VANCOUVER - Svegliati Italia. Otto giorni di gare, solo quattro medaglie. Il bilancio parziale, al momento del giro di boa, dice che sulla neve non siamo da G8, almeno all'Olimpiade di Vancouver 2010. Per vari motivi, anche quello di non essere presenti - o competitivi - in discipline come hockey, curling, skeleton, freestyle, snowboard e skicross. Troppe assenze, onestamente, per poter sperare in un medagliere ricco. Il problema è che al momento latitano anche le specialità che a noi sono più tradizionali, come l'alpino, lo slittino, persino il fondo. Unico sport in controtendenza è la combinata nordica: ha sfatato il suo tabù con la prima medaglia olimpica della sua storia.
Ieri Johanna Schnarf ha sfiorato il bronzo nel SuperG, però abbiamo abdicato dal podio della pursuit maschile, una gara (la combinata 15 km tc+15 km tl) che ci ha quasi sempre sorriso. Dodicesimo Di Centa, quattordicesimo Piller Cottrer. E, nel pattinaggio veloce, inutili anche i tentativi di rivincita di Enrico Fabris, decimo nei 1500 metri.
Dunque, qualche problema c'è: l'Italia è solo diciannovesima, posizione non degna dello status sportivo del paese. La difesa degli azzurri è "non fare processi, non è ancora tempo". Vero, inutile fare polemiche con i Giochi 'in progress'. Ci sono effettivamente altri otto giorni di battaglie e sfide olimpiche, quindi il tempo per risalire la china c'è. Bisogna però cogliere le occasioni, sperare che anche la fortuna ci dia una mano (al momento sono tre le medaglie di "legno", cioè i quarti posti: Heel, Schnarf e Oberstolz/Gruber). I primi segnali della riscossa dovrebbero già arrivare nei prossimi due giorni: oggi da Peter Fill, Christof Innerhofer, Manfred Moelgg, Dominik Paris nella supercombinata, domani sera dalle team sprint (Zorzi/Pasini, Follis/Genuin) del fondo. Niente processi allora, ma diamoci una svegliata.
Ieri Johanna Schnarf ha sfiorato il bronzo nel SuperG, però abbiamo abdicato dal podio della pursuit maschile, una gara (la combinata 15 km tc+15 km tl) che ci ha quasi sempre sorriso. Dodicesimo Di Centa, quattordicesimo Piller Cottrer. E, nel pattinaggio veloce, inutili anche i tentativi di rivincita di Enrico Fabris, decimo nei 1500 metri.
Dunque, qualche problema c'è: l'Italia è solo diciannovesima, posizione non degna dello status sportivo del paese. La difesa degli azzurri è "non fare processi, non è ancora tempo". Vero, inutile fare polemiche con i Giochi 'in progress'. Ci sono effettivamente altri otto giorni di battaglie e sfide olimpiche, quindi il tempo per risalire la china c'è. Bisogna però cogliere le occasioni, sperare che anche la fortuna ci dia una mano (al momento sono tre le medaglie di "legno", cioè i quarti posti: Heel, Schnarf e Oberstolz/Gruber). I primi segnali della riscossa dovrebbero già arrivare nei prossimi due giorni: oggi da Peter Fill, Christof Innerhofer, Manfred Moelgg, Dominik Paris nella supercombinata, domani sera dalle team sprint (Zorzi/Pasini, Follis/Genuin) del fondo. Niente processi allora, ma diamoci una svegliata.