MIRA - A casa perché incinta. Così Roberta Agnoletto, avvocato e assessore della giunta "5 stelle" del sindaco Alvise Maniero ha ricevuto l'avviso dalla giunta grillina di uno dei Comuni più grandi della provincia di Venezia. Il suo stato interessante è incompatibile con la sua funzione e dal 30 marzo dovrà lasciare l'incarico. "Non me l'aspettavo", ha detto l'avvocato, "me l'ha comunicato la presidente del Consiglio su ordine del sindaco: mi toglierà la delega dal 30 marzo perché aspetto un bambino e secondo lui non sarò in grado di svolgere i compiti previsti dal referato. Davvero, non me l'aspettavo".
Tempo qualche ora e le reazioni a livello nazionale costringono il sindaco a intervenire per respingere le accuse di discriminazione: l'assessore, dice in sostanza Alvise Maniero, è stata sostituita per rendimento insufficiente. Nella cittadina veneta, che il Movimento 5 Stelle aveva strappato al Pd, la motivazione ufficiale della sostituzione parla di "poca presenza" dell'avvocato-assessore. "Stiamo considerando in questi giorni quali decisioni sulla giunta siano le migliori, non esistono altre motivazioni in gioco - scrive il 27enne Maniero sul blog del Movimento Cinque Stelle - . Altre voci o comunicazioni riguardanti qualsiasi altro parametro di valutazione o discriminazioni di qualsiasi tipo, semplicemente, non appartengono a noi, le rigettiamo e non sappiamo come commentarle".
"Quando si hanno degli obiettivi ambiziosi - aggiunge il sindaco - bisogna fermarsi per capire se la strada intrapresa è quella giusta. Nei primi 8-9 mesi di mandato abbiamo fatto molte cose nonostante non siamo esperti politici. A volte bisogna avere il coraggio di ammettere che qualche cosa si poteva fare in modo diverso e con risultati migliori. I primi ad essere sotto esame assieme a me, sono proprio gli assessori, che sono stati scelti per portare avanti il programma di mandato il meglio possibile. Per questo la loro nomina e le loro deleghe sono conferite e modificate o revocate dal Sindaco, che deve decidere se, come e quanto ciascuno sia la persona adatta al ruolo che ricopre".
"Per fortuna o purtroppo - conclude - a volte i soli titoli e le competenze pregresse non garantiscono l'efficacia nell'operato. Questa considerazione e gli obiettivi ambiziosi, ci chiedono di analizzare continuamente l'attività dei vari assessori, ed eventualmente di porre in atto dei correttivi". Come dire, quanto fatto finora dall'assessore allo sport merita la bocciatura.
Sul sito del Movimento i commenti firmati con cognomi della zona difendono il sindaco e affermano, in sostanza, che Roberta Agnoletto tra gravidanza ed impegni come avvocato non potesse garantire la sua presenza. La prima a non essere d'accordo su queste tesi è ovviamente la diretta interessata: "Mi dispiace davvero", ha detto alla Nuova Venezia.
Intanto, però, la vicenda era diventata un caso. Tra le reazioni, su Twitter è arrivato il commento di Nichi Vendola: "Incinta? Perdi il tuo ruolo di assessore. Succede in Veneto, a Mira, Giunta guidata dal #M5S. Non siamo come loro". Quello del sindaco di Mira è "un messaggio devastante", ha detto Monica Cerutti, responsabile nazionale Diritti di Sel. "Saranno pure il nuovo che avanza, ma i grillini, dove già hanno la responsabilità di amministrare, si comportano da maschilisti".
Un atto "da Medioevo" è invece la definzione di Massimo Donadi, cofondatore di centro democratico-diritti e libertà: "E queste sarebbero le persone che pretendono di rappresentare il rinnovamento?". Solidarietà a Roberta Agnoletto la esprime anche Elisabetta Piccolotti, assessore a Foligno, candidata in Umbria per Sinistra Ecologia Libertà e al nono mese di gravidanza: "Il sindaco della mia città, i miei colleghi e le mie colleghe, di giunta e di partito, si sono fatti carico di alleggerire temporaneamente i miei impegni in questa fase, senza per questo escludermi dai processi decisionali e politici".
Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, commenta la notizia così: "Sono anche fatti come questo che ci danno il senso delle tante discriminazioni contro le quali ancora dobbiamo lottare per avere una democrazia davvero paritaria. E' per questo che il 40 per cento dei prossimi gruppi parlamentari del partito democratico sarà costituito da donne, un inizio del cambiamento necessario".
Valeria Fedeli, capolista toscana al Senato per il Pd, definisce la notizia "incredibile": "La legge afferma che le donne hanno il diritto di rimanere al lavoro anche con una gravidanza - dice Fedeli - e l'amministrazione di Mira sta violando questo principio. Alla prova del governo, il Movimento Cinque Stelle sembra perdere il suo sbandierato nuovismo, viola i diritti basilari delle donne e si rinchiude dentro a un punto di vista retrogrado che mostra una preoccupante inadeguatezza".
"Quanto accaduto all'assessore Roberta Agnoletto, licenziata dal sindaco perché incinta - dice invece Flavia Perina, deputata di Fli - rappresenta un fatto simbolico gravissimo che avalla analoghi comportamenti da parte di imprese poco attente alla disposizioni di legge e ai diritti delle lavoratrici. Il Movimento 5 stelle, che si propone come elemento di novità della politica italiana- aggiunge Perina - dovrebbe immediatamente prendere le distanze dal sindaco Maniero e imporre il ripristino delle deleghe all'assessore Agnoletto".
