VANCOUVER - Dopo la delusione nei 5000 e nei 1500 metri, ancora una delusione per Enrico Fabris, stavolta senza neanche scendere in pista. Il campione olimpico di Torino ha infatti deciso solo questa mattina di non prendere parte alla gara dei 10.000 metri per un'indisposizione durante la notte. Al pattinatore azzurro adesso resterebbe solo la gara a squadre della staffetta. "A colazione ha cominciato ad avvertire giramenti di testa, senso di nausea, non era il caso di gareggiare in queste condizioni", ha spiegato il ct azzurro del pattinaggio di velocità, Maurizio Marchetto.
"Siamo venuti qui come da programma ma i sintomi sono peggiorati e gareggiare non avrebbe avuto senso - continua - In dubbio per la gara a squadre? Non ci penso nemmeno, speriamo di no. Certo, se la prova fosse oggi non saremmo messi bene ma abbiamo il tempo per rimetterci in sesto, confido che già domani possa stare bene".
Marchetto fa poi il bilancio della situazione: "La gara dei 5000 per me è stata come un brutto sogno, sembrava che tutto funzionasse bene", e circa il futuro (contratto in scadenza il 30 giugno ed offerte dall'estero) non si sbilancia: "Se non rimango non è colpa mia, io vorrei rimanere, non ho mai pensato di non poter più lavorare con Enrico. A fine Giochi, comunque, faremo le considerazioni del caso".
L'oro dei 10.000 è andato al coreano Seung-Hoon Lee, che conquista così la sua secondo medaglia olimpica dopo l'argento nei 5.000, con tanto di nuovo record olimpico (12'58"55). Un titolo a cinque cerchi che Lee sembrava aver perso, assieme al primato, dopo la prova di Sven Kramer, che in chiusura di gara aveva fermato il cronometro a 12'54"50. Ma il 23enne olandese è stato squalificato per invasione di corsia. Il titolo va così a Lee, davanti al russo Ivan Skobrev (13'02"07), allievo del ct azzurro Marchetto e già bronzo nei 5.000, mentre si piazza terzo l'olandese Bob De Jong (13'06"73).
"Siamo venuti qui come da programma ma i sintomi sono peggiorati e gareggiare non avrebbe avuto senso - continua - In dubbio per la gara a squadre? Non ci penso nemmeno, speriamo di no. Certo, se la prova fosse oggi non saremmo messi bene ma abbiamo il tempo per rimetterci in sesto, confido che già domani possa stare bene".
Marchetto fa poi il bilancio della situazione: "La gara dei 5000 per me è stata come un brutto sogno, sembrava che tutto funzionasse bene", e circa il futuro (contratto in scadenza il 30 giugno ed offerte dall'estero) non si sbilancia: "Se non rimango non è colpa mia, io vorrei rimanere, non ho mai pensato di non poter più lavorare con Enrico. A fine Giochi, comunque, faremo le considerazioni del caso".
L'oro dei 10.000 è andato al coreano Seung-Hoon Lee, che conquista così la sua secondo medaglia olimpica dopo l'argento nei 5.000, con tanto di nuovo record olimpico (12'58"55). Un titolo a cinque cerchi che Lee sembrava aver perso, assieme al primato, dopo la prova di Sven Kramer, che in chiusura di gara aveva fermato il cronometro a 12'54"50. Ma il 23enne olandese è stato squalificato per invasione di corsia. Il titolo va così a Lee, davanti al russo Ivan Skobrev (13'02"07), allievo del ct azzurro Marchetto e già bronzo nei 5.000, mentre si piazza terzo l'olandese Bob De Jong (13'06"73).