La candidata M5S a sindaco di Roma, Virginia Raggi, durante la conferenza stampa nel comitato elettorale (agf)
Comunali, la gioia 5Stelle. Grillo: "Storico". Raggi: "Vento cambiato"
di KATIA RICCARDI
I 5 stelle sfondano a Roma e ottengono un lusinghiero risultato a Torino. Virginia Raggi arriva al comitato dribblando la ressa di giornalisti. Di Battista: "Stiamo lavorando bene nonostante tutti contro. A Roma possiamo liberare la città". Renzi al Nazareno. Rosato: "Giachetti ha pagato il prezzo del disastro Marino"
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ROMA - Il risultato del M5s è definito da Grillo "Storico". Nel suo blog, il leader 5Stelle scrive: "Il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica a Roma e a Torino. Virginia Raggi al momento è in testa per la corsa alla carica di sindaco e andrà al ballottaggio, un risultato storico! Chiara Appendino tallona Fassino a Torino e tra due settimane sarà al ballottaggio, un risultato storico". "Il Movimento 5 Stelle è lento - aggiunge Grillo - ma inesorabile. Cambiamo tutto".
Di Maio: " Pensiamo a governare". "La fiducia degli italiani al M5S - commenta Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, del direttorio M5s - è quella data a un'idea di Paese. Testimone la fiducia che gli italiani al M5S come forza di governo. Da un lato c'è la nostra idea, di un Movimento che si taglia gli stipendi e restituisce i soldi aiutando le pmi, l'altra è quella di Renzi che chiede indietro gli 80 euro". "Ora pensiamo a governare più città possibili - dice rispondendo a chi gli domanda se già si veda in corsa per Palazzo Chigi - è finita la storiella degli incompetenti, la macchina del fango non ha funzionato. Ora il Pd dovrà farsi qualche domanda, e se Renzi ha indossato la mimetica ed è andato in Afghanistan alle ultime amministrative, ora gli conviene indossarla di nuovo per andare alla direzione dei dem".
C'è aria di vittoria, al comitato elettorale di Virginia Raggi, in testa di diversi punti sullo spoglio delle elezioni comunali a Roma. L'ha raggiunto al volante della sua utilitaria dribblando la ressa di giornalisti (VIDEO), 160 quelli accreditati, per assistere insieme allo staff allo spoglio. "Il vento sta cambiando. Siamo pronti a governare" dice la candidata dal suo comitato elettorale in via Avogadro, a Ostiense, "potrei diventare il primo sindaco donna, i romani hanno fatto intendere di non credere più alle promesse e agli slogan e dimostrano fiducia a un progetto di governo serio e trasparente". Grillo però non l'ha sentito. "Ho il telefono scarico, magari nelle prossime ore...".
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Matteo Renzi non ha commentato e verso le 3 ha lasciato il Nazareno dove ha seguito i risultati elettorali. Per lui hanno parlato i vicesegretari Matteo Orfini e Debora Serracchiani. La lotta tra Roberto Giachetti e Giorgia Meloni secondo le proiezioni, è stata serratissima. "I cittadini quando si esprimono vanno rispettati e la campagna elettorale non è ancora chiusa. A Roma, Giachetti ha pagato il prezzo del disastro Marino" commenta il dem Rosato.
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"A Roma il fatto che arriviamo al ballottaggio è un miracolo di cui siamo assolutamente soddisfatti. Con la Raggi ci rivediamo tra 15 giorni, siamo convinti che un'ottima battaglia sul ballottaggio possa riservare sorprese" commenta il vicesegretario Pd Debora Serracchiani.
"Dove c'è la Lega si va, dove Berlusconi ha fatto altre scelte... campa cavallo" dichiara Matteo Salvini. "Sono orgoglioso della coerenza e del contributo fondamentale della Lega al centrodestra - aggiunge -. La bassa affluenza è stata voluta da una vergognosa scelta di Renzi. Adesso contiamo di recuperare ai ballottaggi". "A Milano la sfida è tutta aperta fra quindici giorni: zero a zero e palla al centro, c'è una città da rilanciare" continua, "a Roma Berlusconi ha sbagliato pesantemente e ha aiutato la sinistra, a prescindere da chi andrà al ballottaggio".
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"La partita decisiva sarà quella del ballottaggio, ce lo giochiamo: il Pd arriverà a quell'appuntamento con l'impegno e la determinazione che l'ha caratterizzato sin qui" è il pensiero del vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini.
