ROMA - Chi fa festa e scherza, chi scompare, chi manifesta un senso generale di smarrimento. Anche dalla rete e sui social network nelle prime ore successive alla chiusura delle urne prevale la cautela. Su Twitter, nessun hashtag al di fuori di quelli 'istituzionali' come #elezioni2013 è riuscito a elevarsi a trending topic. Però è possibile dividere gli utenti e le reazioni in alcune categorie:
L'elettore di sinistra deluso. Si aspettavano una vittoria di Bersani e del centrosinistra, invece dopo i primi instant poll è prevalso lo smarrimento. Così, sia su Facebook, sia su Twitter, nei tweet o nei post della maggioranza di chi ha votato per il Pd o per Sel dalla gioia si è passati alla delusione e la maggioranza sembra volere alzare bandiera bianca: "andiamo all'estero", "emigriamo", "via da questo Paese". "Coi circa 200 euro di Imu che riceveremo, io e la mia famiglia compreremo un gommone e ce ne andremo a Tirana", commenta un altro elettore che si rivolge alla promessa di Berlusconi. C'è anche chi, facendo riferimento in particolare al voto in Lombardia - dove la coalizione di centrodestra sarebbe comunque in vantaggio nonostante le inchieste che hanno travolto la giunta Formigoni - si chiede amaramente: "Ma cosa altro devono riuscire a fare questi per non farsi più votare?". E, man mano che ci si allunga verso la sera, comincia anche a serpeggiare una voglia di resa dei conti. Molti si dicono convinti che i veri vincitori della tornata elettorale "sono Grillo... e Renzi", sicuri che se il sindaco di Firenze avesse vinto le primarie ai danni di Bersani, il centrosinistra sarebbe riuscito ad arginare la rimonta di Berlusconi e l'avanzata del M5S. Ed è il botta e risposta più acceso e che sta prendendo piede. 'Frullo' infatti si chiede: "Se il vostro idolo è tanto figo perché non è arrivato al 40 per cento contro Bersani?".
I 'consapevoli'. Poca voglia di scherzare, si diceva. Prevale la consapevolezza che dalle urne sia uscito un Paese dove la governabilità resterà probabilmente una chimera. "Hanno già deciso la data delle prossime elezioni?", è un altro tweet ricorrente. "Le prossime elezioni facciamole in agosto, così, tanto per provare nuove date...", cinguetta un altro utente su Twitter. "Allora, abbiamo scherzato, erano solo le prove, quando si rivota?", scrive invece una giovane. E poi, citando un termine molto di moda dopo il successo di Masterchef, un commento diffuso: "Al Senato è un mappazzone".
Grillo superstar. Beppe Grillo è il chiaro vincitore delle elezioni, ma rete e social network si dividono. Entusiasti i 'grillini', scatenati gli altri. Fra i testimonial di eccezione del Movimento 5 Stelle, il premio Nobel Dario Fo: "Questa è una straordinaria vittoria dei giovani. Pulizia e giovinezza stanno vincendo!". Su Twitter c'è chi propone l'hashtag #boom5Stelle. Non mancano le preoccupazioni per l'ingresso nel Palazzo, visto come fonte di contaminazione: "Ma se dopo tutto questo urlare contro i disonesti, anche uno solo dei vostri ruberà o si farà comprare, che vi dovremmo fare?". E poi le note critiche: "Ecco cosa si meritano gli italiani, Grillo e Berlusconi", scrive sconsolato un elettore di centrosinistra, "Fra il Berlusca e Grillo altro che Grecia". Ci sono le richieste e gli appelli rivolti al comico genovese: "Ora dicci cosa vuoi fare".
Gli 'osservatori'. Non sono mancati i commenti da parte di chi osserva la realtà politica italiana dall'esterno, ma da posizione privilegiata, come i giornalisti stranieri che lavorano nel nostro paese. "Ho poche idee ma confuse": Pablo Ordaz corrispondente da Roma di 'El Pais', cita Ennio Flaiano, sicuro che in molti si ritrovino nella frase. Stephan Faris, che scrive per 'Time', ora ammette che "sì, allora è vero: a piazza San Giovanni c'erano veramente 800mila persone" e poi dà una consiglio alla sinistra: "La prossima volta non basterà dire 'non siamo come quello lì'". Tagliente (ma spiritoso e anche veritiero) il primo tweet di BBC World immediatamente successivo agli instant polls: "Health warning on #Italy first exit polls. Can be disastrously wrong. Clearer idea later tonight". Insomma, "attenti alla salute: i primi exit poll possono essere disastrosamente errati, idee più chiare soltanto più tardi".
