Sochi 2014

Inaugurazione, uno show da 400 milioni. Ma Sochi è un cantiere

La cerimonia di apertura si preannuncia tra le più sfarzose di sempre, con Vladimir Putin inevitabilmente al centro dell'attenzione. Su 87 nazioni presenti, ci saranno 40 capi di Stato, mai così tanti per i giochi del ghiaccio e della neve. Tutto però stona con il disastro organizzativo di hotel non finiti e alloggi fatiscenti
dall'inviato MATTIA CHIUSANO

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SOCHI - "Dai tempi della Seconda Guerra mondiale non c'è mai stata un'identificazione così stretta tra un'Olimpiade ed un singolo leader" scrive l'Independent, e questa celebrazione solenne, ipertecnologica, capitalista e macchiata dalle polemiche sugli hotel come una camicia di seta di sugo di pomodoro avviene domani. In uno scenario, c'è da starne sicuri, mozzafiato, con i meravigliosi impianti illuminati dai fuochi d'artificio che coloreranno le loro vetrate, le loro scorze vetro e acciaio di enormi tartarughe spiaggiate di fronte al Mar Nero.

Un colpo d'occhio che contrasta con il disastro organizzativo dei cantieri ancora aperti, degli hotel non finiti o non realizzati, degli alloggi fatiscenti e delle stanze prive di riscaldamento per giornalisti e addetti ai lavori di questi Giochi costati cifre incredibili. Tutto, nella cerimonia inaugurale al Fisht Stadium, pagata 540 milioni di dollari (400 milioni di euro), porterà inevitabilmente verso Vladimir Putin, dall'orario messianico d'inizio, 20,14 ora locale, le 17,14 in Italia, allo show che ripercorrerà le tre ere della Russia che si concludono in questi giorni, in questa Olimpiade costata addirittura più di Pechino, 51 miliardi di dollari.

"Il numero di capi di stato presenti è paragonabile ai migliori che abbiamo mai avuto nella storia dei Giochi" annuncia trionfante il portavoce del Cio Mark Adams, confermando la tesi italiana che gli assenti hanno sempre torto. Il premier Enrico Letta arriverà oggi, incontrerà Putin, assisterà alla cerimonia. Domani appuntamento con la squadra italiana, la stampa, prima di andare a tifare per Andrea Giovannini nei 1500 del pattinaggio di velocità e ripartire per l'Italia. Più di quaranta leader, per "solo" 87 nazioni presenti alla sfilata. Ma per i Giochi di neve e ghiaccio è record. La ottantottesima nazione, l'India, si presenta sotto la bandiera olimpica avendo il comitato olimpico locale squalificato dal Cio. Sfilata delle nazioni secondo l'alfabeto cirillicio, l'Italia seguirà la Spagna. Solo atleti e tecnici, niente accompagnatori, la novità del presidente del Coni Giovanni Malagò. Rispetto a Londra si partirà subito con la parata delle squadre per permettere agli atleti di tornare presto anche nel Mountain Village. Armin Zoeggeler, portabandiera azzurro, ha accettato il ruolo di alfiere a patto di poter lasciare prima possibile il Fisht Stadium in vista della gara della sera dopo. Anche Aksel Lund Svindal, portabandiera norvegese, sarà impegnato il giorno dopo nelle prove della discesa e non può fare tardi. La Russia ha invece scelto un bobbista, Alexander Zubkov, preferendolo al pattinatore Evgeni Plushenko e alla star dell'NHL Ilya Kovalchuk. Scelto low profile anche per gli americani, con Todd Lodwick della combinata nordica. Poi, da sabato, le prime medaglie: l'Italia incrocia le dita, dopo la delusione di Vancouver 2010.