✕

Monti: "E' una nuova Tangentopoli".
Attacco al Pdl: "Se vince Italia a rischio"

Il premier commenta le recenti vicende giudiziarie e le parole di Berlusconi sulle tangenti come commissioni all'estero: "La politica si è seduta, siamo passati dalla partitocrazia alla partitorazzia". "Chi dice che nel 2011 stavamo bene è un cialtrone. E se vince il Pdl Italia è a rischio"
1 minuti di lettura
ROMA - "Purtroppo sì, siamo di fronte a qualcosa di molto simile a Tangentopoli, l'evidenza è molto simile la speranza è minore. Nel 1992 si pensava che il fenomeno delle tangenti era alla fine, invece siamo qui di nuovo". Lo ha detto il presidente del consiglio e leader di Scelta Civica, Mario Monti, ad Agorà su Rai Tre, commentando le recenti vicende giudiziarie che riguardano politica e finanza. "Nel '92 e '93 c'è stata come un'azione liberatoria", ha proseguito il premier. "Ma la coscienza dei politici si è molto seduta e siamo qui di nuovo. Speriamo che venga meno un sistema di potere se genera queste cose". Secondo Monti le ultime vicende giudiziarie dimostrano che si è passati "dalla partitocrazia alla partitorazzia".

Commentando le parole di Berlusconi, secondo cui le tangenti all'estero non devono scandalizzare perché sono commissioni pagate per ottenere commesse, Monti ha detto: &q…
ROMA - "Purtroppo sì, siamo di fronte a qualcosa di molto simile a Tangentopoli, l'evidenza è molto simile la speranza è minore. Nel 1992 si pensava che il fenomeno delle tangenti era alla fine, invece siamo qui di nuovo". Lo ha detto il presidente del consiglio e leader di Scelta Civica, Mario Monti, ad Agorà su Rai Tre, commentando le recenti vicende giudiziarie che riguardano politica e finanza. "Nel '92 e '93 c'è stata come un'azione liberatoria", ha proseguito il premier. "Ma la coscienza dei politici si è molto seduta e siamo qui di nuovo. Speriamo che venga meno un sistema di potere se genera queste cose". Secondo Monti le ultime vicende giudiziarie dimostrano che si è passati "dalla partitocrazia alla partitorazzia".

Commentando le parole di Berlusconi, secondo cui le tangenti all'estero non devono scandalizzare perché sono commissioni pagate per ottenere commesse, Monti ha detto: "Che le tangenti esistano in molti paesi è la realtà ma che sia inevitabile lo rifiuto. Un Paese deve agire sul piano internazionale, mentre vedo nel dibattito in corso un certo provincialismo: uno che ha governato l'Italia come Berlusconi deve rendersi conto che un paese come l'Italia, che è nel G8, ha il dovere di combattere la corruzione anche a livello internazionale".

Ma l'attaco al Cavaliere è a largo raggio.  "Se vincesse il centrodestra, l'Italia tornerebbe a rischio come nel novembre 2011 e si fermerebbero le riforme in grado di far crescere il Paese". Se Silvio Berlusconi fosse pronto a cedere il passo ad Angelino Alfano, aggiunge,  "la redenzione è possibile per tutti". "Se vincesse il Pd con Vendola, invece, i conti sarebbero più al sicuro, ma non si proseguirebbe sulla strada delle riforme strutturali". E ancora: "Sono molto più ferito quando dei cialtroni dicono aver lasciato l'italia bene nel 2011 e poi io l'ho mandata a male, che non inorgoglito se Obama dice che l'Italia oggi va bene".

Sugli alleati spiega che ha deciso di stare con Fini e Casini perché "Sono stati i primi che hanno visto i grossi limiti del bipolarismo conflittuale e poi nel fare le riforme non ho trovato mai resistenze nel Terzo Polo, mentre spessissimo le ho trovate a destra e sinistra. Poi hanno anche accettato di sottoporsi a quei criteri molto più severi della legge per la selezione dei candidati".

Il Professore afferma poi di aver ricevuto offerte di ogni tipo in cambio di una rinuncia ad entrare in politica. Oltre alla Presidenza della Repubblica, sostiene, se avesse deciso di non essere in campo alla elezioni, erano state proposte "posizioni di quasi vertice o di vertice nel governo". Monti rifiuta però di rivelare da chi sono arrivate queste offerte.