Barbara d'Urso, Enzo Iacchetti, anche oggi Ezio Greggio e qui la popolarità dei volti tv è vasta, ma assai meno si sa di "Guerra Mauro", e i suoi tre voti, forse si tratta del comasco già sindaco di Tremezzo ex Pci e poi Pd, o di Luciano Cimmino, che invece è conosciuto meglio altrove, l'imprenditore di marchi come Carpisa e Yamamay, che è anche vicepresidente di Scelta civica. Sono i nomi che spuntano alla seconda chiamata, questa mattina. Un voto è andato a Maria Carmela Lanzetta, la ministra calabrese del premier Matteo Renzi appena dimessa, e invece ben 10 hanno scritto sulla scheda il cognome Gualdani, probabilmente Marcello, lo stakanovista del Senato, funzionario della regione Sicilia presente al 94 per centro delle sedute, che fa parte del cosiddetto pattuglione a tutto Sud nell'Area Popolare del nuovo centrodestra. Lo si accomuna a Pippo Pagano, anche per la sicilianeità, anche lui prescelto da altri sette votanti, uomo forte di Giarre e vicepresidente dell'Aiccre. Antonio Razzi, il senatore di Forza Italia che ieri veniva votato mentre schiacciava un pisolino, anche oggi si guadagna 4 anonimi voti .
Lucio Barani era noto anche da ieri, il socialista, che ha commemorato in Aula la morte di Bettino con la inopportuna t-shirt "Je suis Craxì", e anche ieri sulla famiglia Versace c'era stata una certa confluenza. Oggi sei voti a Santo e uno a un Versace generico.
C'è un voto a Massimo D'Alema, la stessa unicità per Stefania Craxi, sei voti vanno invece a Paola Severino, l'ex ministro della Giustizia, uno in più di quelli spuntati per Romano Prodi. Un solitario voto anche per Enrico Letta, quattro per il presidente in pectore Sergio Mattarella, uno per tal Marantelli, forse l'onorevole varesino del Pd, uno per Cofferati, stessa unicità per Roberta Oliaro, la genovese deputata montiana. Ci sono un Messina, un Ignazio Messina, omonimo dell'esponente palermitano dell'Idv, un Alfredo Messina, quest'ultimo senatore di Fi e vicepresidente del gruppo Mediolanum e Pippo Pagano del Nuovo Centrodestra.
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Sangalli, forse Gian Carlo, è un senatore Pd emiliano d'azione per anni presidente degli artigiani bolognesi mentre si sa poco di quel "Luigi Faramonti, detto Gigino", così come scandito questa mattina dalla presidente della Camera Boldrini suscitando l'ilarità dell'Aula, salvo che ormai il suo nome impazza, a prescindere, sul web. In Aula in tanti hanno sorriso e gridato: "E chi è questo 'Gigino'?". E la Boldrini li zittisce: "Eh, noi qui siamo ligi...". Potrebbe essere un personaggio del gruppo Fb "osteria de i gnoranti", tributato da un onorevole perditempo.
Il terzo scrutinio. Solita "incursione" di outsider che spuntano a Montecitorio anche nel pomeriggio, nel corso del terzo scrutinio. Dal mondo del calcio approda in aula il nome di Roberto Bettega, mentre dal mondo dello spettacolo conferma la posizione Sabrina Ferilli, entrambi con un voto solo. Tra i cantanti c'è Francesco Guccini il portabandiera, con ben 4 voti a suo nome. alla carta stampata e dalla radio Claudio Sabelli Fioretti, conduttore di "un giorno da pecora" vanta 8 voti, due voti per angelo maria perrino (direttore affaritaliani.It) e uno per Franco Bechis (vicedirettore di Libero). Conquista voti anche il giornalista Vittorio Feltri. In aula viene pronunciato il nome anche di Luigi Manconi, docente universitario e senatore, presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani del Senato. A lanciare un appello per la candidatura di Manconi, il giornalista Gad Lerner, sul suo sito. Fra i nomi anche quello di Ilaria Borletti Buitoni, ex ministro dei Beni culturali. C'è anche lo Chef Rubio, poi finito tra le schede nulle.
Tra i nomi sparsi anche quelli di Michele Emiliano, l'ex sindaco di Bari, Giovanni Malagò, con 3 voti, Pierluigi Bersani, Romano Prodi, Franco Frattini, Antonio Razzi, Ignazio Messina, Santo Versace e Mauro Guerra.