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Berlusconi: "Pronto a candidarmi l'anno prossimo". Ancora pressing su Tajani. E gela Salvini su CasaPound

Dopo le polemiche anche il segretario del Carroccio costretto a prendere le distanze dalla formazione neofascista. Intanto Leu rifiuta la tribuna elettorale in Rai con il partito di Di Stefano
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ROMA - Nella coalizione di centrodestra è battaglia all'ultimo voto e non si placano i contrasti interni. Matteo Salvini - dopo l'apertura di ieri - respinge "l'abbraccio" di CasaPound, mentre Silvio Berlusconi gela l'alleato, rimarcando che Forza Italia "non ha niente a che fare" con la formazione di Di Stefano. Questo proprio nel giorno in cui Liberi e uguali decide di non partecipare alla tribuna elettorale in Rai perché per il confronto era stata sorteggiata la lista di CasaPound Italia.

Ma torniamo a Berlusconi. Il leader di Fi continua a fare pressing sulla candidatura di Antonio Tajani a Palazzo Chigi. E si dice pronto, inoltre, a proporsi di nuovo come presidente del Consiglio in caso di stallo e di nuove elezioni fra un anno, qualora tornasse candidabile: "Sono a disposizione", afferma. Quanto alla manifestazione unitaria del centrodestra, non ci sarà alcun comizio comune sul palco della Lega all'Eur…
ROMA - Nella coalizione di centrodestra è battaglia all'ultimo voto e non si placano i contrasti interni. Matteo Salvini - dopo l'apertura di ieri - respinge "l'abbraccio" di CasaPound, mentre Silvio Berlusconi gela l'alleato, rimarcando che Forza Italia "non ha niente a che fare" con la formazione di Di Stefano. Questo proprio nel giorno in cui Liberi e uguali decide di non partecipare alla tribuna elettorale in Rai perché per il confronto era stata sorteggiata la lista di CasaPound Italia.

Ma torniamo a Berlusconi. Il leader di Fi continua a fare pressing sulla candidatura di Antonio Tajani a Palazzo Chigi. E si dice pronto, inoltre, a proporsi di nuovo come presidente del Consiglio in caso di stallo e di nuove elezioni fra un anno, qualora tornasse candidabile: "Sono a disposizione", afferma. Quanto alla manifestazione unitaria del centrodestra, non ci sarà alcun comizio comune sul palco della Lega all'Eur. Meloni, Salvini e Berlusconi invece si ritroveranno - insieme a Noi con l'Italia - giovedì alle 15 al Tempio di Adriano.

"Non ho bisogno dei voti di altri, io chiedo il voto agli italiani che vogliono cambiare", ha detto Salvini questa mattina a Rtl 102.5,  rispondendo a una domanda sulla disponibilità del movimento CasaPound a sostenere, qualora riuscisse a entrare in Parlamento, un governo guidato dalla Lega. Ieri, invece, si era detto disposto a incontrare tutti dopo il 5 marzo. Berlusconi rimarca: "La nostra coalizione non ha nulla a che fare con Casapound, né con i loro programmi. Né ora né dopo le elezioni".  Poi, come detto, conferma che il primo marzo si terrà la convention con Salvini e Giorgia Meloni. E insiste sulla candidatura a premier del presidente del Parlamento europeo: "Manca solo il suo ok", dice Berlusconi, sebbene Tajani provi ancora a sfilarsi: "Io vorrei restare alla guida dell'Europarlamento, è importante per l'Italia", dichiara in un'intervista alla Welt pubblicata stamani.Non manca una querelle interna al Carroccio, con Salvini che risponde alle critiche del governatore lombardo Roberto Maroni in materia di federalismo: "Se domani Luca Zaia e Roberto Maroni vanno a firmare il pre-accordo sull'autonomia di Veneto e Lombardia è perché la Lega è forte. Nel programma del centrodestra c'è il progetto di una Italia federale, è scritto nero su bianco, e io conto di metterlo in atto. A me interessano i risultati".