Tiro a segno, Campriani ancora d'oro nella carabina: trionfo all'ultimo tiro
dal nostro inviato MARCO MENSURATI
Niccolò Campriani con la medaglia d'oro (lapresse)
L'azzurro, campione olimpico in carica, si impone nella tre posizioni 50 metri davanti al russo Kamensky. E' il secondo titolo a Rio dopo quello nella carabina 10 metri. Probabilmente sarà la sua ultima gara: pronto un posto di lavoro nella Silicon Valley. "Però mi sono divertito molto..."
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RIO DE JANEIRO - Con una finale incredibile, Niccolò Campriani vince la medaglia d'oro nella carabina 50 metri a tre posizionie e bissa il succeso di quattro anni fa a Londra. Il successo del tiratore fiorentino, il secondo a Rio dopo quello nella carabina 10 metri, chiude la settimana d'oro dei tiratori italiani. Dopo una qualificazione stentata - Campriani è entrato per pochissimi punti nell'ultima posizione disponibile - l'atleta italiano ha dominato l'intera finale, arrivando al duello per l'oro con il russo Kamensky. All'ultimo colpo, Campriani ha realizzato un deludente 9,2 ma proprio mentre si preparava a tornare a casa con l'argento al collo, il suo rivale si è liquefatto in un misero 8,3. Il toscano ha chiuso le tre serie in ginocchio davanti a tutti, con un parziale di 155.1; da sdraiato ha raggiunto quota 310.0, a pari merito con il russo Kamenskiy, mentre nelle due serie in piedi è passato in seconda posizione.
Rio 2016, tiro a segno: Campriani vince ancora la medaglia d'oro
Il campione olimpico Niccolò Campriani vince la medaglia d'oro nella carabina tre posizioni 50 metri ai Giochi di Rio 2016. L'azzurro bissa così l'oro di Londra 2012 e conquista la seconda medaglia d'oro in queste Olimpiadi brasiliane. Il tiratore della Fiamme Gialle vince la gara con il punteggio di 458.8, record olimpico davanti al russo Sergey Kamensky, argento, con 458.5. Decisivo per Campriani, che all'ultimo tiro ha messo a segno un 9.2, il pessimo 8.3 del russo. Medaglia di bronzo al francese Alexis Raynaud con 448.4. E' il settimo oro conquistato da un italiano a Rio
Potrebbe essere stato questo l'ultimo trionfo del tiratore azzurro, per cui è già pronto un posto di lavoro nella Silicon Valley. "Non ne avevo più, l'oro è stato un regalo. E' stata una settimana pazzesca, ero preoccupato perché, dopo l'oro, ho dormito poco. Non riuscivo a scrollarmi l'adrenalina: l'eliminazione di Petra (Zublasing, la sua compagna, ndr), le sfide dei compagni, poi ho cercato di prendere tutto alla leggera e oggi sono stato fortunato, pescando la finale per niente" ha detto Campriani dopo la premiazione. "Queste finali 'back to zero' sono micidiali, ne avevo già pagato le conseguenze. Pensavo fosse ultima gara, però mi sono divertito molto. Sono contentissimo della finale che ho fatto. E' pazzesco arrivare a due ori, non me l'aspettavo. Ero sicuro che sarebbe stata ultima olimpiade e quindi vediamo cosa succederà. Alla fine ero stanchissimo, tiravo tra un battito di cuore e l'altro ed è andata bene. Kamensky è stato il migliore e forse ha sbagliato a tirare dopo di me. Il mormorio del pubblico lo avrà disturbato...". Infine una curiosità: Il fucile di Campriami ha avuto un problema tecnico, tanto che il tiratore ha dovuto usare quello della sua compagna Petra.
Rio 2016, la filosofia dell'oro Campriani: "Ricordati di dimenticare la paura"
"Ho perso le Olimpiadi. È una frase strana da pronunciare. Nessuno 'perde le Olimpiadi'. Qualcuno le vince, gli altri partecipano, nessuno le perde". Così inizia il suo libro - 'Ricordati di dimenticare la paura' - Niccolò Campriani, 28enne mancino nativo di Firenze. Nel volume, uscito nel 2013, l'atleta esprime tutta la delusione per l'esito di Pechino 2008. Quell'anno la paura lo ha fermato un attimo prima del trionfo. Il "blocco dell'ultimo colpo" si rivela per Niccolò un problema più grande del previsto: si trasferisce in America alla ricerca della tranquillità interiore. E del "colpo perfetto", un'ossessione che l'azzurro, in America, è riuscito a materializzare nella sua mente. "L’obiettivo è farlo diventare così familiare da poterlo riprodurre in qualunque momento - scrive Campriani - [...] "Ho imparato a costruire dighe perfette, ormai. Non penso a vincere, penso solo a riprodurre quel 'gesto' o, meglio, a fare in modo che quel gesto si riproduca da sé. E ci riesco". A otto anni di distanza, la paura Niccolò deve averla di fatto sconfitta, o almeno dimenticata. Come dimostrano le prestazioni perfette ai Giochi di Rio 2016, che gli hanno permesso di vincere due medaglie d'oro