Sochi 2014

Danza, Cappellini-Lanotte: "Siamo carichi. Le responsabilità non ci spaventano"

La coppia azzurra, dopo l'oro agli Europei del ghiaccio di Budapest, punta ad una medaglia anche alle Olimpiadi di Sochi: "Ci alleneremo ancora una settimana, siamo fiduciosi. Abbiamo voglia di lottare con il coltello tra i denti"

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SOCHI (Russia) - Anna Cappellini e Luca Lanotte non hanno intenzione di fermarsi all'oro conquistato ai recenti Europei del ghiaccio di Budapest. Quella medaglia li ha fatti scoprire al grande pubblico e adesso la coppia azzurra della danza rappresenta una chance in più per l'Italia ai Giochi invernali di Sochi 2014, anche se la concorrenza sarà ben più agguerrita e di qualità rispetto alla rassegna continentale da poco andata in archivio. "Dopo gli Europei c'è stato un calo inevitabile, ora ci alleneremo ancora per una settimana - spiega la Cappellini - Non ci stiamo creando delle aspettative, pensiamo a prepararci al meglio senza però farci spaventare dal peso della responsabilità. Siamo fiduciosi e carichi".

La notorietà rafforzata dal trionfo europeo non ha cambiato granchè lo scorrere del tempo della coppia d'oro, una volta unita anche nella vita, ora legata da amicizia ferrea e unità d'intenti. "Abbiamo voglia di lottare con il coltello tra i denti - prosegue Lanotte - ma un atleta non è una macchina. E anche per questo dico che ci piacerebbe un'esperienza televisiva, magari anche in un reality. Non so quanto ancora pattineremo, siamo felici e ci piace anche l'allenamento, però siamo aperti anche a nuove esperienze". Il loro rapporto, assicurano in coro, "è scoppiettante, siamo due caratteri forti e le discussioni ci sono, però siamo anche molto amici e sappiamo sempre arrivare ad un punto d'accordo".

Nell'immaginario collettivo, Cappellini-Lanotte hanno preso il posto di un altro duo leggendario del ghiaccio, quello formato da Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio. Ma con un distinguo, anche questo dichiarato all'unisono. Difficilmente un appassionato dimenticherà quanto successe a Torino 2006, lo sguardo 'killer' della Fusar Poli rivolto al collega al termine dell'esercizio olimpico macchiato da un grave errore di Margaglio: "In quello sguardo di Barbara c'era tanta delusione però una reazione del genere non ci appartiene. Insomma, noi non lo faremmo mai".