ROMA - Dopo il clamore suscitato dalle parole pronunciate ieri, Mario Monti torna questa mattina sulla vicenda delle presunte ingerenze di Angela Merkel nella campagna elettorale italiana e in particolare di una sua ostilità all'eventuale vittoria del Pd. Circostanza prontamente smentita da Berlino, ma stamane meglio precisata dallo stesso presidente del Consiglio in un'intervista con Corriere.it. "So benissimo che la Cancelliera Merkel non interferisce nelle elezioni italiane e in quelle di altri paesi - afferma il Professore - Ieri ho voluto smentire quello che ha detto Berlusconi: è errato sia che ci sia un accordo tra me e il Pd, falso, sia che la signora Merkel sia coinvolta". Ulteriori chiarimenti sono arrivati poi dal ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble durante un discorso a Berlino. "Nessuna interferenza nella campagna elettorale italiana da parte della Germania", ha detto, sottolineando tuttavia che col premier Mario Monti "l'Italia ha fatto passi avanti".
L'allarme di Schulz. Dalla Germania, a parlare del voto italiano, è invece Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo. L'esponente socialdemocratico, al centro alcuni anni fa di un clamoroso scontro con Berlusconi, mette in guardia gli italiani dal voto per il leader del Pdl. In un'intervista alla Bild Zeitung, Schulz se la prende con "la gestione irresponsabile del governo e le scappatelle personali" di Berlusconi che, dice, "hanno già portato l'Italia ad avvitarsi su se stessa". Per questo, "alle prossime elezioni si tratterà anche di non giocarsi quella fiducia che il paese si è conquistato attraverso Mario Monti".
Alle urne con ottimismo. "Per noi - assicura ancora - non è essenziale stare nella maggioranza, o nel governo, ma lavorare affinché l'Italia e la politica italiana si svecchi. E per fare questo occorre fare le riforme, dalla giustizia al lavoro, che ci facciano diventare un Paese più moderno. Staremo a vedere se ci sarà modo di discutere di questo, vedremo chi è d'accordo e se ci sarà una base per la collaborazione, se no ci batteremo dall'opposizione". Il presidente del Consiglio si rifiuta di fissare uno spartiacque percentuale tra il successo e la delusione elettorale. "Abbiamo ambizioni grandi - spiega - per noi questo è un primo test, poi nascerà un radicamento sul territorio". "Questa - insiste - è un'iniziativa di lungo respiro che mira anche a cambiare il rapporto società civile-politica".
Il pericolo M5S. Il Professore osserva quindi che il pericolo maggiore sarebbe se dalle urne uscisse vincitore Beppe Grillo, ma non risparmia nuove critiche a Silvio Berlusconi. "Considero anche preoccupante una vittoria di Berlusconi, molto preoccupante", ribadisce, per "quello che rappresenterebbe per la tolleranza degli italiani verso una vita pubblica di basso standard". "Non giudico i comportamenti privati- assicura - ma le sue politiche che non danno né la sostanza né l'immagine di uno Stato leggero e liberale ma neanche di uno Stato equo e rigoroso, che dia molto peso alla lotta contro la corruzione". Parole alle quali ha fatto eco l'alleato Pierferdinando Casini: "Pd e Pdl non hanno voluto cambiare la legge elettorale e hanno aiutato Grillo. Ma non tutta la politica è uguale".
Le foto della politica. Quanto a Pierluigi Bersani, Monti sostiene che "esiste una fotomania nel dibattito politico italiano e forse Bersani, che ha patito ingiustamente per essere stato fotografato a Vasto in una compagnia simpatica" adesso è "ossessionato" dal veder "inchiodati altri a fotografie che lui riterrebbe imbarazzanti". Con Fini e Casini, chiarisce il premier, "battiamo varie parti di Italia e non avrei nessun imbarazzo".
I candidati per il Quirinale. Il professore preferirebbe fosse confermato Napolitano, ma afferma a Porta a Porta: "Se si parla di una donna come presidente della Repubblica, per me ce ne sono alcune con cui la colleganza è più fresca, come le tre ministre del mio governo. Di tutte e tre sono molto soddisfatto".
Difesa di Grilli. Il presidente del Consiglio risponde anche a una domanda sull'inchiesta Finmeccanica nella quale è rimasto impigliato il ministro dell'Economia Vittorio Grilli. "E' in corso un'inchiesta - dice Monti - ed è importante che vada fino in fondo senza interferenze da parte del sistema politico". "Per quanto riguarda il coinvolgimento del ministro Grilli - precisa - ha fornito a me, da tempo, e anche pubblicamente, tutti i chiarimenti sulla vicenda per cui ricorre il suo nome. Chiarimenti che mi bastano e sono sufficienti".
Solidarietà a Giannino. Monti interviene poi sullo scandalo curriculum che ha travolto Fare per fermare il declino. "Auguro a Oscar Giannino che non perda neanche un voto, anche se dovrei augurargli il contrario visto che i voti che escono da lì non possono andare ad altri che a noi. In ogni caso, i voti di Giannino non vanno a Berlusconi". "La mia simpatia umana, intellettuale e politica per lui - aggiunge - è aumentata dopo questa sventura. E mi auguro che questa disavventura, che pure non prendo troppo alla leggera, non gli porti via dei voti".