La gestione del Comune era già stata contestata per il rifiuto di svolgere il referendum popolare sulla Città metropolitana (chiesto dal Movimento 5 Stelle in tutti gli altri Comuni), per l'aver mantenuto i gettoni di presenza per Consigli e commissioni e dalla 'parentopoli' che vede molte coppie all'interno di Consiglio e ufficio di presidenza.
Tempo qualche ora e le reazioni a livello nazionale costringono il sindaco a intervenire per respingere le accuse di discriminazione: l'assessore, dice in sostanza Alvise Maniero, è stata sostituita per rendimento insufficiente. Nella cittadina veneta, che il Movimento 5 Stelle aveva strappato al Pd, la motivazione ufficiale della sostituzione parla di "poca presenza" dell'avvocato-assessore. "Stiamo considerando in questi giorni quali decisioni sulla giunta siano le migliori, non esistono altre motivazioni in gioco - scrive il 27enne Maniero sul blog del Movimento Cinque Stelle - . Altre voci o comunicazioni riguardanti qualsiasi altro parametro di valutazione o discriminazioni di qualsiasi tipo, semplicemente, non appartengono a noi, le rigettiamo e non sappiamo come commentarle".
"Quando si hanno degli obiettivi ambiziosi - aggiunge il sindaco - bisogna fermarsi per capire se la strada intrapresa è quella giusta. Nei primi 8-9 mesi di mandato abbiamo fatto molte cose nonostante non siamo esperti politici. A volte bisogna avere il coraggio di ammettere che qualche cosa si poteva fare in modo diverso e con risultati migliori. I primi ad essere sotto esame assieme a me, sono proprio gli assessori, che sono stati scelti per portare avanti il programma di mandato il meglio possibile. Per questo la loro nomina e le loro deleghe sono conferite e modificate o revocate dal Sindaco, che deve decidere se, come e quanto ciascuno sia la persona adatta al ruolo che ricopre".
"Per fortuna o purtroppo - conclude - a volte i soli titoli e le competenze pregresse non garantiscono l'efficacia nell'operato. Questa considerazione e gli obiettivi ambiziosi, ci chiedono di analizzare continuamente l'attività dei vari assessori, ed eventualmente di porre in atto dei correttivi". Come dire, quanto fatto finora dall'assessore allo sport merita la bocciatura.
Sul sito del Movimento i commenti firmati con cognomi della zona difendono il sindaco e affermano, in sostanza, che Roberta Agnoletto tra gravidanza ed impegni come avvocato non potesse garantire la sua presenza. La prima a non essere d'accordo su queste tesi è ovviamente la diretta interessata: "Mi dispiace davvero", ha detto alla Nuova Venezia.
Intanto, però, la vicenda era diventata un caso. Tra le reazioni, su Twitter è arrivato il commento di Nichi Vendola: "Incinta? Perdi il tuo ruolo di assessore. Succede in Veneto, a Mira, Giunta guidata dal #M5S. Non siamo come loro". Quello del sindaco di Mira è "un messaggio devastante", ha detto Monica Cerutti, responsabile nazionale Diritti di Sel. "Saranno pure il nuovo che avanza, ma i grillini, dove già hanno la responsabilità di amministrare, si comportano da maschilisti".
Un atto "da Medioevo" è invece la definzione di Massimo Donadi, cofondatore di centro democratico-diritti e libertà: "E queste sarebbero le persone che pretendono di rappresentare il rinnovamento?". Solidarietà a Roberta Agnoletto la esprime anche Elisabetta Piccolotti, assessore a Foligno, candidata in Umbria per Sinistra Ecologia Libertà e al nono mese di gravidanza: "Il sindaco della mia città, i miei colleghi e le mie colleghe, di giunta e di partito, si sono fatti carico di alleggerire temporaneamente i miei impegni in questa fase, senza per questo escludermi dai processi decisionali e politici".
Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, commenta la notizia così: "Sono anche fatti come questo che ci danno il senso delle tante discriminazioni contro le quali ancora dobbiamo lottare per avere una democrazia davvero paritaria. E' per questo che il 40 per cento dei prossimi gruppi parlamentari del partito democratico sarà costituito da donne, un inizio del cambiamento necessario".
Valeria Fedeli, capolista toscana al Senato per il Pd, definisce la notizia "incredibile": "La legge afferma che le donne hanno il diritto di rimanere al lavoro anche con una gravidanza - dice Fedeli - e l'amministrazione di Mira sta violando questo principio. Alla prova del governo, il Movimento Cinque Stelle sembra perdere il suo sbandierato nuovismo, viola i diritti basilari delle donne e si rinchiude dentro a un punto di vista retrogrado che mostra una preoccupante inadeguatezza".
"Quanto accaduto all'assessore Roberta Agnoletto, licenziata dal sindaco perché incinta - dice invece Flavia Perina, deputata di Fli - rappresenta un fatto simbolico gravissimo che avalla analoghi comportamenti da parte di imprese poco attente alla disposizioni di legge e ai diritti delle lavoratrici. Il Movimento 5 stelle, che si propone come elemento di novità della politica italiana- aggiunge Perina - dovrebbe immediatamente prendere le distanze dal sindaco Maniero e imporre il ripristino delle deleghe all'assessore Agnoletto".
La gestione del Comune era già stata contestata per il rifiuto di svolgere il referendum popolare sulla Città metropolitana (chiesto dal Movimento 5 Stelle in tutti gli altri Comuni), per l'aver mantenuto i gettoni di presenza per Consigli e commissioni e dalla 'parentopoli' che vede molte coppie all'interno di Consiglio e ufficio di presidenza.