Il candidato sindaco di Roma Alfio Marchini ha seguito da casa l'inizio dello spoglio. L'imprenditore si trovava nella sua abitazione in compagnia di tre dei cinque figli. Ma la delusione dei risultati non lo ha portato a rilasciare commenti prima delle due di notte: "Il dato vero è che arriviamo quarti. Non siamo riusciti a spiegare bene fino in fondo il profilo civico al nostro elettorato storico. Evidentemente la nostra alleanza con Berlusconi non è stata compresa" dice il candidato a sindaco di Roma, "chi voto al ballottaggio? Vediamo chi va, ora è il momento delle valutazioni". Il quartier generale di Beppe Sala
A Milano con la chiusura dei seggi la 'gara' è tra Beppe Sala e Stefano Parisi, candidato del centrodestra e inizialmente sotto e poi in vantaggio: "Possiamo farcela", aveva detto già quando la forbice era di 5 punti a favore di Sala e, sostanzialmente, non ha cambiato linea neppure dopo il sorpasso, sottolineando i progressi fatti in quattro mesi e criticando duramente la scelta del governo di fare votare solo nella giornata di domenica".
Scenario opposto nel quartier generale allestito in via Plinio dal comitato di Sala, dove l'ex commissario di Expo è arrivato 30 minuti dopo la mezzanotte. Un momento nel quale sembrava ormai consolidato il vantaggio su Parisi di almeno 4-5 punti percentuali. Solo con il passare dei minuti la cautela venata di ottimismo della prima ora si è tramutata in rumoroso silenzio del candidato che, intorno alle 2:30, Ha deciso di rimandare al pomeriggio successivo qualsiasi commento.
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A Napoli la giornata di Luigi De Magistris: prima il voto intorno alle 10 in uno dei seggi allestiti al Vomero, insieme alla moglie Maria Teresa Dolce. Poi un giro molto lungo in città, a piedi, come d'abitudine. Infine, dal tardo pomeriggio, nell'albergo in cui è allestito il suo quartier generale, in una stanza con i suoi più stretti collaboratori e la consorte.Luigi de Magistris sperava nella vittoria al primo turno, e non lo ha nascosto durante la campagna elettorale.
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Napoli si avvia verso il ballottaggio tra De Magistris e Giovanni Lettieri ma potrebbe cambiare nelle prossime ore. È netto il distacco tra il sindaco uscente, Luigi de Magistris (che solo in tarda mattina commenterà i dati) e i suoi sfidanti più accreditati, per il centrodestra Gianni Lettieri (che ha annunciato che alle 11 di oggi incontrerà la stampa) e per il centrosinistra Valeria Valente (la cui conferenza stampa è stata programmata per le 12).
A TorinoPiero Fassino ha seguito lo scrutinio in Municipio, Chiara Appendino al Cortile del Maglio, dove è stata allestita una sala stampa e dove si sono dati appuntamento candidati e militanti M5s. "Il voto - ha commentato Fassino - riflette una situazione di crisi sociale che in questi anni si è sentita in Europa, in Italia, ovviamente nelle grandi città. Una crisi sociale che ha indotto anche una maggior disaffezione al voto". Gli unici altri a parlare sono stati Cesare Damiano (Pd) e Roberto Airola (M5s). "Avevamo messo in conto il ballottaggio, a Torino come in altre città - ha commentato Damiano - nel capoluogo piemontese c'erano tantissime liste, ben 17, delle quali 10 in grado di raccogliere voti: una frammentazione che non ha aiutato la polarizzazione del voto". Per Airola, il "ballottaggio è un risultato comunque storico, ma dispiace l'alto astensionismo, frutto della disinformazione e della cattiva politica".
Bologna, Merola verso il ballottaggio: delusione Pd
"Il quadro nazionale è stato problematico per tutto il centrosinistra e Bologna non ha fatto eccezione. Sapevamo che avremmo potuto affrontare il ballottaggio, quindi siamo pronti": così il sindaco uscente di Bologna, candidato per il Pd ad un secondo mandato, Virginio Merola, commenta i primi dati sulle amministrative che lo vedono in testa, intorno al 40 per cento, e quindi delineano un probabile ballottaggio contro il candidato leghista per il centro destra, Lucia Borgonzoni. "Adesso - ha dichiarato il sindaco uscente - non è semplicemente Merola contro Borgonzoni, è un referendum sull'idea di città che vogliamo".