VANCOUVER - Ora può ritirarsi in pace. Con l'oro olimpico al collo la missione è finalmente compiuta. Complimenti a Bode Miller. Non c'era riuscito a Salt Lake City 2002, neppure a Torino 2006, ha realizzato il capolavoro a Vancouver, nella combinata. E meno male che voleva darsi al tennis. Bode Miller ha rifilato l'ultima zampata, quando meno ce l'aspettavamo. Diceva che era stufo, ed invece zitto zitto s'allenava. Non ha partecipato a niente per tutta la stagione per arrivare in forma qui. D'altronde cosa doveva farsene della Coppa del Mondo un tipo che ha vinto in tutte le specialità dello sci alpino? Che ne ha già due, in bacheca, di Coppe del Mondo? Voleva cancellare quello zero dal suo palmares, l'assenza di un oro olimpico.
Ce l'ha fatta, l'ha acciuffato all'ultimo tentativo. Ha fatto felice anche l'America che lo apprezza per le sue ruvidezze, per le sue scelte, per il suo modo di fare.
Sappiamo in fondo tutto, di questo cow-boy delle montagne. Della sua educazione, ricevuta dai suoi genitori, degli hippy che vollero crescere i loro quattro figli a contatto con la natura. Della sua predisposizione per lo sport, dell'utilizzo (primo) dei carver. Della sua sciata anomala, spericolata. Ha dimostrato di non essere un pupazzo, di non essere gestibile. La sua rottura con la federazione americana, la creazione di un suo team di sci rientrano nel suo personaggio. Così come il camper e una solitudine cercata a tutti i costi.
Gli ultimi due anni sono stati i suoi più mosci, soprattutto il 2009: tutti lo hanno dato per finito, lo hanno considerato come il vecchio campione che ancora non si arrende. Ora devono ricredersi, davanti a questo 32enne testardo e talentuoso.
S'è tolto l'ultimo sassolino, Bode. Ora vuole divertirsi, giocare con lo sport. Tenterà la qualificazione per gli US Open di tennis. Non è la sua ultima guasconata, Miller da juniores ha vinto tornei di tennis. Certo, non vorrà sfidare Federer&Nadal, solo realizzare un suo sogno personale. Lo Slam dello sci è completato, giusto chiudere con una volèe.
Ce l'ha fatta, l'ha acciuffato all'ultimo tentativo. Ha fatto felice anche l'America che lo apprezza per le sue ruvidezze, per le sue scelte, per il suo modo di fare.
Sappiamo in fondo tutto, di questo cow-boy delle montagne. Della sua educazione, ricevuta dai suoi genitori, degli hippy che vollero crescere i loro quattro figli a contatto con la natura. Della sua predisposizione per lo sport, dell'utilizzo (primo) dei carver. Della sua sciata anomala, spericolata. Ha dimostrato di non essere un pupazzo, di non essere gestibile. La sua rottura con la federazione americana, la creazione di un suo team di sci rientrano nel suo personaggio. Così come il camper e una solitudine cercata a tutti i costi.
Gli ultimi due anni sono stati i suoi più mosci, soprattutto il 2009: tutti lo hanno dato per finito, lo hanno considerato come il vecchio campione che ancora non si arrende. Ora devono ricredersi, davanti a questo 32enne testardo e talentuoso.
S'è tolto l'ultimo sassolino, Bode. Ora vuole divertirsi, giocare con lo sport. Tenterà la qualificazione per gli US Open di tennis. Non è la sua ultima guasconata, Miller da juniores ha vinto tornei di tennis. Certo, non vorrà sfidare Federer&Nadal, solo realizzare un suo sogno personale. Lo Slam dello sci è completato, giusto chiudere con una volèe.