ROMA - Prima i programmi, poi le alleanze. Non usa mezzi termini Nichi Vendola, oggi a Lamezia Terme, che bolla il dibattito sulla coalizione di governo come "teatrino". "Intanto dobbiamo vincere le elezioni - spiega - e credo che vincere le elezioni abbia a che fare con la proposta che si mette in campo". Il governatore della Puglia aggiunge: "Penso che coloro che fanno la politica mettendo il carro davanti ai buoi sbagliano: l'Italia non ha bisogno del teatrino delle alleanze".
Come governare. Il Paese ha invece bisogno, secondo il leader di Sel, "di immaginare che una risposta alla crisi è la lotta alla precarietà: io vorrei governare con le giovani generazioni, con i precari dell'università, il movimento delle donne che ha contestato la volgarità, la dittatura pornografica che vi è stata in questi ultimi quindici anni".
Cancellare le leggi Bossi - Fini e Gelmini. Secondo Vendola "il tema delle alleanze per governare viene dopo che hai definito come intendi governare, quali sono le risposte che intendi dare alla crisi del Paese". Andare al governo per il leader di Sel significa "cancellare la legge 30, la Bossi-Fini, cancellare le schifezze che hanno fatto regredire. Significa anche cancellare le riforme della Gelmini che hanno ucciso la scuola pubblica". Poi continua: "Altrimenti a che vale candidarsi e vincere le lezioni se non fai queste cose che restituiscono dignità, per esempio, agli insegnati o agli studenti. Non vale a niente". Il governatore della Puglia cita Il gattopardo: "Se bisogna partecipare ad un gioco per fingere tutto e per non far cambiare nulla nella sostanza - dice - siamo ancora nel libro di Tomasi di Lampedusa. Io voglio andare avanti".
No al rigore di Bersani e Renzi. Vendola non risparmia una frecciata ai suoi sfidanti: "A Renzi e Bersani dico con garbo che è stucchevole il richiamo al rigore se non siamo in grado di definire esattamente di che cosa parliamo e chi dobbiamo colpire". Il leader di Sel spiega: "È stucchevole l'idea che sia rigore la barbarie di colpire i ceti popolari o di applicare l'Imu sulla prima casa. L'idea che sia rigore abbandonare un pezzo di mondo, i cosiddetti esodati, alla loro sorte o inalzare l'età pensionabile per le donne senza avere innalzato i salari". E sentenzia: "Questo rigore è politicamente di destra e socialmente iniquo". Infine Vendola rilancia la patrimoniale: "Per quanto mi riguarda - conclude - mi batto per il rigore, sono un rigorista e credo che, nella tradizione liberale italiana e penso a Luigi Einaudi, non in quella comunista, il rigore si chiami imposta patrimoniale che è ancora un tabù nel dibattito italiano".
Come governare. Il Paese ha invece bisogno, secondo il leader di Sel, "di immaginare che una risposta alla crisi è la lotta alla precarietà: io vorrei governare con le giovani generazioni, con i precari dell'università, il movimento delle donne che ha contestato la volgarità, la dittatura pornografica che vi è stata in questi ultimi quindici anni".
Cancellare le leggi Bossi - Fini e Gelmini. Secondo Vendola "il tema delle alleanze per governare viene dopo che hai definito come intendi governare, quali sono le risposte che intendi dare alla crisi del Paese". Andare al governo per il leader di Sel significa "cancellare la legge 30, la Bossi-Fini, cancellare le schifezze che hanno fatto regredire. Significa anche cancellare le riforme della Gelmini che hanno ucciso la scuola pubblica". Poi continua: "Altrimenti a che vale candidarsi e vincere le lezioni se non fai queste cose che restituiscono dignità, per esempio, agli insegnati o agli studenti. Non vale a niente". Il governatore della Puglia cita Il gattopardo: "Se bisogna partecipare ad un gioco per fingere tutto e per non far cambiare nulla nella sostanza - dice - siamo ancora nel libro di Tomasi di Lampedusa. Io voglio andare avanti".
No al rigore di Bersani e Renzi. Vendola non risparmia una frecciata ai suoi sfidanti: "A Renzi e Bersani dico con garbo che è stucchevole il richiamo al rigore se non siamo in grado di definire esattamente di che cosa parliamo e chi dobbiamo colpire". Il leader di Sel spiega: "È stucchevole l'idea che sia rigore la barbarie di colpire i ceti popolari o di applicare l'Imu sulla prima casa. L'idea che sia rigore abbandonare un pezzo di mondo, i cosiddetti esodati, alla loro sorte o inalzare l'età pensionabile per le donne senza avere innalzato i salari". E sentenzia: "Questo rigore è politicamente di destra e socialmente iniquo". Infine Vendola rilancia la patrimoniale: "Per quanto mi riguarda - conclude - mi batto per il rigore, sono un rigorista e credo che, nella tradizione liberale italiana e penso a Luigi Einaudi, non in quella comunista, il rigore si chiami imposta patrimoniale che è ancora un tabù nel dibattito italiano".