Chi infierisce. Monti, Casini, Fini, Di Pietro, Ingroia. L'elenco degli sconfitti è ampio: i leader che sono usciti dal voto con il risultato più deludente sono quelli più bersagliati dagli utenti della rete. In questo caso l'ironia è spesso impietosa. "Profeti del nulla", scrive su Twitter un utente riferendosi ai leader centristi, in particolare a Casini e Fini.
L'elettore di sinistra deluso. Si aspettavano una vittoria di Bersani e del centrosinistra, invece dopo i primi instant poll è prevalso lo smarrimento. Così, sia su Facebook, sia su Twitter, nei tweet o nei post della maggioranza di chi ha votato per il Pd o per Sel dalla gioia si è passati alla delusione e la maggioranza sembra volere alzare bandiera bianca: "andiamo all'estero", "emigriamo", "via da questo Paese". "Coi circa 200 euro di Imu che riceveremo, io e la mia famiglia compreremo un gommone e ce ne andremo a Tirana", commenta un altro elettore che si rivolge alla promessa di Berlusconi. C'è anche chi, facendo riferimento in particolare al voto in Lombardia - dove la coalizione di centrodestra sarebbe comunque in vantaggio nonostante le inchieste che hanno travolto la giunta Formigoni - si chiede amaramente: "Ma cosa altro devono riuscire a fare questi per non farsi più votare?". E, man mano che ci si allunga verso la sera, comincia anche a serpeggiare una voglia di resa dei conti. Molti si dicono convinti che i veri vincitori della tornata elettorale "sono Grillo... e Renzi", sicuri che se il sindaco di Firenze avesse vinto le primarie ai danni di Bersani, il centrosinistra sarebbe riuscito ad arginare la rimonta di Berlusconi e l'avanzata del M5S. Ed è il botta e risposta più acceso e che sta prendendo piede. 'Frullo' infatti si chiede: "Se il vostro idolo è tanto figo perché non è arrivato al 40 per cento contro Bersani?".
I 'consapevoli'. Poca voglia di scherzare, si diceva. Prevale la consapevolezza che dalle urne sia uscito un Paese dove la governabilità resterà probabilmente una chimera. "Hanno già deciso la data delle prossime elezioni?", è un altro tweet ricorrente. "Le prossime elezioni facciamole in agosto, così, tanto per provare nuove date...", cinguetta un altro utente su Twitter. "Allora, abbiamo scherzato, erano solo le prove, quando si rivota?", scrive invece una giovane. E poi, citando un termine molto di moda dopo il successo di Masterchef, un commento diffuso: "Al Senato è un mappazzone".
Grillo superstar. Beppe Grillo è il chiaro vincitore delle elezioni, ma rete e social network si dividono. Entusiasti i 'grillini', scatenati gli altri. Fra i testimonial di eccezione del Movimento 5 Stelle, il premio Nobel Dario Fo: "Questa è una straordinaria vittoria dei giovani. Pulizia e giovinezza stanno vincendo!". Su Twitter c'è chi propone l'hashtag #boom5Stelle. Non mancano le preoccupazioni per l'ingresso nel Palazzo, visto come fonte di contaminazione: "Ma se dopo tutto questo urlare contro i disonesti, anche uno solo dei vostri ruberà o si farà comprare, che vi dovremmo fare?". E poi le note critiche: "Ecco cosa si meritano gli italiani, Grillo e Berlusconi", scrive sconsolato un elettore di centrosinistra, "Fra il Berlusca e Grillo altro che Grecia". Ci sono le richieste e gli appelli rivolti al comico genovese: "Ora dicci cosa vuoi fare".
Gli 'osservatori'. Non sono mancati i commenti da parte di chi osserva la realtà politica italiana dall'esterno, ma da posizione privilegiata, come i giornalisti stranieri che lavorano nel nostro paese. "Ho poche idee ma confuse": Pablo Ordaz corrispondente da Roma di 'El Pais', cita Ennio Flaiano, sicuro che in molti si ritrovino nella frase. Stephan Faris, che scrive per 'Time', ora ammette che "sì, allora è vero: a piazza San Giovanni c'erano veramente 800mila persone" e poi dà una consiglio alla sinistra: "La prossima volta non basterà dire 'non siamo come quello lì'". Tagliente (ma spiritoso e anche veritiero) il primo tweet di BBC World immediatamente successivo agli instant polls: "Health warning on #Italy first exit polls. Can be disastrously wrong. Clearer idea later tonight". Insomma, "attenti alla salute: i primi exit poll possono essere disastrosamente errati, idee più chiare soltanto più tardi".
Chi infierisce. Monti, Casini, Fini, Di Pietro, Ingroia. L'elenco degli sconfitti è ampio: i leader che sono usciti dal voto con il risultato più deludente sono quelli più bersagliati dagli utenti della rete. In questo caso l'ironia è spesso impietosa. "Profeti del nulla", scrive su Twitter un utente riferendosi ai leader centristi, in particolare a Casini e Fini.