La sorpresa Tsipras, la nuova Lega che regge. In pochi resistono al ciclone Renzi
Fra i piccoli in evidenza l'Altra Europa che sembra prendere il quorum, Il Carroccio al 6%. Deludono Alfano e l'Ncd che non sfondano e raccolgono circa il 4,3 per cento. Buon risultato di Fratelli d'Italia che però non eleggono eurodeputati. Scompaiono Lista civica di Monti, Verdi e Idvdi CARMINE SAVIANO
ROMA - Vanno tutti sullo sfondo. Non ce n'è per nessuno. Nel sistema bi-personalizzato all'italiana, dopo il Pd di Matteo Renzi e il MoVimento di Grillo, c'è solo l'ombra di Berlusconi e ciò che resta di Forza Italia. Poi un deserto fatto di oltre dieci punti percentuale. Il centro di Scelta Civica si diluisce, scompare. L'Italia dei Valori e i Verdi si rivelano - o si confermano, per i maligni - ormai irrilevanti: pura testimonianza. La destra di Fratelli d'Italia, targata Meloni e La Russa, compie un notevole salto in avanti rispetto alle politiche del 2013 ma non raggiunge il quorum. Poi una delle novità: la ricomparsa di una formazione di sinistra che, sotto l'effetto Tsipras, riesce a ottenere un buon risultato (intorno al 4%) pur essendo nata solo pochi mesi fa. Ancora, il dato più interessante per la tenuta a breve termine del governo: il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano supera la soglia del 4%. Mentre la Lega conferma, con il 6%, il suo…
ROMA - Vanno tutti sullo sfondo. Non ce n'è per nessuno. Nel sistema bi-personalizzato all'italiana, dopo il Pd di Matteo Renzi e il MoVimento di Grillo, c'è solo l'ombra di Berlusconi e ciò che resta di Forza Italia. Poi un deserto fatto di oltre dieci punti percentuale. Il centro di Scelta Civica si diluisce, scompare. L'Italia dei Valori e i Verdi si rivelano - o si confermano, per i maligni - ormai irrilevanti: pura testimonianza. La destra di Fratelli d'Italia, targata Meloni e La Russa, compie un notevole salto in avanti rispetto alle politiche del 2013 ma non raggiunge il quorum. Poi una delle novità: la ricomparsa di una formazione di sinistra che, sotto l'effetto Tsipras, riesce a ottenere un buon risultato (intorno al 4%) pur essendo nata solo pochi mesi fa. Ancora, il dato più interessante per la tenuta a breve termine del governo: il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano supera la soglia del 4%. Mentre la Lega conferma, con il 6%, il suo radicamento al nord.
Effetto Atene. In politica cinque mesi possono non essere nulla. Ma possono anche rappresentare lo spazio temporale di un piccolo miracolo. La sinistra italiana si ritrova. E intorno alla candidatura di Alexis Tsipras sembra rinascere la possibilità di creare un contenitore per tutte le anime del centrosinistra che non condividono metodi e tattica del Partito Democratico. Dai movimenti agli intellettuali. E ci sarà da osservare soprattutto le prossime mosse di Sinistra e Libertà. Il partito di Vendola confluirà in una nuova area a sinistra o manterrà la propria ragione sociale, magari in vista di un accordo ancora più stretto con il Pd? Quello che sembra assodato è la presenza di una nuova consapevolezza: superare quella tendenza alla frammentazione che ha rappresentato il vizio di tutti i recenti esperimenti di fondare, a partire da questo 4%, una "Linke" italiana.
L'azzardo di Angelino. Che lo strappo da Berlusconi sarebbe potuto rivelarsi un boomerang, lo si sospettava. E la prima uscita elettorale del Nuovo centro destra di Angelino Alfano, non riesce ancora a scacciare il fantasma dell'azzardo. Perché se lo scopo era superare ampiamente la soglia del 4%, mettere in sicurezza attraverso il consenso il proprio futuro politico, c'è ancora molto da lavorare. La formazione di Alfano paga di sicuro la profonda crisi che si è aperta - confermata dai dati di queste elezioni - nella destra italiana. E la questione politica è rilevante: perché il paradigma stesso delle larghe intese, su cui si basa il governo Renzi, prevede l'esistenza di un moderno e non-populista centro-destra nazionale. Traguardo, numeri alla mano, ancora lontano.
New Carroccio. Intorno al duro e puro di turno, Matteo Salvini, la Lega ritrova il proprio spazio politico. Ci si affaccia sulle origini: e se il separatismo applicato al BelPaese era stata la cifra del successo dell'era Bossi, quello declinato sul versante europeo - e che raccoglie quasi il 6% dei consensi - può rappresentare l'inizio di una nuova fase della politica leghista. Nel nome del No Euro. Del resto, il salvagente istituzionale, almeno per i prossimi due anni, c'è ancora, con Roberto Maroni saldamente al comando della Regione Lombardia. E a Strasburgo, Salvini entrerà alla corte della nuova regina di Francia, Marine Le Pen.
