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"Abbiamo donne d'oro, poi
Di Centa e Piller Cottrer"

Il cittì azzurro dello sci di fondo, Silvio Fauner, fa le carte ai Giochi per quel che riguarda la sua squadra: "Il settore femminile ha sorpassato il maschile,  Follis e Longa le nostre stelle. Spero in due o tre podi"
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VANCOUVER - Lui è il ragazzo che ci fece godere a Lillehammer 1994. Il fondista che strozzò l'urlo in gola a quel fenomeno di Bjorn Daehlie e agli ottantamila norvegesi che non aspettavano altro che celebrare la loro grande staffetta. Per intenderci, fu come battere il Brasile al Maracanà dribblando Pelè. Lui, Silvio Fauner detto solo Silvio, all'epoca aveva 26 anni. Oggi, sedici anni dopo, oggi si trova dall'altra parte, quella di chi sta in panchina e decide. E' - ormai da tre anni - il ct dell'Italia dello sci di fondo, la specialità che salvò i Giochi di Torino 2006 con gli ori della staffetta maschile e di Giorgio Di Centa.

Quello però è il passato. A Vancouver cosa accadrà?

"Torino è stata un'Olimpiade super. Forse irripetibile".

Eccolo, il ct che mette le mani avanti.

"No, sono solo una persona ragionevole".

Effettivamente in quattro anni qualcosa è cambiato.

"Tanto, se vogliamo parl…
VANCOUVER - Lui è il ragazzo che ci fece godere a Lillehammer 1994. Il fondista che strozzò l'urlo in gola a quel fenomeno di Bjorn Daehlie e agli ottantamila norvegesi che non aspettavano altro che celebrare la loro grande staffetta. Per intenderci, fu come battere il Brasile al Maracanà dribblando Pelè. Lui, Silvio Fauner detto solo Silvio, all'epoca aveva 26 anni. Oggi, sedici anni dopo, oggi si trova dall'altra parte, quella di chi sta in panchina e decide. E' - ormai da tre anni - il ct dell'Italia dello sci di fondo, la specialità che salvò i Giochi di Torino 2006 con gli ori della staffetta maschile e di Giorgio Di Centa.

Quello però è il passato. A Vancouver cosa accadrà?

"Torino è stata un'Olimpiade super. Forse irripetibile".

Eccolo, il ct che mette le mani avanti.

"No, sono solo una persona ragionevole".

Effettivamente in quattro anni qualcosa è cambiato.

"Tanto, se vogliamo parlarne".

Le donne hanno fatto il sorpasso.

"Così dicono i fatti. Follis e Longa oggi sono le punte della spedizione".

E ai maschi cosa è successo?

"Intanto Giorgio Di Centa sarà il portabandiera. Un riconoscimento a quello che è accaduto quattro anni fa".

Questa è una premessa. E poi?

"Poi sono certo che farà bene. Se questo basterà per la medaglia onestamente non lo so".

Dietro però c'è poco.

"Abbiamo anche Pietro Piller Cottrer: anche lui può darci delle belle soddisfazioni".

Facciamo il gioco dei perché?

"Proviamoci, cercherò di essere il più bravo possibile".

Perché dovremmo puntare sul fondo?

"Perché c'è gente che ha lavorato sodo".

Perché dovremmo crederle?

"Perché sono una persona seria".

Perché ha accettato di fare il ct?

"Perché me lo hanno proposto?".

Va bene. Lo sa che ha tutto da perdere?

"Lo so".

E allora?

"Spero di prendere due o tre podi".

Con gli uomini o con le donne?

"Perché non con entrambi?".

Se dico che ci giochiamo molto, se non tutto, nella prima giornata sbaglio di molto?

"No. Però avremo altre cartucce da sparare".

Le staffette stavolta non sembrano poter pretendere un podio.

"E chi lo dice? Mai vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso. Si dice così, no?".

Suvvia, faccia i nomi di chi ci porterà le medaglie.

"Follis, Longa, Di Centa e Piller Cottrer. Loro sono i probabili. Poi, se qualcuno vuol sorprendermi...".

Per quanto tempo si vede ct?

"Per carità... io navigo a vista. Adesso sono qui e va bene così".

Un'ultima cosa: lei adotta la gestione dura o democratica?

"Democratica. Sempre. Io ci parlo con le persone".

Anche quando tocca spiegare le esclusioni?

"Soprattutto in quei momenti. Sono pagato anche per questo".