Vancouver 2010

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Olimpiadi senza freddo
Ma Rogge è tranquillo

Temperature primaverili a Vancouver: il numero 1 del Cio non si preoccupa: "I nostri tecnici hanno verificato la situazione, nessun problema"

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VANCOUVER - Il freddo, questo sconosciuto. Lasciati alle spalle i totem che sorvegliano l'area arrivi dell'aeroporto di Vancouver, uscendo all'aria aperta la sensazione è netta, inequivocabile: il freddo che accompagna ogni edizione dei Giochi Invernali è una pallida presenza, sfumata dall'aria umida dell'oceano che fa assomigliare la metropoli canadese più a Hong Kong che alla Torino olimpica, alla soporifera Salt Lake City, alla spettrale Nagano, o al gelo brutale dei primi giorni di Lillehammer '94.

Il freddo, quindi la neve, sono un problema. Non bastano i cannoni che hanno salvato tante stazioni invernali, per coprire le piste dell'elemento chiave di ogni edizione olimpica hanno dovuto utilizzare camion, elicotteri carichi di neve riportata. Non è la prima volta, a Cortina nel '56 si massacrarono di lavoro gli alpini, ma certo il Canada in inverno fa pensare a ben altri scenari. Neve a tonnellate, abeti e sequoie secolari imbiancate, quasi sepolte. Invece alcuni siti olimpici stanno mettendo in difficoltà gli organizzatori, pronti a chiudere le piste al pubblico nelle scorse settimane, addirittura ad utilizzare balle di paglia per creare un cuscinetto tra la nuda terra e la neve raccolta in cima alle montagne. A preoccupare non sono tanto i resort di Whistler Mountain, dove si svolgeranno sci alpino, sci di fondo ed altre discipline: "I discesisti si dovranno solo abituare a scendere su una pista divisa in tre sezioni: in alto è inverno, in mezzo sembra di essere alla fine dell'inverno. Nella parte bassa è primavera" ha spiegato il direttore di gara Guenther Hujara.

Il vero nodo della manifestazione sono i pendii di Cypress Mountain, sede delle gare di snowboard, freestyle. Laggiù la pioggia e le temperature eccezionalmente alte rispetto alle medie stagionali hanno fatto disastri, costringendo il Vanoc, il comitato organizzatore, a sforzi incredibili per farsi trovare pronti all'ora X. Gli elicotteri hanno scaricato ottocento balle di paglia da 300 chili, mentre altre 250 balle sono state trasportate con altri mezzi. Dal picco pù alto di Cypress i gatti delle nevi stanno spingendo da giorni verso il basso enormi quantità di neve: l'obiettivo è non modificare il programma olimpico, confermando le gare nella località di West Vancouver anche se il tempo non dovesse migliorare. Gli straordinari del comitato organizzatore lasciano tranquillo il Cio, convinto che alla fine tutto andrà per il verso giusto: "Non abbiamo preoccupazioni di alcun tipo. E non c'è nessun piano B" ha spiegato il presidente Jacques Rogge, "sopravvissuto" ad una vigilia di Pechino olimpica in cui sembrava che atleti, dirigenti e giornalisti dovessero aggirarsi per la città con la maschera antigas a causa dell'inquinamento. Il teporino di Vancouver, rispetto alle previsioni di allora, è solo un piccolo acciacco stagionale.