VANCOUVER - Un fallimento. Chi sperava in una conferma a Vancouver dopo lo straordinario medagliere di Torino 2006 è rimasto decisamente deluso. Solo quattro medaglie, senza neanche un oro, quando mancano due giorni alla fine dei Giochi olimpici invernali. A gettare benzina sul fuoco ci pensa Arianna Fontana, bronzo nei 500 dello short track e sotto accusa per la mancata partecipazione alla staffetta. L'azzurra, eliminata nei quarti di finale dei 1000 avrebbe risposto con una diserzione alla mancata convocazione, da parte del ct Magarotto, del fidanzato Roberto Serra nel terzetto azzurro dei 500. Un'esclusione-vendetta perché la lombarda delle Fiamme Gialle non avrebbe ringraziato tecnici e compagni sul podio canadese. "Non siamo un gruppo, ma questa non è una novità. Non è successo nulla di speciale qui. Semplicemente, queste persone non fanno parte della mia vita e non mi conoscono".
NON SIAMO UN GRUPPO - "Mercoledì - dice a Sky Sport- non ho partecipato alla staffetta perché non stavo bene. Sono subito venute fuori voci assurde. E' stato detto persino che avrei rinunciato per ripicca nei confronti dei tecnici che non hanno fatto gareggiare il mio fidanzato nei 500 metri. Sono solo sciocchezze, lui è grande grosso e sa difendersi da solo - attacca la Fontana che poi punta il dito contro Yuri Confortola, altro componente della spedizione -. "Ha detto che mi sono montata la testa? Io non mi sono mai comportata male, chi mi conosce sa chi sono. Lui non mi conosce, perché non siamo mai stati una squadra. Sono quattro anni che non andiamo d'accordo ma hanno sempre voluto tenere nascosta questa cosa. Sono arrivata a questa gara che non ce la facevo più, avevo le scatole piene. Hanno voluto che mangiassimo tutti insieme - prosegue -, ma non siamo mai stati un gruppo - ribadisce -. Queste persone non significano nulla nella mia vita, l'unica cosa in comune è che pattiniamo insieme. Non significano nulla e per questo non li ho ringraziati dopo aver vinto la medaglia nei 500 metri. Per questo non li ho ringraziati in tv o sui giornali".
SIAMO INDIETRO - La Fontana mette in discussione anche lo staff tecnico "perché da due anni a questa parte siamo rimasti allo stesso livello mentre gli altri vanno avanti. Mi sono dovuta autogestire, per loro (cioè gli allenatori, ndr) devi sempre lavorare. Io e altri abbiamo detto che non andava bene, anche i ragazzi, mi sono fatta avanti sperando che tutti tirassero fuori gli attributi e invece si sono nascosti. Ma sono cose che mi sfiorano". La Fontana pensa ora ai Mondiali, "ma spero di aver smosso un po' le acque. Tutti hanno allenatori coreani, cinesi, la Reutter fino a due anni fa non esisteva e ora va come un treno. Dobbiamo migliorare sia nella tecnica che con gli attrezzi, i nostri allenatori dicono che contano poco ma non è vero".
NON SIAMO UN GRUPPO - "Mercoledì - dice a Sky Sport- non ho partecipato alla staffetta perché non stavo bene. Sono subito venute fuori voci assurde. E' stato detto persino che avrei rinunciato per ripicca nei confronti dei tecnici che non hanno fatto gareggiare il mio fidanzato nei 500 metri. Sono solo sciocchezze, lui è grande grosso e sa difendersi da solo - attacca la Fontana che poi punta il dito contro Yuri Confortola, altro componente della spedizione -. "Ha detto che mi sono montata la testa? Io non mi sono mai comportata male, chi mi conosce sa chi sono. Lui non mi conosce, perché non siamo mai stati una squadra. Sono quattro anni che non andiamo d'accordo ma hanno sempre voluto tenere nascosta questa cosa. Sono arrivata a questa gara che non ce la facevo più, avevo le scatole piene. Hanno voluto che mangiassimo tutti insieme - prosegue -, ma non siamo mai stati un gruppo - ribadisce -. Queste persone non significano nulla nella mia vita, l'unica cosa in comune è che pattiniamo insieme. Non significano nulla e per questo non li ho ringraziati dopo aver vinto la medaglia nei 500 metri. Per questo non li ho ringraziati in tv o sui giornali".
SIAMO INDIETRO - La Fontana mette in discussione anche lo staff tecnico "perché da due anni a questa parte siamo rimasti allo stesso livello mentre gli altri vanno avanti. Mi sono dovuta autogestire, per loro (cioè gli allenatori, ndr) devi sempre lavorare. Io e altri abbiamo detto che non andava bene, anche i ragazzi, mi sono fatta avanti sperando che tutti tirassero fuori gli attributi e invece si sono nascosti. Ma sono cose che mi sfiorano". La Fontana pensa ora ai Mondiali, "ma spero di aver smosso un po' le acque. Tutti hanno allenatori coreani, cinesi, la Reutter fino a due anni fa non esisteva e ora va come un treno. Dobbiamo migliorare sia nella tecnica che con gli attrezzi, i nostri allenatori dicono che contano poco ma non è vero".