I Fratelli d'Italia e la sorella francese. Rispetto alle politiche dello scorso anno, i voti - in percentuale - quasi raddoppiano: si arriva a superare il 3%. La crisi di Forza Italia, l'Ncd di Alfano ancora ingolfato: fattori che consentono alla formazione di Giorgia Meloni di conquistare uno spazio ormai importante nel centrodestra italiano. Una scommessa riuscita. E i prossimi passi saranno tutti improntati a creare in Italia le condizioni per importare il successo della Le Pen. Subito "rivendicata" dai Fratelli d'Italia.
I non pervenuti. Tutti intorno all'uno per cento. Il nuovo centro di Scelta Civica, in versione europea, registra un vero e proprio crollo. Semplicemente non pervenuto. Dell'esperienza del governo Monti, non resta più nulla. Irrilevanti anche l'Italia dei Valori, che sembra ancora pagare l'incertezza ideologica del dopo Di Pietro e soprattutto una diaspora che continua a investire il "nucleo storico" dei dipietristi. Infine i Verdi, ridotti ormai a pura testimonianza. Ricostruire dall'1% sarà veramente complicato.
Effetto Atene. In politica cinque mesi possono non essere nulla. Ma possono anche rappresentare lo spazio temporale di un piccolo miracolo. La sinistra italiana si ritrova. E intorno alla candidatura di Alexis Tsipras sembra rinascere la possibilità di creare un contenitore per tutte le anime del centrosinistra che non condividono metodi e tattica del Partito Democratico. Dai movimenti agli intellettuali. E ci sarà da osservare soprattutto le prossime mosse di Sinistra e Libertà. Il partito di Vendola confluirà in una nuova area a sinistra o manterrà la propria ragione sociale, magari in vista di un accordo ancora più stretto con il Pd? Quello che sembra assodato è la presenza di una nuova consapevolezza: superare quella tendenza alla frammentazione che ha rappresentato il vizio di tutti i recenti esperimenti di fondare, a partire da questo 4%, una "Linke" italiana.
L'azzardo di Angelino. Che lo strappo da Berlusconi sarebbe potuto rivelarsi un boomerang, lo si sospettava. E la prima uscita elettorale del Nuovo centro destra di Angelino Alfano, non riesce ancora a scacciare il fantasma dell'azzardo. Perché se lo scopo era superare ampiamente la soglia del 4%, mettere in sicurezza attraverso il consenso il proprio futuro politico, c'è ancora molto da lavorare. La formazione di Alfano paga di sicuro la profonda crisi che si è aperta - confermata dai dati di queste elezioni - nella destra italiana. E la questione politica è rilevante: perché il paradigma stesso delle larghe intese, su cui si basa il governo Renzi, prevede l'esistenza di un moderno e non-populista centro-destra nazionale. Traguardo, numeri alla mano, ancora lontano.
New Carroccio. Intorno al duro e puro di turno, Matteo Salvini, la Lega ritrova il proprio spazio politico. Ci si affaccia sulle origini: e se il separatismo applicato al BelPaese era stata la cifra del successo dell'era Bossi, quello declinato sul versante europeo - e che raccoglie quasi il 6% dei consensi - può rappresentare l'inizio di una nuova fase della politica leghista. Nel nome del No Euro. Del resto, il salvagente istituzionale, almeno per i prossimi due anni, c'è ancora, con Roberto Maroni saldamente al comando della Regione Lombardia. E a Strasburgo, Salvini entrerà alla corte della nuova regina di Francia, Marine Le Pen.
I Fratelli d'Italia e la sorella francese. Rispetto alle politiche dello scorso anno, i voti - in percentuale - quasi raddoppiano: si arriva a superare il 3%. La crisi di Forza Italia, l'Ncd di Alfano ancora ingolfato: fattori che consentono alla formazione di Giorgia Meloni di conquistare uno spazio ormai importante nel centrodestra italiano. Una scommessa riuscita. E i prossimi passi saranno tutti improntati a creare in Italia le condizioni per importare il successo della Le Pen. Subito "rivendicata" dai Fratelli d'Italia.
I non pervenuti. Tutti intorno all'uno per cento. Il nuovo centro di Scelta Civica, in versione europea, registra un vero e proprio crollo. Semplicemente non pervenuto. Dell'esperienza del governo Monti, non resta più nulla. Irrilevanti anche l'Italia dei Valori, che sembra ancora pagare l'incertezza ideologica del dopo Di Pietro e soprattutto una diaspora che continua a investire il "nucleo storico" dei dipietristi. Infine i Verdi, ridotti ormai a pura testimonianza. Ricostruire dall'1% sarà veramente complicato.