Vancouver 2010

L'intervista<strong><br /></strong>

Il fondo va a fondo
"E' solo finito un ciclo"

L'ex ct azzurro, Alessandro Vanoi non drammatizza la disfatta olimpica: "Anche con dieci medaglie bisognava comunque ricominciare daccapo". L'esame del problema: "Pochi fondi, ne risentono i metodi di preparazione"

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VANCOUVER - E' stato il ct di Lillehammer, dove il fondo azzurro trionfò. Oggi Alessandro Vanoi fa tutt'altro, essendo il segretario della federazione sci nautico. Ma il fondo resta nel suo cuore, tanto che Sky gli ha chiesto di commentare le gare qui a Vancouver.

Allora, il fondo è alla canna del gas?
"Ma no. E' solo finito un ciclo".

Beh, non è cosa da poco.
"Ma lo si sapeva. Anche se fossero arrivate dieci medaglie non sarebbe cambiata la situazione".

Cioè?
"Bisogna ricominciare daccapo".

E che ne facciamo dei Piller e dei Di Centa?
"Loro hanno tutte le libertà che vogliono, ma bisogna ricreare un gruppo di giovani sui quali lavorare in vista di Sochi 2014".

Solo un fatto generazionale, lei dice?
"Ma sì. Anche gli altri non stanno tanto bene. La Norvegia in staffetta ha fatto gareggiare un biathleta, c'era anche qualche quarantenne in giro...".

Ma noi giovani promettenti ne abbiamo?
"Qualcosa c'è. Bisognerà attendere che crescano. Ci sarà da soffrire per qualche anno, questo va detto per correttezza".

Da Torino a qui non s'è persa l'occasione di allargare il movimento?
"C'è stato un problema di soldi, che sono sempre di meno a disposizione".

Suona come una scusa...
"No, è la pura verità. I programmi sono cambiati in base ai budget che i tecnici hanno avuto a disposizione. Infatti...".

Infatti cosa?
"Si scia di meno d'estate. Questo è un fatto importante, è l'errore, se vogliamo chiamarlo così".

Dovuto alla mancanza di euro?
"Proprio così".

Dunque andrà sempre peggio, vista la situazione economica generale.
"Ripeto, io non sarei così pessimista. Nelle donne è spuntata la Rupil, sono convinto che anche gli uomini ci faranno una sorpresa".

Ma il fenomeno comunque non c'è.
"Quello è un altro discorso...".