Mattarella, 35 anni di politica quotidiana
Venerdì 19 ottobre 1984, la Repubblica
Mattarella viene nominato dal segretario della Dc Ciriaco De Mita commissario del partito a Palermo, dove sostituisce l'andreottiano Carlo Felici. Come primo atto sospende il tesseramento
Martedì 8 gennaio 1980, la Repubblica
Il 6 gennaio 1980 viene assassinato a Palermo il fratello Piersanti Mattarella, presidente della regione Sicilia, colpito in macchina mentre andava a messa
Martedì 8 gennaio 1980, la Repubblica
Il Procuratore Giancarlo Caselli, in un'intervista a Repubblica del 12 agosto 1997, afferma: “Piersanti Mattarella un democristiano onesto e coraggioso ucciso proprio perché onesto e coraggioso”. Il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, nel libro 'Per non morire di mafia', ha scritto che Piersanti Mattarella “stava provando a realizzare un nuovo progetto politico-amministrativo, un'autentica rivoluzione. La sua politica di radicale moralizzazione della vita pubblica, secondo lo slogan che la Sicilia doveva mostrarsi 'con le carte in regola', aveva turbato il sistema degli appalti pubblici con gesti clamorosi, mai attuati nell'isola"
Martedì 8 gennaio 1980, la Repubblica
Persanti Mattarella è appena entrato in auto insieme con la moglie, coi due figli e con la suocera per andare a messa. Un killer si avvicina al finestrino e lo uccide a colpi di pistola. Il vicepresidente, il socialista Gaetano Giuliano, guida la giunta regionale fino al termine della legislatura cinque mesi dopo. Inizialmente viene considerato un attentato terroristico, perché subito dopo il delitto sono arrivate rivendicazioni da parte di un sedicente gruppo neo-fascista
Sabato 20 ottobre 1984, la Repubblica
Vicino per tradizione familiare alla corrente morotea della Democrazia Cristiana, nel 1984 fu incaricato dal segretario politico Ciriaco De Mita di bonificare la DC siciliana nella quale avevano allora un ruolo di primo piano Vito Ciancimino e Salvo Lima. Mattarella promosse quindi la formazione a Palermo di una giunta comunale di rinnovamento guidata da Leoluca Orlando, che era stato tra i collaboratori di suo fratello Piersanti alla Regione Siciliana
Sabato 7 luglio 1984, la Repubblica
Sergio Mattarella ha fatto parte della Gioventù Studentesca di Azione Cattolica e della Federazione Universitaria Cattolica Italiana, insegnando anche Diritto parlamentare allUniversità di Palermo. Nel 1984 critica l'aria di indifferenza, quasi di sfida, della dirigenza democristiana nei confronti del mondo cattolico, che guardano con distacco e ironia. Dice Mattarella: "Facciamo autocritica. La Dc si era abituata ad avere a che fare con un mondo cattolico acritico, collaterale e preferibilmente distaccato. Adesso è in difficoltà"
Sabato 7 luglio 1990, la Repubblica
Mattarella attacca la popstar Madonna che di lì a poco avrebbe tenuto dei concerti a Roma e a Torino associandosi alle critiche della Cei. Il blond Ambition tour della cantante italo-americana viene bollato come "un'offesa al buon gusto"
Venerdì 27 luglio 1990, la Repubblica
Mattarella si dimette dal VI governo Andreotti insieme ad altri quattro ministri della sinistra Dc contro l'approvazione della legge Mammì sulla "disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato in italia". La legge si limitava a rendere legale la situazione esistente in quel momento in Italia, cioè il rischio di un monopolio da parte delle televisioni private della Fininvest contro le direttive comunitarie. Mattarella disse: "Ci siamo dimessi. Riteniamo che porre la fiducia per violare una direttiva comunitaria sia in linea di principio inammissibile e inopportuna in questo semestre". Secondo i retroscena politici questo sarebbe il motivo principale per cui Silvio Berlusconi non gradirebbe Mattarella. Dopo le dimissioni, rimase senza incarichi di governo per due anni
Martedì 5 marzo 1991, la Repubblica
Berlusconi inizia a muoversi per mettersi al riparo da eventuali iniziative antitrust del ministro delle Poste, Mammì, o del Garante dell'editoria, Giuseppe Santaniello. Ad aprire il fuoco sulle operazioni Fininvest è il vicesegretario della Dc, Sergio Mattarella. Anche se Berlusconi non viene nominato, nel mirino c'è 'Tele+' dove Fininvest ha una partecipazione solo del dieci per cento ma dove in termini di progetto e organizzazione esercita un ruolo assai più ampio. Mattarella sostiene che non ci si debba schierare per nessuno dei protagonisti della guerrra dell'informazione ma che "nessuno debba prevalare sulle regole della legge". La Mammì impediva il possesso di tre reti contemporaneamente (come era per la Fininvest)
Sabato 11 dicembre 1993, la Repubblica
