Vancouver 2010

Napolitano chiama Razzoli
"Presidente mi dia del tu..."

Il presidente della Repubblica chiama il campione bolognese, oro nello slalom a Vancouver. Petrucci: "L'italia è quella che abbiamo visto con lui" dal nostro inviato MATTIA CHIUSANO

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VANCOUVER - "Sì, sto bene, oggi sto bene.... Grazie mille... è un onore... è stata una bella gara, molto dura, non me l'hanno mica regalata, diciamo... ho venticinque anni... sì, dai, diciamo che ci voleva oggi... due decimi, non tantissimi, quanto basta dai... la ringrazio io presidente, ma mi deve dare del tu, sono io che devo darle del Lei... arrivederla". Giuliano Razzoli sorride, e riattacca. Di buon mattino il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto di mettersi in contatto col Coni, per poter fare i complimenti di persona al campione olimpico di slalom. L'emiliano era ancora a Casa Italia, nella notte di Vancouver, al termine di una giornata lunghissima che ha cambiato la sua vita. Ma anche dato una mano alla spedizione azzurra che rischiava di tornare a casa con un solo argento e tre bronzi. Invece è arrivata questa vittoria in una delle gare di lusso dei Giochi, chiudendo un'epoca di vacche magre in cui lo sci maschile italiano non riusciva a conquistare una medaglia olimpica dall'argento di Tomba a Lillehammer '94.

Proprio Tomba ha seguito passo dopo passo Razzoli nella sua impresa, dagli allenamenti della vigilia a Nakiska alla gara in cui s'è commosso fino alle lacrime, per poi spostarsi da Whistler a Vancouver a festeggiare l'amico di Villa Minozzo, campione olimpico dello slalom come lui a Calgary '88. A Razzoli sono arrivati i complimenti di Berlusconi ("E' stata una gara eccezionale, l'ho seguita in diretta e mi sono emozionato. E' una grande vittoria che ci ha reso tutti felici") e di Petrucci ("E' una gioia indescrivibile, una gara dominata dall'inizio alla fine. Questo oro ci voleva per lui, per la federazione, per i tecnici. L'Italia è quella che abbiamo visto con Razzoli"). Il successo dello slalomista in realtà è un doppio successo per l'Italia: gli sci con i quali ha vinto l'oro sono Nordica, un marchio di Treviso. Francese è il tecnico degli slalomisti Jacques Theolier, passato da Grange e Lizeroux al trionfo di Vancouver, ma il numero uno del settore maschile resta sempre Claudio Ravetto, che dopo giorni di rospi ingoiati e critiche in tv si prende una piccola rivincita: "Alla federazione consiglio un giovane, Mario Cotelli (opinionista di Sky, ex dt della Valanga Azzurra ndr), anche se è ormai fuori da tutto". L'oro di Razzoli stura le emozioni di un'intera squadra, apre nuovi orizzonti anche se lui cerca di restare coi piedi per terra: "La mia vita cambierà sicuramente, ma io resterò sempre lo stesso. La medaglia d'oro è un punto d'arrivo ma anche di partenza, non mi devo fermare qua".