Vancouver 2010

LA DECISIONE

Slittino, gara più corta
dopo la tragedia

La partenza della prova degli uomini è stata abbassata: si gareggerà sullo stesso percorso. Lunghezza minore, diminuiranno quindi la pendenza e la velocità. La federazione internazionale ha ribadito che la morte dell'atleta georgiano è stata una fatalità provocata da un suo errore

1 minuti di lettura
WHISTLER - Slittino, si corre ugualmente, nonostante la morte del georgiano Nodar Kumariteshvili. Il  tracciato è stato però corretto e reso meno pericoloso. La Federazione internazionale di slittino ha infatti sentenziato che il georgiano è stato vittima di un suo grave errore perché ha cercato di correggere la caduta in modo troppo brusco, venendo così sbalzato in aria a 144 km orari. Così stanotte (in Italia) ci sono le prime due manche e domani le ultime decisive due discese. In ogni caso, anche se la morte del georgiano è stata una fatalità, il ghiaccio della fcurva 16, l'ultima parabolica prima dell'arrivo, è stata lisciato ancora con la fiamma ossidrica per togliere anche la minima asperità. E la paratia di protezione finale è stata alzata, così come sono stati coperti i pali di ferro che sorreggono la tettoria finale, contro uno dei quali si è schiantato Kumariteshvili. Ma soprattutto le ultime prove e le gare si faranno su un tracciato più corto, quello delle donne. La partenza è stata dunque abbassata, con pista più corta e soprattutto con meno pendenza e dunque meno velocità.

Anche gli azzurri ieri - come tutte le squadre, alcune delle quali pure con l'aiuto dello psicologo - hanno tenuto una lunga riunione, rivedendo e studiando quel che è successo. Per capire, arrabbiarsi, dare suggerimenti e chiedere cambiamenti. Ma soprattutto -  a gestire l'incontro c'era l'allenatore capo Walther Plaikner - per rielaborare tutto quel che è aaccaduto. E alla vittoria pensa Armin Zoeggeler. L'azzurro - che gareggia insieme ai compagni di squadra  Reinhold Rainer e David Maier - ha davanti un obiettivo storico: tre medaglie d'oro in tre Olimpiadi. Il carabiniere meranese in questi drammatici giorni è rimasto come sempre assolutamente concentrato. Non ha mai lasciato il villaggio olimpico, interdetto ai giornalisti, se non per raggiungere la pista di gara. Pochissime parole, se non con gli allenatori ed i compagni di squadra. E' arrivata la sua grandissima occasione e farà di tutto per non lasciarsela sfuggire.