Fondo, flop azzurro
La staffetta solo nona
Checchi, Di Centa, Piller Cottrer e Zorzi arrivano staccati di oltre due minuti dalla Svezia, medaglia d'oro davanti a Norvegia e Repubblica Ceca. Gli azzurri, che non mancavano l'appuntamento con il podio da Calgary '88, erano campioni uscenti
WHISTLER - Continua anche nel fondo il flop azzurro ai Giochi di Vancouver. La staffetta 4x10 km uomini, sempre sul podio da Albertville '92 e campione uscente, non va oltre il nono posto, staccata di 2'11''2 dalla Svezia, medaglia d'oro col tempo finale di 1h45'05"4. Argento alla Norvegia, seconda a 15"9, bronzo per la Repubblica Ceca, in ritardo di 16"5. Il quartetto azzurro era composto da Valerio Checchi, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi. Nelle ultime edizioni delle Olimpiadi, la staffetta azzurra aveva ottenuto l'argento nel 1992, l'oro nel 1994, ancora l'argento nel '98 e nel 2002 e poi il trionfo di quattro anni fa a Torino. Per ritrovare gli azzurri dal podio bisogna tornare a Calgary '88, sempre in Canada, con Barco, Walder, Vanzetta e De Zolt quinti.
"Così è frustrante - dice Piller a fine gara - ci siamo trovati talmente indietro che nemmeno io sono riuscito a fare il solito lavoro sporco. Nessuno si aspettava l…
"Così è frustrante - dice Piller a fine gara - ci siamo trovati talmente indietro che nemmeno io sono riuscito a fare il solito lavoro sporco. Nessuno si aspettava l…
WHISTLER - Continua anche nel fondo il flop azzurro ai Giochi di Vancouver. La staffetta 4x10 km uomini, sempre sul podio da Albertville '92 e campione uscente, non va oltre il nono posto, staccata di 2'11''2 dalla Svezia, medaglia d'oro col tempo finale di 1h45'05"4. Argento alla Norvegia, seconda a 15"9, bronzo per la Repubblica Ceca, in ritardo di 16"5. Il quartetto azzurro era composto da Valerio Checchi, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi. Nelle ultime edizioni delle Olimpiadi, la staffetta azzurra aveva ottenuto l'argento nel 1992, l'oro nel 1994, ancora l'argento nel '98 e nel 2002 e poi il trionfo di quattro anni fa a Torino. Per ritrovare gli azzurri dal podio bisogna tornare a Calgary '88, sempre in Canada, con Barco, Walder, Vanzetta e De Zolt quinti.
"Così è frustrante - dice Piller a fine gara - ci siamo trovati talmente indietro che nemmeno io sono riuscito a fare il solito lavoro sporco. Nessuno si aspettava l'oro, ma al bronzo puntavamo. Ci dispiace perché si interrompe una tradizione, ma non siamo proprio da rottamare". A Checchi il rimpianto di essere il solo ancora a corto di medaglie olimpiche: "Questo è un motivo buono per andare avanti". Zorzi parla dei materiali, perché ormai "serve il top, e quelli giusti fanno la differenza. Ma ci vorranno anni per tornare al vertice". Di Centa si defila: "Sono molto dispiaciuto, ho sbagliato la scelta degli sci".
Al ct Silvio Fauner, che ha preso in consegna tre anni fa il fondo azzurro, la constatazione più amara: "Stiamo pagando il lavoro non fatto a livello giovanile, qui c'erano atleti presenti anche a Nagano. Ma a tre anni dai Giochi non si poteva investire su una generazione nuova, e io ho dovuto proseguire con i campioni di sempre. E credo sia stata la scelta giusta. A livello olimpico certo si chiude un'era, ma non ditemi che il movimento è morto. Bisogna cambiare rotta e investire sui giovani".
"Così è frustrante - dice Piller a fine gara - ci siamo trovati talmente indietro che nemmeno io sono riuscito a fare il solito lavoro sporco. Nessuno si aspettava l'oro, ma al bronzo puntavamo. Ci dispiace perché si interrompe una tradizione, ma non siamo proprio da rottamare". A Checchi il rimpianto di essere il solo ancora a corto di medaglie olimpiche: "Questo è un motivo buono per andare avanti". Zorzi parla dei materiali, perché ormai "serve il top, e quelli giusti fanno la differenza. Ma ci vorranno anni per tornare al vertice". Di Centa si defila: "Sono molto dispiaciuto, ho sbagliato la scelta degli sci".
Al ct Silvio Fauner, che ha preso in consegna tre anni fa il fondo azzurro, la constatazione più amara: "Stiamo pagando il lavoro non fatto a livello giovanile, qui c'erano atleti presenti anche a Nagano. Ma a tre anni dai Giochi non si poteva investire su una generazione nuova, e io ho dovuto proseguire con i campioni di sempre. E credo sia stata la scelta giusta. A livello olimpico certo si chiude un'era, ma non ditemi che il movimento è morto. Bisogna cambiare rotta e investire sui giovani".