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Innerhofer, vittoria nata al computer

dall'inviato ALESSANDRA RETICO

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SOCHI - L'ha studiata, cercata, amata. L'ex playboy delle nevi Christof Innerhofer l'ha sciupata di sguardi e carezze, poi l'ha sposata: la discesa di Sochi, prima gara delle Olimpiadi russe, è d'argento per lui. Il finanziere di Gais, 29 anni, è secondo a soli 6 centesimi dall'oro del 24enne austriaco Matthias Mayer (terzo il norvegese Jansrud), che è campione prima di essere un vincente in coppa ("Non capisco cosa significa essere campione olimpico. Questa è la prima volta che mi trovo su un podio") ma d'altra parte l'arte di vincere ce l'ha in corpo, è figlio di Helmut che vinse l'argento in Super-G a Calgary '88. Anche Innerhofer, alla sua terza Olimpiade e alla prima solo come apripista, non lo sapeva. Deluso per quei pochi attimi che separano dalla vetta? "Per niente, io volevo una medaglia e basta. A quel distacco non ci penso neanche, bisogna non solo guardare avanti ma anche dietro: il bronzo è a 4 centesimi. Volevo una medaglia, di qualsiasi colore".

Ed è un colore forte, importante, che abbaglia tutti i favoriti della vigilia: quarto il norvegese Svindal, quello che chiamano il vichingo, in testa alla classifica della discesa in coppa, tra i migliori nelle preve dei giorni scorsi. Delusissimo il vecchio lupo americano Bode Miller, 36 anni, che si deve accontentare di un ottavo posto alla fine: era l'uomo davvero da battere e invece si abbatte, si siede sconsolato al traguardo mentre sua moglie, la pallavolista Morgan Beck, fa una smorfia e lo guarda triste. Esulta senza freni invece Christof: all'arrivo si gira verso il tabellone, urla, alza il braccio in cielo, si inginocchia. Pazzo di felicità. Lo è l'Italia e che si ricorda solo di un oro olimpico in discesa, quello di Zeno Colò ma è del 1952, e di un bronzo nel '76 a Innsbruck di Herbert Plank. Inner, come lo chiamano, è il solo uomo d'argento. "Avrei firmato per una medaglia in discesa" dice tra le lacrime il direttore tecnico degli azzurri Claudio Ravetto. "Innerhofer è stato bravissimo, questa medaglia se l'è costruita, analizzata, pensata". Dieci ore di video, per sezionare il tracciato punto per punto. Hanno lavorato tutti benissimo".

Con Peter Fill, settimo a 0"49 dal vincitore, Dominik Paris 11esimo a 0"90 e Werner Heel 12esimo a 0"93. Ma Christof l'ha vista di più, questa gara. Dice ancora il ct: "E' una pista che sembra disegnata per lui e lui l'ha studiata in profondità. Un tracciato che forse è tra i più moderni del mondo". Moderno come Inner, il più espansivo tra gli sciatori del gruppo, il più solare, quasi temperamento del sud. "Per me è un sogno, la medaglia olimpica era l'unica cosa che mi mancava". Effettivamente, per il resto ha tutto: tre medaglie ai Mondiali 2011 di Garmisch e 6 vittorie in coppa del mondo. Quest'anno ha fatto fatica, il suo miglior piazzamento in coppa è stato un quarto posto. Ha problemi annosi alla schiena, per cui va a curarsi regolarmente ogni settimana a Monaco. "Ma nelle ultime settimane stavo meglio, mi sentivo bene, certo ieri sera mi è salita un po' di nervosismo pre gara. Normale, è un' Olimpiade. Ringrazio i miei genitori, è solo per loro che sono qui. E mio zio, che mi ha aiutato tanto, e che è venuto a mancare l'altro anno". Ora cosa altro vuoi, ancora Inner? "Questa medaglia mi mancava, la volevo con tutto me stesso. Non sono sazio, no, ma con i miei problemi fisici non posso più fare quello che voglio rispetto agli altri atleti, m i devo gestire, quindi non so se riuscirò a continuare per uno, tre, cinque anni. Per questo cerco di godermi il momento, di divertirmi. Ho affrontato questa Olimpiade come ormai faccio con qualsiasi gara: come un'occasione".

Ed è tornato a essere Winnerhofer, come la stampa straniera lo soprannominò a Garmisch, mondiali 2011. "Dopo le medaglie di Garmisch, le vittorie a Beaver Creek, di nuovo Garmisch in Coppa del Mondo e Wengen, il mio grande sogno era vincere la medaglia ai Giochi. Non sono come altri che puntano alla Coppa di disciplina o generale, con le mie condizioni non sarebbe realistico. Punto gara per gara e sono contento e orgoglioso che oggi sia riuscito a fare la manche migliore di tutto l'anno". La migliore da molto tempo, per un paese intero.