CAGLIARI - E' rimasto barricato nel suo ufficio, al terzo piano del municipio con vista sul porto, sino alla tarda mattinata. Un fatto di scaramanzia, per il golden boy del centrosinistra sardo, che ha ottenuto la vittoria più difficile: Massimo Zedda, il sindaco uscente, ha centrato l'obiettivo al primo turno con il 50,8 per cento dei voti. Successo sul filo che regala a Zedda la riconferma e fa di questo giovane amministratore l'unico candidato eletto subito, senza il rinvio al ballottaggio, nei capoluoghi di regione coinvolti dalle amministrative. Ed era, Zedda, anche il solo sindaco in Italia rimasto a rappresentare i colori arancioni del patto fra Pd e Sel (il suo partito), il portabandiera di una coalizione "integrale" che da aree centriste e dal partito sardo d'azione si estendeva a due liste con la falce e il martello. Anche le prime dichiarazioni del sindaco rieletto sono un appello all'unità: "Se si sta insieme, che non vuol dire necessariamente condividere tutto, si riesce anche a vincere. Mi aspettavo di farcela al primo turno, l'ho percepito dal clima positivo".
Da Cagliari parte anche un segnale politico. Non era affatto scontata la sua affermazione, visto il numero degli avversari (otto) e visto il numero di liste che il principale rivale, l'ex parlamentare Piergiorgio Massidda, esponente di una coalizione civica di centrodestra, aveva messo insieme: ben 14. Massidda, 60 anni, cinque volte eletto alla Camera e al Senato per Forza Italia e il Pdl, aveva raggruppato un po' tutto: "Ho dalla mia parte pure i fondatori di Sel, dell'Ulivo e di M5S in Sardegna", rimarcava alla vigilia, fiducioso di giocarsi tutto al ballottaggio. E invece si è fermato al 32,6 per cento, separato da Zedda per 14 mila 500 voti. Terza, staccata, la rappresentante dei 5stelle Maria Antonietta Martinez, che non va oltre il 9 per cento: i grillini, da queste parti, non sfondano.
I Cinque stelle neanche a Olbia arrivano al ballottaggio pur risultando il secondo partito in città, ma conquistano il Comune di Dorgali, una delle capitali turistiche della Sardegna (gestisce tra l'altro i flussi da Cala Gonone verso le Grotte del Bue marino e verso spiagge come Cala Luna e in parte il sito nuragico di Tiscali), imponendo il proprio primo sindaco donna: Maria Itria Fancello, agronomo di 32 anni, si è imposta con il 41,6%, ottenendo 2.071 voti, sugli altri due avversari: Lino Fancello della civica "Obiettivo comune", che ha preso 1.847 voti e Anna Monne, della lista "Identità e Progresso", con 1.043 voti. La neo sindaca si è presentata con una lista di giovani che ha voluto chiamare "Dorgali Gonone a 5 stelle".
Da Cagliari parte anche un segnale politico. Non era affatto scontata la sua affermazione, visto il numero degli avversari (otto) e visto il numero di liste che il principale rivale, l'ex parlamentare Piergiorgio Massidda, esponente di una coalizione civica di centrodestra, aveva messo insieme: ben 14. Massidda, 60 anni, cinque volte eletto alla Camera e al Senato per Forza Italia e il Pdl, aveva raggruppato un po' tutto: "Ho dalla mia parte pure i fondatori di Sel, dell'Ulivo e di M5S in Sardegna", rimarcava alla vigilia, fiducioso di giocarsi tutto al ballottaggio. E invece si è fermato al 32,6 per cento, separato da Zedda per 14 mila 500 voti. Terza, staccata, la rappresentante dei 5stelle Maria Antonietta Martinez, che non va oltre il 9 per cento: i grillini, da queste parti, non sfondano.
I Cinque stelle neanche a Olbia arrivano al ballottaggio pur risultando il secondo partito in città, ma conquistano il Comune di Dorgali, una delle capitali turistiche della Sardegna (gestisce tra l'altro i flussi da Cala Gonone verso le Grotte del Bue marino e verso spiagge come Cala Luna e in parte il sito nuragico di Tiscali), imponendo il proprio primo sindaco donna: Maria Itria Fancello, agronomo di 32 anni, si è imposta con il 41,6%, ottenendo 2.071 voti, sugli altri due avversari: Lino Fancello della civica "Obiettivo comune", che ha preso 1.847 voti e Anna Monne, della lista "Identità e Progresso", con 1.043 voti. La neo sindaca si è presentata con una lista di giovani che ha voluto chiamare "Dorgali Gonone a 5 stelle".