Il potere del video. Mattarella continua la sua battaglia contro la legge Mammì. E' legittimo che Berlusconi fondi il suo partito?. "Nessuno può limitare i suoi diritti politici", dice Mattarella. "Il problema è che non può avere tre reti televisive, tre pay tv e una posizione dominante nella raccolta della pubblicità e allora bisogna cambiare subito la legge Mammì, stabilendo che nessun privato può possedere più di una rete tv"
Mercoledì 4 agosto 1993, la Repubblica
Nel corso della XII Legislatura della Repubblica Italiana Sergio Mattarella fu relatore delle leggi di riforma del sistema elettorale della Camera e del Senato che, recependo l'esito del referendum del 1993, introducevano una preponderante componente maggioritaria. La legge Mattarella, alla quale il politologo Giovanni Sartori diede l'appellativo di Mattarellum, fu impiegata per le elezioni politiche del 1994, del 1996 e del 2001. Rimasta in vigore fino al 2005, quando venne sostituita dalla Legge Calderoli, prevedeva che il 75% dei seggi fosse assegnato con il metodo maggioritario in collegi uninominali, mentre il restante 25% venisse assegnato con metodo proporzionale
Sabato 5 febbraio 2000, la Repubblica
La naja sarà abolita entro sette anni, niente servizio militare per chi è nato dopo il 1985. Il sì del Consiglio dei ministri il 4 febbraio 2000. Mattarella è ministro della Difesa
Mercoledì 25 ottobre 2000, la Repubblica
Addio alla leva. La legge che abolisce il servizio militare obbligatorio e di cui Mattarella fu uno dei principali promotori, viene approvata in via definitiva dal Senato: l'esercito sarà solo di volontari e anche le donne indosseranno l'uniforme
Mercoledì 25 ottobre 2000, la Repubblica
Il testo viene votato dall'aula con il solo "no" di Rifondazione Comunista e l'astensione dei Verdi e del Pdci. La legge non abolisce la leva obbligatoria (servirebbe una modifica costituzionale) ma la sospende, prevedendola solo "in caso di guerra o di particolari casi di crisi. "La riforma della leva è il dividendo della pace dopo 50 anni", spiega l'allora ministro della Difesa Sergio Mattarella. "Dal 2006 avremo un nuovo esercito adeguato alle esigenze contemporanee che non sono di guerra bensì di strategia di difesa della pace e dei diritti umani"
Martedì 2 gennaio 2001, la Repubblica
Sergio Mattarella a Sarajevo, Marco Minniti a Pristina. Il ministro e il viceministro della Difesa volano nei Balcani per una missione che, fra mille dubbi e scetticismi, ormai per loro è diventata inevitabile: aprire formalmente, al massimo livello politico, un vero e proprio dossier "sindrome Balcani". Mattarella in Bosnia e Minniti in Kosovo lanceranno un messaggio che per molti giorni il Governo non era riuscito a far passare: ci stiamo occupando e ci occuperemo delle malattie che hanno colpito alcuni militari reduci del Balcani
Sabato 6 gennaio 2001, la Repubblica
Mentre l'Italia continua a premere sulla Nato per una moratoria, non è messa in discussione la presenza del nostro Paese nel contingente di pace. "Siamo nel Balcani - dice il ministro della Difesa - per aiutare i Paesi della regione a conseguire assetti politici stabili e democratici e a sviluppare un quadro economico sano". Sul caso uranio, specifica ancora Mattarella, dei 21 militari che hanno operato nei Balcani "si registra una netta prevalenza numerica di personale che ha operato in Bosnia"
Mercoledì, 8 dicembre 2004, la Repubblica
Da Sergio Mattarella 'padre' del sistema elettorale detto appunto Mattarellum in suo onore, arriva la netta bocciatura della proposta di riforma avanzata da Berlusconi: "Peggio di un pasticcio, il risultato sarebbe un sistema schizofrenico"
Giovedì 4 settembre 2008, la Repubblica
Nel 2008, dopo la caduta del governo Prodi, Mattarella esce dal Parlamento. Quello stesso anno critica la riforma della Gelmini sul ritorno del maestro unico alle elementari che lui stesso, nel 1990, aveva sostituito con i cosiddetti moduli
Martedì 20 luglio 2010, la Repubblica
Sergio Mattarella è il candidato della sinistra per il posto di vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura (Csm).
Giovedì 6 ottobre 2011, la Repubblica
Sergio Mattarella viene eletto dal Parlamento giudice della Corte costituzionale con 572 voti, uno in più del quorum necessario
Sabato 13 aprile 2013, la Repubblica
Nell'aprile 2013 Sergio Mattarella è in cima alla lista di candidati per il Colle sottoposti a Silvio Berlusconi dall'allora segretario Pd Pier Luigi Bersani. Ma il Cavaliere dice di no. Finirà con la bocciatura in aula di Marini e Prodi e con il ritorno al Colle di Napolitano.
Il 29 gennaio 2015, davanti all'assemblea dei grandi elettori Pd, Matteo Renzi riparte proprio da lì: "Ora tocca a noi. Oggi è l'occasione per cancellare lo smacco del 2013. Il nome che il Partito democratico dovrà votare compatto è quello di Sergio Mattarella"