Riduzione dell'Irap. Il Professore torna anche sulla sua proposta di riduzione delle tasse e in particolare dell'Irap per le piccole e medie imprese manifatturiere. Un provvedimento da prendere nei primi 100 giorni di governo, con priorità per quelle del Sud, conteuto in un pacchetto per l'industria denominato 'Industrial compact', lanciato stamani dal premier. Le altre proposte riguardano un incentivo all'ammodernamento dei macchinari attraverso una riduzione dei tempi di ammortamento; per l'edilizia, l'allungamento fino al 2015 per le deduzioni fiscali per le ristrutturazioni; la riduzione del 30% delle componenti parafiscali della bolletta energetica; la liquidazione entro 60 giorni di una parte consistente del debito dello Stato verso i fornitori; la creazione di una export bank e lo stanziamento di 120 milioni di euro per le piccole e medie imprese manifatturiere.
L'allarme di Schulz. Dalla Germania, a parlare del voto italiano, è invece Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo. L'esponente socialdemocratico, al centro alcuni anni fa di un clamoroso scontro con Berlusconi, mette in guardia gli italiani dal voto per il leader del Pdl. In un'intervista alla Bild Zeitung, Schulz se la prende con "la gestione irresponsabile del governo e le scappatelle personali" di Berlusconi che, dice, "hanno già portato l'Italia ad avvitarsi su se stessa". Per questo, "alle prossime elezioni si tratterà anche di non giocarsi quella fiducia che il paese si è conquistato attraverso Mario Monti".
Alle urne con ottimismo. "Per noi - assicura ancora - non è essenziale stare nella maggioranza, o nel governo, ma lavorare affinché l'Italia e la politica italiana si svecchi. E per fare questo occorre fare le riforme, dalla giustizia al lavoro, che ci facciano diventare un Paese più moderno. Staremo a vedere se ci sarà modo di discutere di questo, vedremo chi è d'accordo e se ci sarà una base per la collaborazione, se no ci batteremo dall'opposizione". Il presidente del Consiglio si rifiuta di fissare uno spartiacque percentuale tra il successo e la delusione elettorale. "Abbiamo ambizioni grandi - spiega - per noi questo è un primo test, poi nascerà un radicamento sul territorio". "Questa - insiste - è un'iniziativa di lungo respiro che mira anche a cambiare il rapporto società civile-politica".
Il pericolo M5S. Il Professore osserva quindi che il pericolo maggiore sarebbe se dalle urne uscisse vincitore Beppe Grillo, ma non risparmia nuove critiche a Silvio Berlusconi. "Considero anche preoccupante una vittoria di Berlusconi, molto preoccupante", ribadisce, per "quello che rappresenterebbe per la tolleranza degli italiani verso una vita pubblica di basso standard". "Non giudico i comportamenti privati- assicura - ma le sue politiche che non danno né la sostanza né l'immagine di uno Stato leggero e liberale ma neanche di uno Stato equo e rigoroso, che dia molto peso alla lotta contro la corruzione". Parole alle quali ha fatto eco l'alleato Pierferdinando Casini: "Pd e Pdl non hanno voluto cambiare la legge elettorale e hanno aiutato Grillo. Ma non tutta la politica è uguale".
Le foto della politica. Quanto a Pierluigi Bersani, Monti sostiene che "esiste una fotomania nel dibattito politico italiano e forse Bersani, che ha patito ingiustamente per essere stato fotografato a Vasto in una compagnia simpatica" adesso è "ossessionato" dal veder "inchiodati altri a fotografie che lui riterrebbe imbarazzanti". Con Fini e Casini, chiarisce il premier, "battiamo varie parti di Italia e non avrei nessun imbarazzo".
I candidati per il Quirinale. Il professore preferirebbe fosse confermato Napolitano, ma afferma a Porta a Porta: "Se si parla di una donna come presidente della Repubblica, per me ce ne sono alcune con cui la colleganza è più fresca, come le tre ministre del mio governo. Di tutte e tre sono molto soddisfatto".
Difesa di Grilli. Il presidente del Consiglio risponde anche a una domanda sull'inchiesta Finmeccanica nella quale è rimasto impigliato il ministro dell'Economia Vittorio Grilli. "E' in corso un'inchiesta - dice Monti - ed è importante che vada fino in fondo senza interferenze da parte del sistema politico". "Per quanto riguarda il coinvolgimento del ministro Grilli - precisa - ha fornito a me, da tempo, e anche pubblicamente, tutti i chiarimenti sulla vicenda per cui ricorre il suo nome. Chiarimenti che mi bastano e sono sufficienti".
Solidarietà a Giannino. Monti interviene poi sullo scandalo curriculum che ha travolto Fare per fermare il declino. "Auguro a Oscar Giannino che non perda neanche un voto, anche se dovrei augurargli il contrario visto che i voti che escono da lì non possono andare ad altri che a noi. In ogni caso, i voti di Giannino non vanno a Berlusconi". "La mia simpatia umana, intellettuale e politica per lui - aggiunge - è aumentata dopo questa sventura. E mi auguro che questa disavventura, che pure non prendo troppo alla leggera, non gli porti via dei voti".
Riduzione dell'Irap. Il Professore torna anche sulla sua proposta di riduzione delle tasse e in particolare dell'Irap per le piccole e medie imprese manifatturiere. Un provvedimento da prendere nei primi 100 giorni di governo, con priorità per quelle del Sud, conteuto in un pacchetto per l'industria denominato 'Industrial compact', lanciato stamani dal premier. Le altre proposte riguardano un incentivo all'ammodernamento dei macchinari attraverso una riduzione dei tempi di ammortamento; per l'edilizia, l'allungamento fino al 2015 per le deduzioni fiscali per le ristrutturazioni; la riduzione del 30% delle componenti parafiscali della bolletta energetica; la liquidazione entro 60 giorni di una parte consistente del debito dello Stato verso i fornitori; la creazione di una export bank e lo stanziamento di 120 milioni di euro per le piccole e medie imprese manifatturiere.