalta il pronostico contro il Giappone vincendo 3-1, tutto facile per il Brasile contro il Camerun e per la Russia (otto ace di Kosianenko) sull'Argentina.
Roberto Marcelletti