WHISTLER - La più piccola è lei, Federica Brignone, 19 anni e tanta voglia di sorprendere il mondo. La più grande le sta a fianco, Denise Karbon, 30 anni ad agosto, esperienza da vendere, un argento in gigante ai mondiali di St. Moritz nel 2003, un bronzo tre anni fa ad Aare. L'Italia si affida a loro, e alle altre due azzurre in gara, Nicole Gius e Manuele Moelgg, per rompere il tabù e conquistare la prima medaglia olimpica nello sci alpino a Vancouver. Sempre che in serata non ci pensino i gigantisti azzurri a salire sul podio e a regalare un sorriso alle spedizione italiana.
NON CI NASCONDIAMO - "Non dobbiamo nasconderci - dice il direttore tecnico della squadra azzurra Michael Mair -, tutte e quattro le nostre ragazze sono in grado di entrare nelle dieci, la neve è bella così come la pista. Sono molto tranquillo e fiducioso perché abbiamo fatto tutto quello che serviva per prepararci al meglio". Denise Karbon è la leader del gruppo. "Non ho paura di sbagliare - spiega - i due quarti posti di Val d'Isere sono amari ma ormai alle spalle. L'infortunio al ginocchio è dimenticato, sarà una bella prova per me e voglio dare il massimo anche perché potrebbe essere la mia ultima Olimpiade. Le avversarie? Le americane stanno andando molto forte, hanno già vinto medaglie e quindi spingeranno perché non hanno più nulla da perdere".
FAVOLA BRIGNONE - Sta vivendo una specie di favola Federica Brignone, figlia di Maria Rosa Quaria, ex grande della valanga rosa. Vuole stupire, Fede. Intanto si gode la sua prima volta alle Olimpiadi. ''E' un'esperienza fantastica e sono felice di viverla così - dice -, al villaggio, in città, con le compagne. E' la cosa più bella che mi è capitata sino adesso, in 19 anni. E' un'esperienza che non voglio legare solo alla mia gara ma anche a tutta quella che è la vita olimpica". ''Di quarti posti in questa stagione di coppa del mondo ne ho fatti due, con il podio vicinissimo. Adesso basta. In coppa questo può anche avere senso, ma alle Olimpiadi contano solo le medaglie, il resto vale niente. Sono qui per vincere una medaglia. Ci proverò e se non riesco ci riproverò la prossima volta, alle prossime Olimpiadi".
NON CI NASCONDIAMO - "Non dobbiamo nasconderci - dice il direttore tecnico della squadra azzurra Michael Mair -, tutte e quattro le nostre ragazze sono in grado di entrare nelle dieci, la neve è bella così come la pista. Sono molto tranquillo e fiducioso perché abbiamo fatto tutto quello che serviva per prepararci al meglio". Denise Karbon è la leader del gruppo. "Non ho paura di sbagliare - spiega - i due quarti posti di Val d'Isere sono amari ma ormai alle spalle. L'infortunio al ginocchio è dimenticato, sarà una bella prova per me e voglio dare il massimo anche perché potrebbe essere la mia ultima Olimpiade. Le avversarie? Le americane stanno andando molto forte, hanno già vinto medaglie e quindi spingeranno perché non hanno più nulla da perdere".
FAVOLA BRIGNONE - Sta vivendo una specie di favola Federica Brignone, figlia di Maria Rosa Quaria, ex grande della valanga rosa. Vuole stupire, Fede. Intanto si gode la sua prima volta alle Olimpiadi. ''E' un'esperienza fantastica e sono felice di viverla così - dice -, al villaggio, in città, con le compagne. E' la cosa più bella che mi è capitata sino adesso, in 19 anni. E' un'esperienza che non voglio legare solo alla mia gara ma anche a tutta quella che è la vita olimpica". ''Di quarti posti in questa stagione di coppa del mondo ne ho fatti due, con il podio vicinissimo. Adesso basta. In coppa questo può anche avere senso, ma alle Olimpiadi contano solo le medaglie, il resto vale niente. Sono qui per vincere una medaglia. Ci proverò e se non riesco ci riproverò la prossima volta, alle prossime Olimpiadi".