COME succede a chi sta fermo, il Pd rischia di importare all'interno del suo recinto la crisi che paralizza un sistema impazzito. Per ora le polemiche - furibonda quella tra Renzi e Finocchiaro - dividono il gruppo dirigente. Ma se il Pd non sceglie un nome per il Quirinale, subendo l'iniziativa e le preferenze di Grillo e di Berlusconi, il gruppo dirigente rischia di dividersi dalla sua opinione pubblica di riferimento e il partito di avere un ruolo gregario nella grande partita per il Colle.
Scegliere è complicato perché il Pd ha il diritto-dovere d'iniziativa, guidando i due gruppi parlamentari più forti, ma non sa sciogliere tre nodi decisivi: vuole il voto anticipato oppure no? Vuole ancora il governo Bersani o è pronto a soluzioni diverse? Soprattutto, vuole giocare le carte condivise per il Quirinale nella metà campo col Pdl o in quella con i grillini? Su ognuna di queste opzioni, dopo l'insuccesso elettorale e un mese di logoramento sul governo impossibile, il partito, che sta già bollendo ad alta temperatura, rischia di esplodere.
C'è una sola strada per riprendere l'iniziativa, ed è una strada maestra, sia dentro il Pd che fuori. Bersani scelga un nome degno, con sicura sensibilità istituzionale e costituzionale, fuori dalla nomenklatura di partito. Chieda subito ai gruppi parlamentari di sostenere la scelta all'unanimità. Poi lo presenti al Paese, spiengado le ragioni e le caratteristiche per cui quel nome può essere di garanzia per tutte le culture politiche presenti in Parlamento: tutte, non una in particolare.
E con tutti a questo punto può partire il confronto. Con le carte in tavola, alla luce del sole e i cittadini che giudicano. Senza bisogno dello streaming.
Scegliere è complicato perché il Pd ha il diritto-dovere d'iniziativa, guidando i due gruppi parlamentari più forti, ma non sa sciogliere tre nodi decisivi: vuole il voto anticipato oppure no? Vuole ancora il governo Bersani o è pronto a soluzioni diverse? Soprattutto, vuole giocare le carte condivise per il Quirinale nella metà campo col Pdl o in quella con i grillini? Su ognuna di queste opzioni, dopo l'insuccesso elettorale e un mese di logoramento sul governo impossibile, il partito, che sta già bollendo ad alta temperatura, rischia di esplodere.
C'è una sola strada per riprendere l'iniziativa, ed è una strada maestra, sia dentro il Pd che fuori. Bersani scelga un nome degno, con sicura sensibilità istituzionale e costituzionale, fuori dalla nomenklatura di partito. Chieda subito ai gruppi parlamentari di sostenere la scelta all'unanimità. Poi lo presenti al Paese, spiengado le ragioni e le caratteristiche per cui quel nome può essere di garanzia per tutte le culture politiche presenti in Parlamento: tutte, non una in particolare.
E con tutti a questo punto può partire il confronto. Con le carte in tavola, alla luce del sole e i cittadini che giudicano. Senza bisogno dello streaming.