Elezioni Politiche 2013

Cinque punti per ripartire dalla cultura:
l'appello delle associazioni alla politica

Federculture, Fai, Legambiente, Italia Nostra, Mab, Anci, Upi e molte altre realtà del settore chiedono al prossimo governo un impegno preciso per mettere la cultura al centro dei programmi di sviluppo del Paese. Oltre 120 candidati sottoscrivono il documento, oltre a migliaia di cittadini ed altre personalità

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UN PATRIMONIO culturale straordinario, fra i più ricchi del mondo, ma, paradossalmente, in crisi di consenso. Circondato da indifferenza, disinteresse, degrado. E da un silenzio divenuto negli anni intollerabile, perché rinunciare alla propria cultura vuol dire cancellare il futuro e la propria identità.

Alzano la voce le principali associazioni nazionali della cultura e dell'ambiente, per farsi sentire dal mondo politico. E lanciano un appello perché il prossimo governo muova passi concreti per favorire il rilancio della cultura nei programmi di sviluppo del nostro Paese.

In campo sono scese Federculture, Aib, Icom, Fai, Legambiente, Italia Nostra, Mab, Anai, e ANCI, Upi, Conferenza delle Regioni, Touring Club, Federturismo insieme a decine di altre realtà del settore per far capire forte e chiaro che la cultura non è un di più, ma elemento essenziale di crescita e ricchezza. Ai candidati alle elezioni politiche e regionali chiedono un impegno per rendere centrale la cultura nelle politiche di sviluppo, con proposte ed obiettivi da concretizzare nella prossima legislatura. 

Ripartire dalla cultura, ristabilirla come diritto di tutti e dovere dello Stato da garantire, domandano le associazioni. Da anni, denunciano, mancano politiche e strategie adeguate per il disinteresse dei governi che si sono succeduti. Per cambiare passo, individuano cinque priorità: puntare sulla centralità delle competenze, promuovere e riconoscere il lavoro giovanile nella cultura, investire sugli istituti culturali, sulla creatività e sull'innovazione, modernizzare la gestione dei beni culturali e avviare politiche fiscali a sostegno dell'attività culturale. 

C'è bisogno di impegni programmatici per rilanciare e valorizzare l'immenso patrimonio, ma anche promuovere la produzione creativa e la fruizione culturale. A tutto campo, partendo dal sostegno all'istruzione, dalla ricerca alla valorizzazione delle capacità e delle eccellenze. Anche in tempi di crisi, che minano l'esistenza di diverse istituzioni con pesanti ricarichi sui servizi resi ai cittadini.   

Finora il documento è stato sottoscritto da oltre 120 candidati, tra cui Vendola, Orfini, Ingroia, Borletti Buitoni, Buttiglione, Fini, Ambrosoli, Zingaretti. "Il mio auspicio - ha detto il presidente della Camera - è che la prossima legislatura segni una svolta nel campo delle politiche culturali e che sia un preciso impegno del nuovo Governo. 'Non è più tollerabile - conclude Fini - il mortificante paradosso di un Paese come l'Italia nel quale la promozione della cultura è da troppo tempo ridotta al rango di Cenerentola della politica".

Per Nicola Zingaretti, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio "investire nella cultura è l'unica strada per costruire una società migliore". Solo ripartendo "da quello che abbiamo e che ci rende unici al mondo potremo tornare a crescere", aggiunge.

L'urgenza è condivisa da migliaia di cittadini comuni, che hanno aderito all'appello di Federculture. Insieme a loro anche personalità come Luciano Canfora, Andrea Carandini, Tullio De Mauro e Salvatore Settis.