SOCHI (Russia) - Non c'è due senza tre, recita il detto. Dopo due bronzi, ottenuti a Torino 2006 e Vancouver 2010, Arianna Fontana è a Sochi per tentare ancora l'assalto al podio olimpico, magari ad un gradino superiore. La 23enne pattinatrice di Sondrio, vincitrice della Coppa del Mondo di short track 2012 e specialista dei 500 metri, in Piemonte fu la più giovane azzurra di sempre a conquistare una medaglia alle Olimpiadi Invernali.
Oggi, la valtellinese è maturata, anche perché ad un passo dalle nozze, che celebrerà a maggio, sul Lago di Como, con il suo fidanzato, il 30enne e collega Anthony Lobello, che ha fatto valere le sue radici calabresi per ottenere la cittadinanza italiana e anche la Nazionale. Viene dalla Florida, Lobello, ed è anche il critico più attento della Fontana, che prima di convolare a nozze organizzerà negli States una grande festa di finanzamento.
Prima, però, ci sono i Giochi russi da onorare e l'azzurra, che dopo la 'ribellione' di Vancouver ha cambiato i tecnici affidando le sue preziose lame a due coach canadesi non ha intenzione di farsi distrarre dai tumulti del cuore. "Qui è stupendo, hanno fatto le cose in grande ed è bello avere gli impianti tutti vicini. E' comodo andarci a piedi". L'Iceberg Skating Palace è infatti a pochi minuti di camminata dal Villaggio atleti, un modo per vivere ancora più intensamente le emozioni di una rassegna a cinque cerchi. "Sto bene e sono tranquilla - assicura l'azzurra, reduce dal bronzo conquistato agli Europei di Budapest - C'è da aggiustare qualche piccolo dettaglio con le lame in base al ghiaccio. Gli scommettitori mi danno tra le favorite? No, non leggo queste cose...".
Avere accanto il suo futuro marito significa poter contare "sul suo sostegno, e questo è un valore aggiunto. Alle volte è anche più critico degli allenatori, mi dice sempre di stare più bassa, mi dà quei consigli nelle piccole cose che aiutano. Anche io ovviamente lo guardo in pista, ci diamo una mano a vicenda".
L'Olimpiade è blindata per motivi di sicurezza ma questo non le crea uno stress ulteriore: "Siamo qui dal 31 gennaio e l'atmosfera olimpica si avvertiva anche se c'era poca gente. E' vero, ci sono molte procedure di sicurezza, ma niente di oppressivo". Lavorando con i coach canadesi, rispetto a quattro anni orsono la Fontana si sente "migliorata, come tutta la squadra, ed i risultati si vedono. E' cambiata qualche modalità di allenamento, si fa meno quantità e più lavoro specifico, però se trovassi tutto questo noioso me ne starei a casa...". Lunedì prossimo ci sono subito le batterie dei 'suoi' 500 metri da affrontare: "Il mio obiettivo principale - conclude la campionessa lombarda - è arrivare in finale in tutte le distanze. Sarà dura ma scenderò in pista per dare il massimo e sono sicura che me la giocherò".
Oggi, la valtellinese è maturata, anche perché ad un passo dalle nozze, che celebrerà a maggio, sul Lago di Como, con il suo fidanzato, il 30enne e collega Anthony Lobello, che ha fatto valere le sue radici calabresi per ottenere la cittadinanza italiana e anche la Nazionale. Viene dalla Florida, Lobello, ed è anche il critico più attento della Fontana, che prima di convolare a nozze organizzerà negli States una grande festa di finanzamento.
Prima, però, ci sono i Giochi russi da onorare e l'azzurra, che dopo la 'ribellione' di Vancouver ha cambiato i tecnici affidando le sue preziose lame a due coach canadesi non ha intenzione di farsi distrarre dai tumulti del cuore. "Qui è stupendo, hanno fatto le cose in grande ed è bello avere gli impianti tutti vicini. E' comodo andarci a piedi". L'Iceberg Skating Palace è infatti a pochi minuti di camminata dal Villaggio atleti, un modo per vivere ancora più intensamente le emozioni di una rassegna a cinque cerchi. "Sto bene e sono tranquilla - assicura l'azzurra, reduce dal bronzo conquistato agli Europei di Budapest - C'è da aggiustare qualche piccolo dettaglio con le lame in base al ghiaccio. Gli scommettitori mi danno tra le favorite? No, non leggo queste cose...".
Avere accanto il suo futuro marito significa poter contare "sul suo sostegno, e questo è un valore aggiunto. Alle volte è anche più critico degli allenatori, mi dice sempre di stare più bassa, mi dà quei consigli nelle piccole cose che aiutano. Anche io ovviamente lo guardo in pista, ci diamo una mano a vicenda".
L'Olimpiade è blindata per motivi di sicurezza ma questo non le crea uno stress ulteriore: "Siamo qui dal 31 gennaio e l'atmosfera olimpica si avvertiva anche se c'era poca gente. E' vero, ci sono molte procedure di sicurezza, ma niente di oppressivo". Lavorando con i coach canadesi, rispetto a quattro anni orsono la Fontana si sente "migliorata, come tutta la squadra, ed i risultati si vedono. E' cambiata qualche modalità di allenamento, si fa meno quantità e più lavoro specifico, però se trovassi tutto questo noioso me ne starei a casa...". Lunedì prossimo ci sono subito le batterie dei 'suoi' 500 metri da affrontare: "Il mio obiettivo principale - conclude la campionessa lombarda - è arrivare in finale in tutte le distanze. Sarà dura ma scenderò in pista per dare il massimo e sono sicura che me la giocherò".